A leggere l'ordine d'arrivo viene da pensare che non sia successo nulla di nuovo, e invece questa per Lewis Hamilton è una vittoria dal sapore molto particolare: sia - ovviamente - per il ricordo di Niki Lauda, scomparso lunedì scorso, sia per com'è arrivata, dopo una strenua resistenza su un arrembante Verstappen, con delle gomme distrutte e l'olandese costantemente negli specchietti per tutta la gara.

Alla partenza Hamilton mantiene saldamente il comando mentre Bottas si difende da Verstappen, Vettel cerca un varco che però non appare mentre dietro Leclerc comincia la sua disperata rimonta. Davanti la situazione si stabilizza e resta quella della griglia, il monegasco invece inizia subito a prendersi un rischio dietro l'altro: supera Norris al tornante dell'Hairpin, si fa vedere in ogni curva negli specchietti di Grosjean e lo supera con una manovra al limite dell'impossibile alla Rascasse. La stessa manovra viene provata al giro successivo su Nico Hulkemberg ma questa volta il risultato non è quello sperato: testacoda, foratura, pit-stop e gara compromessa, perché il fondo viene danneggiato e pochi giri dopo arriva l'inevitabile ritiro.

I detriti lasciati in pista costringono la direzione di gara a mandare in pista la Safety Car:  davanti rientrano ai box e c'è il tentativo di Verstappen su Bottas, che aveva dovuto leggermente rallentare all'ingresso della pitlane per lasciare tempo e spazio al compagno di squadra: l'olandese rientra proprio mentre sopraggiunge la Mercedes del finnico, finiscono ruota a ruota e arriva l'inevitabile contatto che costa 5 secondi di penalità a Max. Hamilton invece rientra montando le medie, mentre tutti gli altri big optano invece per le hard. La scelta è di quelle che scrivono il destino di una gara, perché il campione del mondo in carica capisce subito che quelle gomme non possono resistere fino alla fine ad un ritmo normale, e allora gestisce: si viaggia tra l'1.17 e l'1.18, mentre Albon fa segnare il giro veloce sull'1.15.  Doppio pit-stop invece per Bottas, costretto a rientrare dopo una foratura subito dopo la prima sosta: il finlandese finisce in quarta posizione, dietro Sebastian Vettel.

Verstappen resta lì, perennemente negli specchietti dell'inglese che giro dopo giro appare sempre più preoccupato per le condizioni delle gomme. La frittata però è fatta e non c'è modo di tornare indietro, e dal muretto sono chiari: bisogna andare fino in fondo. Hamilton resiste, chiude in tutti i modi la porta all'Hairpin e sfrutta tutta la potenza della sua vettura all'uscita del Portier per avere margine alla chicane. Verstappen le prova tutte, sapendo che per portare a casa la gara o almeno il podio bisogna non solo prendersi la prima posizione ma anche guadagnare i 5 secondi della penalità. Vettel resta lì, guardingo: sa di non avere la macchina per tentare l'assalto e allora rimane a un secondo sperando succeda qualcosa, difendendosi da un Bottas che tutto sommato sembra accontentarsi del podio.

I giri passano ed Hamilton, nonostante le crescenti difficoltà, rimane ancora davanti: gli ultimi 15 giri sono un calvario per l'inglese, con Verstappen che mostra una grande maturità rimanendo sempre concentrato, senza rischiare azioni folli. A due giri dalla fine però il tentativo andava fatto: alla chicane l'olandese arriva sparato, Hamilton chiude la porta e il contatto è inevitabile. Fortunatamente nessuna delle due vetture resta danneggiata: Hamilton arriva fino alla fine dopo una gara incredibile, Verstappen finisce immeritatamente fuori dal podio perché sia Vettel (2°) che Bottas (3°) arrivano entro i 5 secondi. Allunga ancora Hamilton in classifica, mentre Vettel riprende la terza posizione su Verstappen.