Brasile, primato col minimo sforzo
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Brasile, primato col minimo sforzo

I verdeoro battono anche la Serbia e si qualificano come primi nel girone: ora il cammino si fa duro, ma la condizione fisica non può che migliorare.

AlbertoZamboni
Alberto Zamboni

Massimo risultato con il minimo sforzo. È un vecchio adagio che funziona sempre, soprattutto quando il cammino di fronte si fa duro e pieno di insidie. È quello che deve aver pensato Tite e prontamente i suoi lo hanno seguito. Il Brasile che vince il Girone E non ha entusiasmato, in nessuna delle tre partite disputate, ma tanto è bastato per raggiungere gli ottavi di finale e prepararsi a ciò che aspetta i verdeoro da qui al 15 luglio, data della finalissima.

Il 2-0 alla Serbia è una dimostrazione di come la Seleçao abbia pianificato il cammino verso lo stadio Luzhniki – sede dell’ultimo atto – calibrando le forze: con la Svizzera probabilmente il pareggio non era previsto, con il Costa Rica ci si aspettava un successo più agevole e non nel recupero e con la Serbia ci è voluto anche un pizzico di fortuna. Quel che conta però è aver centrato l’obiettivo: contro i balcanici il Brasile ha vinto grazie alle accelerazioni improvvise unite alla classe infinita dei suoi componenti. Primo su tutti, Coutinho: il giocatore del Barcellona, dopo aver segnato due reti nelle prime due partite, ha regalato un assist clamoroso a Paulinho in occasione dell’1-0, a coronamento di un primo tempo controllato bene, senza rischi e con un paio di palle goal degne di nota. La ripresa invece è stata molto più faticosa, anche perché gli uomini di Mladen Krstajc avevano bisogno di una vittoria per passare il turno. Ed infatti la difesa verdeoro è andata in difficoltà, complice un Alisson non perfetto: i rischi nella parte centrale di seconda frazione hanno fatto tremare Tite, che però ha potuto esultare al 2-0 di Thiago Silva, che svetta più alto di tutti su calcio d’angolo di Neymar. Nel finale poi la Seleçao poteva anche dilagare, ma Stojkovic ha risposto sempre presente ed il risultato non è più cambiato.

Una risposta importante ce la si attendeva anche da Neymar, dopo le polemiche ed i presunti litigi nello spogliatoio: il fenomeno del PSG, nonostante non sia stato all’altezza della sua fama, ha mostrato perlomeno l’attitudine al gioco di squadra, senza eccessi in virtuosismi ed assoli. Ora il tabellone metterà di fronte i brasiliani al Messico, capace di eliminare la Germania Campione del Mondo in carica, all’inizio di un percorso che si preannuncia molto duro: questa parte di tabellone infatti comprende Argentina, Francia, Portogallo e Uruguay già qualificate ed una fra Belgio ed Inghilterra. Le prestazioni fornite finora dalla Seleçao però fanno pensare alla volontà di risparmiare le forze in vista del rush finale, anche se gli infortuni di Douglas Costa e di Marcelo complicano le scelte di Tite, che ha a disposizione una rosa comunque altamente competitiva e pronta ad arrivare fino in fondo.

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