Velocità, regolarità e grinta. Queste tre parole rappresentano al meglio la stagione che sta vivendo Andrea Dovizioso, per la prima volta candidato al titolo mondiale da quando corre in MotoGP. Il forlivese è in piena lotta con Marc Marquez e con la tripletta asiatica alle porte, si inizia domenica prossima a Motegi, ha parlato delle sue possibilità a Motorsport.com

Il cambiamento di Dovizioso e della Ducati è arrivato dopo il GP degli Stati Uniti, quando il pilota aveva richiesto dei cambiamenti ed una programmazione a lungo termine: "Abbiamo lavorato molto su una combinazione di cose, inoltre le gomme sono state una chiave, perché abbiamo capito come gestirle anche nei momenti più critici. Questo ha fatto la differenza e ci ha dato una grande motivazione. Un'altra chiave è che abbiamo trovato una buona base per la moto, che funziona bene ovunque e ci aiuta ad avvicinarci ad ogni weekend con un po' di vantaggio". Il forlivese per anni è stato considerato un buon pilota, sempre piazzato, ma non in grado di lottare per la vittoria. Quest'anno, però, tutto è cambiato ed in molti hanno iniziato ad analizzare le sue gare, scoprendo che cambia stile di guida adattandosi alle sensazioni che gli dà la moto: "Sto guidando come sempre, con la stessa mentalità e le stesse strategie di prima. La differenza è che ora approccio la vita ed i weekend di gara in maniera migliore. Ora capisco meglio alcuni aspetti, piccoli dettagli che hanno una certa influenza. Se il mio anno è sorprendente è perché la maggior parte delle persone crede che io non sia al livello dei migliori, quando in realtà non sono mai stato così lontano. Ora, con questi cambiamenti, mi sono messo allo stesso livello".

Dovizioso esulta dopo una vittoria | Twitter
Dovizioso esulta dopo una vittoria | Twitter

Proprio l'approccio mentale alle gare è uno degli aspetti su cui Dovizioso, per sua stessa ammissione, si è migliorato. Il lavoro mentale molti lo nascondono, ma il forlivese non se ne vergogna: "Non ho alcun problema ad ammettere di aver lavorato sul lato mentale, perché ho capito che potevo migliorare su quell'aspetto. Qualcuno lo considera un segno di debolezza, ma io non la vedo così". Questi miglioramenti lo hanno portato a lottare per il Mondiale e con questi risultati anche la sua posizione in Ducati è cambiata, anche un po' per merito di Lorenzo: "L'arrivo di Jorge ha confermato alcuni aspetti di cui ho sempre parlato, ma molte persone all'interno della squadra non vedevano chiaramente. Il suo arrivo ha fatto capire a tutti quale sia la realtà della moto. E questo, ovviamente, ha aumentato il mio valore come pilota. Ora è reale". Questa crescita, ovviamente, si farà sentire in sede di rinnovo contrattuale, in scadenza a fine 2019: "Inizieremo a discuterne all'inizio della prossima stagione, quindi dovremo vedere in quali condizioni saremo a quel punto. Quello che è certo è che la trattativa con la Ducati sarà diversa rispetto all'anno scorso".

Dovizioso rivela anche quando ha iniziato a pensare di poter fare così bene e la risposta è abbastanza sorprendente: "Durante l'inverno ho cambiato la mia preparazione fisica e anche mentalmente sono arrivato più pronto che mai. I test invernali sono andati bene e alla prima gara ho ottenuto un bel risultato. Lì ho cominciato a pensarci, ma non ero ancora sicuro di poter lottare per il titolo, anche se ero più pronto rispetto agli anni precedenti".