All’Arena Pernambuco vanno in campo le squadre di Costa d’Avorio e Giappone, che si affrontano nella seconda partita del gruppo C. Nella Costa d’Avorio, Lamouchi sorprende tutti lasciando in panchina il capocannoniere della squadra, Didier Drogba. Nel Giappone Zaccheroni cambia poco, mantenendo lo schema utilizzato nelle qualificazioni e nelle amichevoli pre-mondiali : 4-2-3-1 con Kagawa e Honda su tutti.

La squadra di Lamouchi inizia subito bene mettendo pressione ai giapponesi che non riescono ad uscire dalla propria metà campo. Nei primi 10 minuti si capisce che gli ivoriani tenteranno di utilizzare molto le fasce laterali con Boka ed Aurier che spingono molto in fase di possesso. Il Giappone risponde con le sortite offensive sulle fasce di Nagatomo sulla sinistra. Da una di queste sortite, da una rimessa laterale nasce il vantaggio nipponico. Kagawa serve Honda al centro dell’area di rigore che, dopo essersi liberato magistralmente con una finta di un difensore africano, piazza un sinistro chirurgico nel sette alla destra di Barry che non può far nulla per evitare il gol. La Costa d’Avorio si affida a quel punto al suo uomo più rappresentativo in campo : Yaya Tourè. Il centrocampista del City è rimasto finora in disparte ma si carica la squadra sulle spalle e ne provoca la reazione. Ma gli africani sono molto confusionari ed imprecisi, soprattutto nel momento in cui c’è da finalizzare le azioni create. Non bastano le sfuriate di Gervinho e Kalou. Kawashima non è mai chiamato ad interventi particolarmente impegnativi.

Nella ripresa gli ivoriani non accelerano da subito e rischiano il raddoppio giapponese in un paio di occasioni, ma gli uomini di Zaccheroni peccano di precisione. Tourè prova a fare tutto da solo, ma l’arbitro non lo premia in occasione di una discesa del tuttofare ivoriano che invoca il rigore inutilmente. Dal 60’ la partita cambia volto. Entra Drogba e si accendono gli “elefanti". 64’ e 66’ minuto : uno-due devastante degli uomini di Lamouchi che ribaltano il match con due gol identici. Palla al centro per Tourè che apre sulla destra per Aurier, sempre presente, che pennella al centro per Bony prima e per Gervinho dopo 2 minuti per il 2-1. Il cambio di Drogba ha liberato mentalmente squadra e compagni. Il Giappone non riesce a reagire e rischia di subire anche il terzo gol con le avanzate di Drogba e Tourè. Zaccheroni prova a cambiare il match cambiando gli attaccanti, ma non ne ricava grandi progressi. Nell’ultimo quarto d’ora nessun sussulto da parte dei giapponesi che non hanno più energie per provare ad impensierire Barry e compagni. Dall’altra Drogba con la sua esperienza mantiene il possesso, guadagna falli e fa perdere tempo preziosissimo per guadagnare una vittoria fondamentale. Ultime occasioni degne di nota un sinistro di Drogba che cercava la zampata personale ed un paio di contropiedi non sfruttat da Gervinho, troppo egoista quando poteva servire Yaya Tourè e da Kalou che non chiudono la sfida. Ma non c’è più tempo.

Al Giappone non riesce la rimonta nel finale. Anche se la squadra di Lamouchi ha legittimato negli ultimi 20 minuti il vantaggio raggiunto dopo aver, a loro volta, rimontato i giapponesi dopo il vantaggio di Honda nel primo tempo. Per Zaccheroni una prova altalenante. Buona nel primo tempo. Molto meno nel secondo, squadra stanca e priva di idee in attacco, cui è mancato l’uomo più importante : Kagawa. Per gli africani invece ottime prestazioni di Tourè, dal ritorno dall’infortunio. Eccellente la partita sulla destra di Aurier, autore dei due assist vincenti. Gervinho e Bony hanno finalizzato nel momento del bisogno. Ma le loro prestazioni sono da rivedere. Vittoria fondamentale in ottica qualificazione.