Reggio Emilia e Avellino dovevano giocarsi uno spareggio per l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia. In campo, però, si è visto un monologo degli emiliani, che in meno di 10 minuti archiviano la pratica asfaltando gli irpini. Mentre la squadra di Menetti è scesa in campo col giusto atteggiamento, quella di Vitucci è stata imbarazzante e indifendibile per tutto l'arco della partita. La qualificazione alla Coppa Italia è la conferma dell'ottimo lavoro svolto nella passata stagione da Menetti e dallo staff societario di Reggio Emilia, che negli ultimi anni ha raramente sbagliato una scelta sul mercato. Al contrario, questo pesantissimo tonfo è l'ennesimo campanello di allarme per Avellino, che in estate ha speso tanto per allestire un gruppo pieno di nomi (altisonanti per il povero campionato italiano) che mai nelle gare fin qui disputate hanno dato l'impressione di essere una squadra. Nella partita che poteva riscattare l'inizio di stagione al di sotto delle aspettative, Avellino fallisce clamorosamente, disputando una partita disastrosa che rischia di accendere una contestazione nei confronti della squadra. Ben allenata, disciplinata, diretta sapientemente da Cinciarini, con tutti i giocatori che svolgono con precisione il proprio ruolo, Reggio Emilia approda alle Final Eight mantenendo l'imbattibilità casalinga e mettendo in mostra il miglior Cervi della stagione. 

La gara è segnata sin dalle prime battute. Avellino parte subito male. Lakovic perde 2 palloni subendo il pressing di Cinciarini e Reggio Emilia vola 8-2, costringendo Vitucci al primo time out. Gli irpini insistono nel cercare Ivanov, che però fa fatica contro Brunner, che non ne patisce la fisicità. Dopo aver gettato i primi 2 possessi, White trova il canestro dalla lunga distanza (11-2). L'attacco di Avellino soffre tremendamente e la difesa non riesce a far meglio, concedendo rimbalzi ai lunghi emiliani, che volano sul +15 (18-3 e poi 20-5). L'attacco di Menetti è fluido come poche volte in stagione (Reggio ha il terzultimo attacco del campionato e in casa, dove è imbattuta, una media di 80 punti realizzati e 66 subiti) ma Avellino è con la testa altrove. L'ingresso di Hayes non cambia la situazione, anzi Reggio Emilia continua a bombardare il canestro irpino con Silins (25-7), mentre Avellino comincia a forzare tiri e a sfaldarsi in difesa. Vitucci chiama in panca Lakovic, inguardabile, e lancia nella mischia Spinelli. Segna anche Antonutti da 3 (30-7), la partita è già finita quando mancano 3 quarti interi. 

La figuraccia di Avellino continua nel secondo quarto: alla tripla di Filloy si aggiungono i canestri e le stoppate di Cervi (40-10). La Sidigas prova a impostare un minimo di reazione (40-16) ma viene subito ricacciata indietro da una tripla di Brunner. Taquan Dean è nullo in attacco e dannoso in difesa: prima guarda Bell andare a canestro, poi ribatte nel proprio canestro un errato tiro di Kaukenas. Cinciarini e Cervi si trovano a meraviglia e Reggio Emilia vola sul +30 (58-28). 
 
La Grissin Bon non abbassa l'intensità e continua a far girare la palla con la solita precisione. Avellino si affida a istantanee conclusioni da 3, che vengono inesorabilmente ribattute dal ferro. Quando invece prova a costruire, riesce a far terminare i 24 secondi senza tirare. Reggio Emilia continua a doppiare gli avversari (66-33, poi 70-35) e approfittando dello sciopero dei giocatori di Avellino, inguardabili e ingiustificabili nel loro atteggiamento. Lakovic e Hayes, dall'alto della loro esperienza (e del loro contratto) provano a mostrare rispetto per il numeroso gruppo di tifosi avellinesi che si sono sobbarcati anche questa trasferta, ma la sostanza della partita non cambia e Reggio comincia l'ultimo quarto con un vantaggio più che tranquillizzante (83-54). Dean e Richardson danno il peggio di sè anche nel quarto periodo, sbagliando di tutto in attacco e facendo i birilli in difesa, per poi rimpinguare il bottino quando non serve più a nulla. Menetti chiede concentrazione fino alla fine, rimproverando White per un paio di leggerezze. Ma non serve, Reggio Emilia festeggia con merito la qualificazione alle Final 8, mentre Avellino non può più nascondere che i tanti soldi spesi per allestire una squadra sulla carta competitiva sono, per ora, stati sprecati.