Flushing Meadows, il campo centrale. L'ultimo Slam dell'anno. Il grande appuntamento col cemento americano. Una seconda casa per Roger Federer, a suo agio qui, nella New York frenetica e spettacolare, come solo nell'elegante giardino di Wimbledon. Uno sparring partner, Grega Zemlja, per l'esordio nel torneo. Sensazioni positive, lungo tre set inevitabilmente dominati. Dopo un doppio fallo d'apertura, il servizio di Roger risponde presente. Puntuale, pungente, vario. Non si gioca nei turni di battuta dello svizzero. Poco in realtà anche in quelli dello sloveno, bravo a raggiungere il terzo turno a Wimbledon quest'anno, ma ancora a secco di vittorie dopo l'approdo in terra statunitense. Cinque apparizioni e cinque premature uscite. Qui la parità dura fino al 3-3 del primo set. Da lì monologo federeriano. Sul 4-3, un orrendo attacco a rete di Zemlja spiana la strada all'elvetico che concretizza con un meraviglioso dritto l'allungo decisivo. Chiude 6-3 il primo parziale e apre con un break il secondo, che scorre veloce fino al 6-2. Una serie di doppi falli e errori gratuiti consegnano l'incontro a Federer, che mostra dal canto suo un'eccellente condizione fisica, dopo le preoccupazioni manifestate nella conferenza pre Us Open. Velocità di gambe e di pensiero. Reattività di piedi e di testa. Viatico importante per sfide più prestigiose. L'unico calo di tensione giunge al tramontare della contesa. Roger avanti di un break, sul 4-3, si addormenta, consegna per la prima volta il servizio ed è costretto a inseguire sul 4-5. Lì ritrova concentrazione e tennis, con la complicità di un Grega in chiara difficoltà quando chiamato a giocar di volo. 7-5 e sorrisi, in vista del secondo turno con l'argentino Berlocq.

Prosegue il re, si fermano gli aspiranti al trono. La nuova generazione annunciata da Djokovic, all'alba della nuova edizione di Flushing Meadows, si spegne al cospetto di normali carneadi. Le etichette nella vita e nello sport tendono a pesare come macigni, se non si hanno spalle abbastanza larghe da sorreggere la pressione, che aumenta all'aumentar della posta. Igor Dimitrov è giovane, bello, baciato dal talento. Arriverà, prima o poi. Per ora cade al primo turno contro il portoghese Sousa, al quinto set, 6-2, mostrando al mondo del tennis, quanto sia difficile meritare il soprannome di “nuovo Federer”. Con lui lascia il suolo americano anche il polacco Janowicz, che, tormentato dai problemi alla schiena, cede in tre set all'argentino Gonzalez, 6-4 6-4 6-2, mostrandosi lontano parente del giocatore ammirato quest'anno. La meglio gioventù del tennis mondiale scopre il difficile percorso dell'ascesa alla gloria. Quando hai colpi e forza, spregiudicatezza, il coraggio dei vent'anni, tutto sembra facile. Quando esci però dall'anonimato per iscriverti al gota della racchetta, incontri il difficile ostacolo della continuità. Quell'ostacolo che separa le belle speranze dai campioni. Quell'ostacolo che separa un Gulbis da un Federer.

 

Il ritiro a Winston Salem. Il ritorno di annosi problemi fisici. Sembrava l'inizio di un altro calvario per il francese Gael Monfils. Invece il transalpino supera il romeno Ungur e si regala un match delicato con l'idolo di casa Isner, fresco della finale a Cincinnati. Su questa superficie e dati i problemi all'anca, non parte favorito Gael, ma è atleta che tende a infiammarsi proprio nelle situazioni più disperate, quindi conviene non darlo per morto prima del tempo.

 

Singles - First Round
[1] N Djokovic (SRB) - R Berankis (LTU)    
[5] T Berdych (CZE)  - P Lorenzi (ITA)
[7] R Federer (SUI) - G Zemlja (SLO)    
[10] M Raonic (CAN) d [Q] T Fabbiano (ITA) 63 76(6) 63
[12] T Haas (GER) - P Mathieu (FRA)    
[13] J Isner (USA) d F Volandri (ITA) 60 62 63   
[Q] M Gonzalez (ARG) d [14] J Janowicz (POL) 64 64 62   
[15] N Almagro (ESP) - D Istomin (UZB)
[22] P Kohlschreiber (GER) d [WC] C Altamirano (USA) 61 63 61
J Sousa (POR) d [25] G Dimitrov (BUL) 36 63 64 57 62
[26] S Querrey (USA) - G Pella (ARG) 76 46 61 62
[28] J Monaco (ARG) - F Mayer (GER)
[31] J Benneteau (FRA) d M Przysiezny (POL) 64 57 64 64   
A Ungur (ROU) - G Monfils (FRA) 16 26 06    
J Sock (USA) - [Q] P Petzschner (GER)    
T Kamke (GER) - S Johnson (USA)    
S Giraldo (COL) - C Berlocq (ARG) - To Finish 36 63 76(6) 21 
[Q] D Young (USA) - M Klizan (SVK)    
A Mannarino (FRA) d H Zeballos (ARG) 46 64 62 61   
P Andujar (ESP) d T de Bakker (NED) 64 64 64   
Y Lu (TPE) - D Gimeno-Traver (ESP)    
E Roger-Vasselin (FRA) d A Montanes (ESP) 63 62 64
J Vesely (CZE) - D Kudla (USA)    
J Nieminen (FIN) d L Kubot (POL) 75 75 62   
[Q] R Dutra Silva (BRA) - V Pospisil (CAN) - To Finish 46 36 76(9) 62 76 
S Stakhovsky (UKR) - J Chardy (FRA)    
B Becker (GER) - L Rosol (CZE)