Una prova da Campioni d'Europa per passare al livello successivo, per strappare dalle mani della Svizzera la qualificazione al Mondiale evitando le insidie degli spareggi: il Portogallo brilla al Da Luz, vince lo scontro diretto contro gli elvetici per 2-0 e vola direttamente in Russia, con il primo posto nel gruppo B. Una partita forse cominciata, ma finita ben presto - non tanto per una questione di gol, ma di controllo del campo, del gioco e del ritmo. Gli uomini di Petkovic annaspano, non riescono ad alzare il ritmo e non hanno spazi tra le linee, perché difesa e centrocampo lusitane si compattano con sicurezza, non concedendo praticamente nulla. I numeri prima delle opinioni: Rui Patricio è chiamato in causa soltanto una volta, da Shaqiri. Per il resto la difesa si dimostra ancora ermetica.

Un'abitudine quella degli uomini di Fernando Santos di non subire quasi nulla, già messa in bella vista nei momenti più caldi dello scorso Europeo, ma passata in secondo piano dopo un girone passato ad inseguire. Sì, perché il gruppo B è stato comandato dalla prima alla nona giornata dalla Svizzera, forte del 2-0 nello scontro diretto alla prima giornata, contro un Portogallo allora orfano di Cristiano Ronaldo. Solo vittorie contro le altre, prima della resa dei conti di ieri sera, stavolta con l'asso del Real Madrid in campo, che ha ovviamente giocato un ruolo fondamentale: non per i gol - nessuno - e nemmeno per le grandi occasioni - un solo tiro e nemmeno in porta - ma per l'attenzione che richiama alle difese avversarie.

Fonte immagine: Twitter
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La Svizzera subisce in maniera decisamente forte e vistosa la presenza del fenomeno madridista in attacco, André Silva al suo fianco ancora una volta ne approfitta e ha ringrazia, trovandosi solo in mezzo all'area per firmare il 2-0 all'ora di gioco, di fatto la pietra tombale sulla partita, sempre che di partita si possa parlare. L'inizio sembra equilibrato, ma appena William Carvalho prende le misure a Dzemaili e legge tutti i suoi movimenti, gli elvetici si sciolgono. Gli esterni sono imprecisi, il Portogallo occupa tutti gli spazi e riparte con la velocità di Bernardo Silva, non mettendo in mostra un calcio brillante, forse, ma tremendamente efficiente.

Anche in Russia, nel giugno prossimo, i lusitani partiranno con tante ambizioni di vittoria, soprattutto dopo la scoppola del 2014 con l'eliminazione ai gironi (memorabile il 4-0 subito dalla Germania poi campione). Era un altro Portogallo, soprattutto con un altro allenatore, Paulo Bento. L'avvento di Santos, dopo l'umiliante 0-1 interno con l'Albania, ha rivoluzionato tutte le carte nel mazzo, avvallando il lento ricambio generazionale, completato all'Europeo, ma da consacrare al Mondiale. Compattezza, sicurezza, Cristiano Ronaldo e fiducia nei propri mezzi, argomenti più validi per stupire ancora.