Intervistato in esclusiva dall'agenzia France-Presse, il presidente della federazione francese Noël Le Graët esprime tutta la sua soddisfazione per la qualificazione al Mondiale che la Francia ha ottenuto con una grande rimonta ai danni dell'Ucraina lo scorso martedì nella gara di ritorno dei play off. Un risultato molto importante sotto tutti i punti di vista che ha animato un paese ormai rassegnato a guardare il Mondiale in televisione, infondendo fiducia ai giocatori Bleus.

"È una bella sensazione svegliarsi con una vittoria, è la cosa migliore per tutti e non solo per gli amanti del calcio", ha dichiarato il numero uno della FFF, anche se non manca una nota di rammarico: "Benché qualificati, i bilanci che abbiamo presentato non sono positivi: serve maggior equilibrio e sarebbe stato anche necessario discuterne più a lungo, ma l'accordo con i nostri partner era già stato trovato e quindi non serviva parlarne ulteriormente". Massima fiducia nei confronti del commissario tecnico Deschamps, saldo sulla panchina dei Bleus: "È da Kiev che ripeto che il contratto ha una validità di 4 anni. In caso di mancata qualificazione ci saremmo trovati per ridiscutere sulla volontà delle parti di proseguire il rapporto. La mia intenzione è sempre stata quella di lavorare con Didier".

L'aspetto più importante del 3-0 all'Ucraina è stata la prestazione di carattere offerta dalla Francia, un bel passo avanti rispetto alle molte prove svogliate osservate nel corso delle qualificazioni: "Dopo Kiev l'ambiente era deluso, tutti volevano lo scalpo dei giocatori. Io, in quanto presidente, ho assunto la posizione esattamente opposta: credo che le cose andranno meglio quando tutti remeremo nella stessa direzione. Spero che dalla partita di martedì sia nato un nuovo spirito: ho visto in tutti, dal portiere al centravanti, una fiducia che li ha portati a una prestazione superlativa. Nella nostra nazionale abbiamo tanti talenti che nei loro club esprimono il massimo, credo che prima o poi ci riusciranno anche con la maglia bleu".

Venendo al Campionato del Mondo, dove la Francia non è certamente annoverata tra le favorite per la vittoria finale, l'obiettivo di Le Graët è non porsi limiti: "Non voglio che il Mondiale in Brasile sia visto come una preparazione a Euro 2016. Il fatto che dopo la prossima estate disputeremo soltanto partite amichevoli (la Francia è esentata dalle qualificazioni in quanto paese organizzatore degli Europei, ndr) ci impone di fare il meglio possibile. Inoltre si deve considerare lo scarto di due anni tra i due tornei, dunque ad affrontarli non saranno gli stessi giocatori. Ci stiamo preparando a Euro 2016, un evento fondamentale che proietterà la Francia calcistica nel futuro con stadi nuovi e un'idea chiara di progresso".

Non manca una vena polemica del presidente in riferimento alle critiche piovute addosso alla nazionale: "Le ho trovate eccessive. Si può parlare di tattica, di cattiva forma e di gioco. Posso comprendere un giocatore che sbaglia, ma dobbiamo ricordarci che al posto suo avremmo potuto fare peggio. L'aggressione di Evra a opinionisti televisivi è un errore di gioventù, lui non è affatto una testa calda. Al Manchester United è esempio di professionalità, anche per questo abbiamo deciso di non punirlo. Purtroppo è un bersaglio facile per quelli che non sanno scrivere".

In questi giorni in Francia ci si è interrogati se effettivamente la qualificazione al Mondiale possa sortire effetti salutari su un'economia che non sta vivendo un momento particolarmente positivo. Tuttavia a beneficiare del pass per Rio sarà solamente tutta quella galassia che ruota attorno al calcio, in particolare le televisioni. Infatti, grazie al successo sull'Ucraina le quote in Borsa di TF1 sono aumentate del 5,22%, con conseguenti introiti per 130 milioni di euro: grazie a questi soldi sarà possibile coprire le spese di trasmissione dell'avventura in Sudamerica dei francesi.