MotoGp Gp Austria- Dovizioso su Marquez all'ultima curva come nel 2017

MotoGp Gp Austria- Dovizioso su Marquez all'ultima curva come nel 2017

Marquez non impara la lezione e Dovi lo sbeffeggia all'ultima curva come due anni fa. Terzo Quartararo, ma fate un monumento a questa pista che tra Formula 1 e MotoGp ci ha regalato solo spettacoli.

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Francesco Bruni

Marquez is for boys, Dovizioso is for man. La MotoGp regala la gara più bella delle ultime tre con la noia di Germania e di Brno cancellate da un'Austria senza esclusione di colpi. I motori che ci piacciono sono questi: quelli del contatto LeClerc-Verstappen su questa pista e quelli di oggi tra Dovi e Marc. Perchè se l'adrenalina vuol dire passione, queste sono le gare vere. Certo il Mondiale è Marquez, ma nessuno può portare via questo spettacolo. La Rossa Ducati questa volta conferma di essere a casa sua e per noi italiani è una piccola rivincita per quello tolto a LeClerc e alla Ferrari quest'anno. Spielberg da e toglie nel tempo stesso: da molto ad Andrea Dovizioso da Forlì. Il pilota Ducati mette subito in chiaro le cose e aggredisce, tallona, respira sul collo e innervosisce quel signore con il 93 in carena. Andrea ci regala la più bella pagina di sport, su quella stessa curva, quella prima del traguardo, la stessa dove due anni fa fece la cosa identica: superare Marquez. Vince con merito, non lo fa scappare per quanto Marquez lo tenta più di una volta e si regala un successo che mancava dal Qatar. Questa è tutta sua: la sua voglia, la sua cattiveria, il sorpassare Marc senza nemmeno rispondere allo sguardo di sfida da sotto la visiera dello spagnolo. Questa volta, caro Marquez, sei secondo. Non impari mai le lezioni e, in Austria, con Dovi dietro forse devi cominciare a ripassare la teoria. Ci siamo noi davanti, Italia batte Spagna e questo ci piace. Terzo Quartararo, il quale come Rossi due anni fa, si gode lo spettacolo a distanza di quei due, in una gara tranquilla e senza sbavature. Vale chiude quarto: si avete capito bene, quel Valentino che davate per bollito e per finito, è tornato a stare vicino al podio in un weekend molto positivo per le Yamaha in generale. La mente libera e la concentrazione sulla prossima stagione hanno aiutato il 46, ma oggi lui ha mostrato di non essere finito. Non aveva il passo della Ducati o della Honda, ma la Yamaha sta lavorando e diamo tempo al tempo. Quinto Vinales: una gara anonima per lui, in difficoltà da subito e sottotono rispetto ad altre prestazioni. Sesto Rins il quale salva un fine settimana avaro per una Suzuki senza idee e settimo Bagnaia: Pecco trova la prima topo ten e questo è da apprezzare in un ragazzo che si sta formando. Ottavo Oliveira a mettere due rookie della Moto2 nei dieci della classe regina. Nono Petrucci in ombra, in gara difficile e senza una moto che lo ha aiutato più di tanto. Decimo Morbidelli in una domenica che cancella libere e qualifiche non perfette. Caduta per Miller e dispiace parecchio, in quanto autore di una buona gara. Ora Marquez avrai vinto con probabilità il Mondiale, ma sta attento ad essere troppo sicuro perchè questa Ducati ci piace e aspettiamo conferme nelle prossime gare  e intanto dal 2016 Spielberg è Rossa Ducati.

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