Formula 1- La presentazione del circuito di Baku

Formula 1- La presentazione del circuito di Baku

Andiamo a conoscere meglio il GP di Azerbaijan e le sue strade strette cittadine a tutta velocità

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Francesco Bruni

Baku o meglio la città del vento. La capitale dell'Azerbaijan è una fiorente città costruita sul Mar Caspio ed è considerata la più vecchia di quelle dell'Oriente. Città portuale fiorente, ospita il Gran Premio dal 2016 ed era conosciuto come GP d'Europa, ma dal 2017 ha cambiato denominazione, designando la nazione dove si svolge.

Lo scorso anno ha trionfato Hamilton in una gara  in cui  meritava Bottas se non bucò la gomma negli ultimi giri. Il giro record in gara è a favore della Ferrari di Vettel in 1:43:441 datato 2017. La pista è cittadina, terza insieme a Singapore e MonteCarlo, ma rispetto alle altre è molto più diritta. Il rettilineo dei box sul lungomare misura due chilometri e mezzo circa, tracciato molto veloce sia nei tratti da DRS sia nelle curve. Le prime sette curve sono a novanta gradi, ma appena si entra nella città vecchia (dalla otto alla dieci) si stringo e tutto il circuito e diventa molto simile a Monaco. Il rischio di noia per i pochi sorpassi è molto elevato nelle venti curve, la pole e i tempi rischiano di diventare un fattore importante nella gara, ma occhio agli imprevisti: gli incidenti e i contatti al limite sono all'ordine del giorno, i cordoli e i muretti sono molto vicini e il rischio safety car è davvero prevedibile. Il circuito è il secondo più lungo del Mondiale con i suoi sei chilometri, secondo solo a quello storico di Spa in Belgio.

Le gomme rischiano di essere un fattore non trascurabile e Pirelli ha messo in conto tutte le difficoltà di una pista stretta e con mille insidie. Le mescole proposte di hard,medium e soft sono identiche a quelle viste in Cina. Il meteo è un fattore da tenere in considerazione: il vento influisce parecchio l'aspetto aerodinamico, asfalto con alta temperatura a differenza di quella ambientale. I

l rischio bloccaggio esiste parecchio, come in Cina, sui lunghi rettilinei. occhio alle zone d'ombra molto frequenti e alle escursioni termiche dell'asfalto che ne derivano. Pista che tende ad essere molto sporca, come ogni circuito cittadino. Insomma, si preannuncia una pista difficile, seppur le gomme dovrebbero avere poco blistering, ma occhio ai tempi da tenere i più bassi possibili. 

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