Il King Power Stadium prepara la cornice perfetta per l'impresa delle Foxes, che non deludono i proprio tifosi e rifilano un 2-0 secco al Siviglia di Jorge Sampaoli, espulso nei minuti finali della gara per eccessive proteste.  Il Siviglia crea, ma spreca tanto, trovandosi in più uno Schmeichel in stato di grazia come all'andata, capace di parare anche il rigore a N'Zonzi sul 2-0. Il Leicester invece si dimostra piuttosto cinico e sfrutta ogni spazio al meglio, colpendo prima con Morgan su calcio piazzato, poi con Albrighton su azione. Nel quarto d'ora finale della gara follia di Nasri che si fa espellere, seguito poi come già detto anche dall'allenatore degli spagnoli Sampaoli. Il Leicester vola meritatamente ai quarti, continuando la sua favola anche senza il condottiero Ranieri, di cui però si respira ancora la presenza e si denota l'impronta calcistica.

Schmeichel neutralizza il rigore di N'Zonzi
Schmeichel neutralizza il rigore di N'Zonzi | The Guardian

Bellissima atmosfera e coreografia dai partiti dei tifosi delle Foxes. La prima occasione però è per gli ospiti con Samir Nasri, che al terzo minuto di gioco trovato in area da Pablo Sarabia, ha la prima palla gol della gara. La conclusione del francese è buona, così come la risposta di Schmeichel, il portierone danese all'andata fu assoluto protagonista del match per i suoi, salvando il risultato più volte. Il Leicester porta buona pressione nella metà campo avversaria, ma senza concludere granchè. E' difatti nuovamente la formazione andalusa a sfiorare il gol con un contropiede magistrale archiettato in tre tocchi, il tiro di Sarabia è velenoso, ma non inquadra la porta. Il pressing alto delle Foxes porta però i suoi frutti, Vardy va in slalom al limite dell'area e viene atterrato da Iborra, sulla punizione il sinistro fatato dell'algerino Mahrez trova in area il capitano Wes Morgan, che deposita la palla in rete, portando in vantaggio i suoi e regalando momentaneamente loro la qualificazione ai quarti.

Il Siviglia reagisce con orgoglio e confeziona una doppia occasione nel giro di pochi minuti, prima con Ben Yedder che sfiora il primo palo dopo un batti e ribatti, poi Schmeichel chiamato alla seconda importante parata, stavolta sul tiro-cross di Mercado. Negli ultimi sette minuti della gara però è ancora il Leicester ad avere le redini, prima due conclusioni non irresistibili di Drinkwater e Fuchs, poi un contropiede che Vardy finalizza con un destro potente di poco a lato. Dopo una punizione di Fuchs respinta, Orsato manda tutti negli spogliatoi per la fine del primo tempo. Match equilibrato che però si è messo in netto favore del Leicester, che ha nel contropiede la sua arma migliore e vede il Siviglia costretto ad attaccare per recuperare lo svantaggio.

L'azione del gol di Wes Morgan | The Guardian
L'azione del gol di Wes Morgan | The Guardian

 Sampaoli vedendo in difficoltà i suoi fa subito due cambio ad inizio ripresa, dentro Jovetic -fuori a sorpresa- ed esce Pablo Sarabia, che non aveva disputato un cattivo primo tempo. Il secondo cambio invece penalizza Mercado a favore di Mariano. La scossa morale data da Sampaoli sembra aver dato i suoi frutti, il Siviglia spinge tanto ha due clamorose occasioni da gol. Escudero da distanza siderale fa partire un missile mancino che impatta la traversa, sulla ribattuta Ben Yedder fa cilecca da vicinissimo, errore madornale dell'ex Tolosa. Il Leicester però è in agguato e pronto a sfruttare ogni errore e possibilità. E' quello difatti che succede al minuto 54: palla di Mahrez al centro, svirgola male Rami e regala palla ad Albrighton che con il mancino batte per la seconda volta Sergio Rico, impotente sul tiro dell'ex Aston Villa. Il King Power Stadium è in totale delirio e pregusta una qualficazione ai quarti che sarebbe storica. La partita si scalda e Vitolo si becca un giallo per eccessive proteste. Rischia pochi minuti dopo di andare sul 3-0 il Leicester, Rico smanaccia una palla al centro, Vardy si avventa sul pallone, ma con il mancino non riesce ad essere preciso. Il Siviglia risponde con il neo-entrato Correa, che servito da Vitolo sfodera un gran destro, Schmeichel però si mostra anche stavolta in serata di grazia e annienta anche questa occasione per gli spagnoli.

Al 74' harakiri di Nasri che si fa ammonire per la seconda volta e lascia i suoi in 10 e con due gol di svantaggio per via di un testa a testa dettato dal nervosismo con Vardy. Notte fonda al King Power per Sampaoli e i suoi. Passano quattro minuti e il Siviglia ha la migliore occasione di tutta la sua partita e potrebbe essere quella del 2-1 e quindi del pareggio complessivo. Correa dentro per Vitolo che scavalca Schmeichel, il portiere del Leicester lo stende ed è giallo più rigore. Dagli unidci metri N'Zonzi non ci mette la convinzione giusta, angolando appena e concludendo troppo debolmente per sorprendere Schmeichel, che si candida come all'andata a vincere la palma del migliore in campo.  Al minuto 83 si fa espellere Sampaoli, visibilmente nervoso, Orsato decide dunque di allontanarlo. La cosa evidentemente non fa bene ai suoi che rischiano per due volte di seguito il collasso totale e il 3-0: prima Vardy di testa costringe Sergio Rico ad un miracolo. Successivamente il portiere spagnolo deve compiere una grande uscita sui piedi di Slimani che altrimenti sarebbe stato davanti allo specchio della porta. Poi è ancora Vardy ad andare alla conclusione, stavolta però fa tutto da solo e servito da un ispiratissimo Mahrez, spara altissimo da distanza ravvicinata. Nei minuti finali Shakespeare si compre inserendo Amartey al posto di Mahrez. A recupero inoltrato Correa -ottimo il suo impatto da subentrato nella gara- fa un ultimo disperato tentativo per prolungare la partita ai supplementari, senza però avere successo. Il Siviglia esce sconfitto dalla gare di Leicester, mentre le foxes raggiungono una storica qualificazione ai quarti di finale di Champions League, dopo aver disputato una partita molto cinica e precisa. 

Il tiro di Albrighton che è valso il definitivo 2-0 per i suoi | The Guardian
Il tiro di Albrighton che è valso il definitivo 2-0 per i suoi | The Guardian