Inarrestabile in Germania, irriconoscibile in Europa. È un Borussia Dortmund a due facce quello di inizio stagione. Praticamente perfetto in Bundesliga, dove ha raccolto finora 16 punti su 18 disponibili, un attacco stellare ed una difesa quasi impermeabile, disastroso in Champions League, con 0 punti nelle prime due gare ed un cammino già compromesso. È vero che le avversarie in patria sono nettamente inferiori a quelle affrontate in Coppa, ma è anche vero che impressiona come i gialloneri offrano il fianco molto più facilmente nelle partite di Champions.

Contro il Tottenham a Wembley la prima rete di Son è arrivata dopo appena 4 minuti ed il pareggio di Yarmolenko all’11’ è durato pochissimo, visto che Kane ha riportato avanti gli Spurs al 15’ e lo stesso attaccante inglese ha poi chiuso i conti nella ripresa con il 3-1. Stesso risultato, ma nel proprio stadio di casa, contro il Real Madrid: il Borussia va sotto 2-0, riapre Aubameyang, richiude Ronaldo. Tantissime analogie tra i due match. Oltre al punteggio finale, la tipologia dei goal subiti e dei pericoli corsi è la stessa: retroguardia altissima che si fa infilare centralmente, difensori lenti a scappare all’indietro e Burki disattento sul primo palo – le prime due reti del Tottenham e le due di Ronaldo sono arrivate così. Anche l’attacco fatica a pungere: Aubameyang paga la poca freddezza sottoporta – in Germania le marcature sono certamente più allentate – al cospetto di avversari esperti, Yarmolenko va a sprazzi e Philipp deve ancora acquisire sicurezza su certi palcoscenici.

A dirla tutta il Borussia Dortmund non è stato nemmeno fortunato dal punto di vista arbitrale, né contro il Tottenham – goal regolare annullato ad Aubameyang sul 2-1 per gli Spurs – né contro il Real – rigore negato sullo 0-0 per un fallo di mano di Sergio Ramos e partenza in fuorigioco di Ronaldo nell’azione del 3-1 – ma certamente le prestazioni non sono state all’altezza e le sconfitte sono entrambe meritate.

Per Peter Bosz ora viene il difficile, visto che le due avversarie sono scappate a +6, però il calendario è dalla sua: arriva il doppio impegno con l’APOEL – da cui devono arrivare inderogabilmente 6 punti – e sperare che inglesi e spagnoli si tolgano punti a vicenda negli scontri diretti, in modo da rientrare in corsa e giocarsi tutto negli ultimi 180 minuti.