Gp Valencia: L'asfalto valenciano è Morbido, ma Mir è campione del mondo

Volevamo divertirci e lo abbiamo fatto. Una stagione che non ha visto Marquez dominare, ma che vede lo spettacolo. Lo show della MotoGp a Valencia è una certezza: a festeggiare sono due piloti. Partiamo dal neo campione del mondo: 23 anni, di Maiorca, pilota arrivato come scommessa dalla Moto3 senza passare per la Moto2, la scommessa e il sogno divenuto realtà della Suzuki, il campione è lui Mir. Joan Mir e una Suzuki che dimostra il gran lavoro 2020 fatto da una moto non da top, ma cresciuta di gara in gara e un titolo meritato per un pilota che può essere per molte cose l'erede di Marquez: guida pulita, lineare e precisa, pilota che non sforza mai la moto e che sa gestire la gara e bisogna dirgli solo bravo e complimenti, in attesa si misuri con il Fenomeno con il 93 in carena.

Ma la gara è stata vinta da un italiano: super Franco Morbidelli che parte bene e lotta con Miller fino all'ultima curva. Il pilota australiano si dimostra coraggioso, gestisce bene la gomma media (unico in pista) e dimostra il perchè la Ducati lo voglia in ufficiale. Morbido mette a segno la sua gara alla sua maniera. Terza casella per Espargaro e il nuovo compagno di Marquez l'anno prossimo ha il carattere per stare a duellare con Marc. La KTM chiude una annata strepitosa, ma delusione Nakagami: il giapponese della Honda cade ad un paio di giri dalla fine chiedendo troppo alla sua moto. 

Male le Yamaha: male Vinales e Rossi, ma non fa notizia. Quello che preoccupa è un Quartararo che cade di nuovo e butta via un Mondiale che poteva e doveva provare a fare diverso. Yamaha dovrà lavorare in vista del prossimo anno per una moto davvero troppo brutta in questa stagione. La Ducati va bene il motore, ma unica cosa che si salva in una stagione assolutamente negativa per la Rossa e non solo per colpe di Dovizioso e Petrucci.

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