Scorie naturali. Il ricordo di Madrid aleggia sulla nazionale. Ventura è sotto i riflettori, colpito da più parti. In dubbio il suo ruolo, interrogativi sulla capacità di gestire un gruppo come quello azzurro. Centrare il mondiale è fondamentale, come sottolineato da Tavecchio. Il CT non si nasconde e chiede alla squadra una reazione pronta, doverosa. La Spagna è oggi di altra caratura, con Israele il contesto favorisce la nostra rappresentativa. Una compagine in difficoltà, battuta a domicilio dalla Macedonia ed ora in quarta piazza nel Gruppo G, a meno 7 dall'Italia. 

A Reggio Emilia, occasione per blindare la seconda posizione e di fatto entrare nel rettilineo che conduce al play-off. La Spagna, a più tre e attesa dall'impegno con il Liechtenstein, è fuori portata, occorre rintuzzare il ritorno dell'Albania (scontro diretto all'ultima tornata). Ventura sembra voler dar credito al suo credo, un 4-2-4 di stampo offensivo, con due ali di qualità a supporto di due punte vere. Modulo criticato in terra di Spagna, con una mediana alla mercé dei palleggiatori di Lopetegui, ma certo in grado di fronteggiare con costrutto la formazione di Levi. 

Foto: Nazionale Italiana - Twitter
Foto: Nazionale Italiana - Twitter

Poche le novità, per lo più dovute a defezioni. Bonucci è fuori per squalifica, Chiellini ai box per infortunio. Difficoltà, quindi, nel reparto arretrato. In attesa del miglior Romagnoli, in recupero, zona centrale presidiata da Barzagli ed Astori, favorito nel ballottaggio con Rugani. In corsia, a destra tocca a Conti - chiamato in fretta e furia Zappacosta dopo il problema a Spinazzola - a sinistra a Darmian. De Rossi e Verratti compongono la cerniera di centrocampo. Particolare attenzione al talento del PSG, demolito dalla roja al Bernabeu. Serve una scossa di carattere. Il modulo a due preclude possibili avvicendamenti.

Davanti, Immobile affianca nuovamente Belotti - poche speranze per Eder - con Candreva ed Insigne a presidiare l'esterno. Dal folletto partenopeo, il commissario tecnico si attende una prova di personalità.

Israele, come detto, raggiunge la sfida dopo una sconfitta inattesa, con il caso Zahavi ad aggravare la situazione. Ira funesta e fascia a terra, poi l'annuncio del ritiro. A ruota, la decisione della federazione, durissima. Sospensione per un anno. Levi, senza il suo faro, cerca il miracolo. 4-2-3-1, con Glazer in porta, protetto da Keltjens, Ben Haim, Tzedek e Davidzada. Ohana e Kabha a gestire le operazioni in mezzo, Hemed è il terminale ultimo. Alle spalle del 10 si muovono Ben Chaim, Cohen e Melikson. 

Dirige il francese Bastien, fischio d'inizio alle 20.45.