Un'esperienza, quella di Frank De Boer sulla panchina dell'Inter, iniziata in fretta e furia pochi giorni prima dell'inizio del campionato, e conclusasi prima del previsto, molto prima. L'olandese è rimasto al timone della "Beneamata" 85 giorni, giorni costellati da illusioni e molteplici difficoltà, fino al "D-Day" del suo esonero, materializzatosi dopo la sconfitta bruciante di Marassi contro la Sampdoria per 1-0 (castigatore Quagliarella). Sono trascorsi poco più di due mesi, periodo in cui Frank De Boer è rimasto in disparte, a meditare su ciò che è accaduto e ciò che invece poteva accadere, se solo il decorso delle vicende fosse stato più dolce con lui.

Dopo un periodo medio-lungo di riflessioni, il tecnico olandese ha rilasciato, al De Telegraaf, alcune dichiarazioni sul suo esonero all'Inter e sul suo immediato futuro: "Non volevo andasse così. Questa esperienza mi ha portato via un sacco di energie. Tre mesi di lavoro mi sono sembrati un anno. Ho ricevuto la proposta di allenare la squadra una decina di giorni prima dell'inizio della stagione. Poi ho dovuto anche superare la barriera linguistica. su questo aspetto ho trovato parecchie difficoltà, ma in generale è stato tutto difficile. La preparazione, praticamente, l'abbiamo fatta durante il campionato. Speravo che il club mi desse più tempo, almeno questa era l'idea iniziale: i dirigenti del club sapevano che non ero un tecnico da progetto breve".

Frank De Boer non fa drammi, prendendo con filosofia ciò che ha vissuto in Italia: "L'Inter, anche se naviga in acque abbastanza mosse, è ancora un grande club, uno dei più importanti a livello mondiale e se avessi avuto successo, sarebbe stato molto bello. Sarei stato pienamente soddisfatto. Due giorni dopo l'esonero in realtà ho ricevuto un paio di offerte ma ho deciso di ricominciare dalla prossima stagione, prendendomi  alcuni mesi di pausa per staccare un pò la spina. Ci sono 4-5 squadre che mi hanno offerto un contratto ma aspetterò fino alla fine di maggio prima di decidere il da farsi".