Stade de France, 27 giugno scorso. La zampata di Chiellini, il graffio di Pellè, nel finale. In mezzo tanta sofferenza, tanto cuore. Un cuore azzurro, della Nazionale che ha emozionato lo stivale intero per circa un mese. Cento giorni dopo, Italia e Spagna si ritrovano di fronte, stavolta non più in territorio neutro, bensì a casa Italia, allo Juventus Stadium. La speranza, degli azzurri, è che il risultato possa essere lo stesso che permise a Conte e ai suoi ragazzi di giocarsi il quarto di finale successivamente perso contro la Germania. Vavel vi fa rivivere le emozioni di quel giorno con le cinque foto più eloquenti di quella vittoria. 

1 - Il guizzo di Chiellini ed il vantaggio meritato

Non c'è spazio per la fantasia. Non c'è spazio per le invenzioni. L'Italia imposta la gara così come l'aveva preparata. La Spagna ci soffre. Paga la nostra organizzazione. Subisce la nostra esuberanza fisica. La pioggia ci aiuta. Meritano gli azzurri, che di voglia impongono il loro predominio. La stessa voglia, la stessa foga, che permette a Giorgio Chiellini di anticipare tutti. Il minuto è il trentatrè. Il vantaggio è nettamente meritato, così come il successo finale sarà legittimato con il passare dei minuti. Il cuore va oltre l'ostacolo, la sofferenza viene superata con lucidità ed ordine. L'Italia c'è. 

Giorgio Chiellini nella sua classica esultanza dopo l'1-0 - Foto: www.ilpost.it
Giorgio Chiellini nella sua classica esultanza dopo l'1-0 - Foto: www.ilpost.it

2 - Il condottiero

Antonio Conte è solito vivere le partite a modo suo. Da dentro, come se fosse ancora in campo. Italia-Spagna è l'apoteosi per il tecnico italiano ex Juve, per sofferenza, per emozioni, per l'esplosione di gioia finale. L'Italia è Conte, raffigura ed esprime tutte le sue volontà, tutta la sua grinta, la cattiveria agonistica, lo spirito di squadra. La sofferenza fa parte di lui, fa parte della squadra, che ne è consapevole, pronta alla battaglia, fa parte anche di chi da casa si è immedesimato in questo gruppo ed in questo condottiero. Atteggiamento che, stasera come in futuro, tutti vorrebbero dalla Nazionale Italiana. 

La grinta e la gioia di Antonio Conte, a fine gara - Foto: www.ilpost.it
La grinta e la gioia di Antonio Conte, a fine gara - Foto: www.ilpost.it

3 - Il sigillo e l'inizio della festa

Così come era già capitato contro il Belgio, Graziano Pellè unisce e divide l'Italia della dea Eupalla. A volte s-Grazia-to, altre - quasi sempre - preziosissimo in fase di ripartenza, così come abile nel far salire la squadra. Conte lo sa, si cura raramente delle critiche che gli muovono riguardo il suo centravanti. In cuor suo è consapevole che Grazia-non ci sarà per gli avversari nel momento decisivo. Ancora una volta l'occasione arriva nel recupero, quando la lucidità è sempre minore, l'ossigeno al cervello arriva sempre con maggiore fatica. Pellè c'è, sempre. La girata che assomiglia a quella che aprì l'Europeo contro le Furie Rosse del Belgio, punisce anche gli spagnoli, dando il là alla festa tutta italiana. 

La chiude Pellè, in sforbiciata - Foto: www.ilpost.it
La chiude Pellè, in sforbiciata - Foto: www.ilpost.it

4 - C'è solo un capitano

Di rituali, a inizio o a fine gara, il calcio ne è pieno. Le foto che raffigurano il bacio di Blanc sulla testa di Barthez ne è un esempio. Nella stessa porta dove i transalpini festeggiarono il mondiale casalingo ne 1998, Buffon e l'Italia si ritrovano dopo il successo contro la Spagna. Un gesto che, dall'inizio alla fine del nostro Europeo, ha testimoniato l'unione di intenti di uno spogliatoio che si abbracciava al cospetto del capitano - dell'uomo simbolo - al termine della battaglia. Stasera, come allora, l'Italia proverà a stringersi attorno al suo Buffon. Ancora una volta. 

L'Italia si stringe attorno a Buffon - Foto: blog.guerinsportivo.it
L'Italia si stringe attorno a Buffon - Foto: blog.guerinsportivo.it

5 - Il passo d'addio

Capo chino, sconsolato, consapevole di quello che probabilmente era il suo destino di lì a poco. Vicente Del Bosque cede agli azzurri, in quella che in cuor suo sa di essere stata l'ultima partita sulla panchina della Nazionale della Spagna. L'ultimo passo è amaro. Avrebbe sicuramente voluto lasciare diversamente il condottiero della generazione spagnola che ha vinto in lungo ed in largo, in Europa come nel Mondo intero. Non c'è lieto fine per Vicente, che lascia con l'Italia che festeggia alle sue spalle, vendicandosi di qualche sconfitta di troppo negli anni precedenti. 

Il passo d'addio di Del Bosque, all'ultima gara sulla panchina della Spagna - Foto: www.ilpost.it
Il passo d'addio di Del Bosque, all'ultima gara sulla panchina della Spagna - Foto: www.ilpost.it

E stasera? 

Punto, a capo. A caccia di una nuova impresa. Si volta pagina. Si è voltato pagina, nelle due Federazioni, che hanno scelto Ventura e Lopetegui al posto dei predecessori, che hanno in ogni caso segnato un'epoca - breve o più o meno lunga che sia - delle due Nazionali. Chi ha radicalmente cambiato stile è la Spagna, rispetto a quel giugno scorso, mentre Ventura non ha voluto - per il momento - stravolgere quanto fatto dall'attuale allenatore del Chelsea. Sebbene stasera tutto ciò conterà relativamente sul terreno di gioco piemontese, la speranza è che a festeggiare saranno ancora i nostri beniamini.