È una Lazio forte, ma non più bella: ora serve più lucidità
Senad Lulic ieri è stato uno dei migliori fra i suoi. | S.S. Lazio, Twitter.

È una Lazio forte, ma non più bella: ora serve più lucidità

Le tante partite consecutive hanno forse stressato troppo gli uomini di Inzaghi, ben organizzati ma poco lucidi nella gestione del possesso, in particolare nei secondi tempi più recenti. Con delle rotazioni e qualche giorno in più di riposo, i biancocelesti potranno continuare senza problemi la propria corsa sia in campionato sia in Europa League.

Phillip-Sottile
Gianluigi Sottile

Nella prima parte di questa stagione, la Lazio si è affermata come una delle realtà più solide del nostro campionato. Forte di grandi capacità soprattutto in fase offensiva, quella biancoceleste è ancora d'altronde una delle migliori squadre della Serie A: dopo questa ventisettesima giornata però i biancocelesti non escono vincenti dal campo per la settima volta nelle ultime dieci fra tutte le competizioni, stavolta battuti al 93esimo dalla Juventus dopo una prestazione non inferiore a quella avversaria. Un bilancio che racconta di un calendario fitto e complicato, in mezzo a tre tornei, che ha portato i capitolini a perdere un po' di sagacia sotto ogni aspetto.

Il risultato peggiore di questo negativo tour de force sta proprio in questo, nell'involuzione sotto il piano del gioco. Sono "solo" tredici i gol segnati a partire dalla sconfitta contro il Milan della 22esima giornata, di cui però otto messi a segno fra il ritorno contro lo Steaua Bucarest ed il successivo duello col Sassuolo. Dalla trequarti in poi era già da un po' che i titolari mostravano di necessitare di un po' di riposo: ieri si è raggiunto l'apice di questa fatica, con Luis Alberto ed Immobile entrambi sostituiti dopo una prima frazione poco brillante ed una ripresa totalmente nulla. Lo stesso Milinkovic-Savic, trovandosi contro una squadra che ne ha retto lo straripante impatto fisico, non ha reso a dovere. Col senno di poi è facile parlare, ma certamente Simone Inzaghi ha delle colpe in tal senso: ci sono giocatori il cui impiego, a causa di varie situazioni, è crollato di recente. Ci riferiamo ai vari Bastos, Patric, Caicedo: tutta gente che nell'undici iniziale s'è vista molto poco nell'anno nuovo.

In generale però non è che la rosa offra così tante soluzioni e, visto che l'otto per gli ottavi di Europa League arriverà la Dinamo Kiev per il primo di quattro match da disputarsi nei successivi dieci giorni (cè il Cagliari in trasferta e il Bologna all'Olimpico oltre alla doppia sfida con gli ucraini prima della sosta), le Aquile dovranno assolutamente ripartire. Ripartire da un calendario certamente più morbido e dalle certezze che il sistema ormai garantisce a tutta la rosa, con la fase difensiva che è comunque rimasta piuttosto stabile. Sarà importante poi gestire le energie in maniera diversa, magari con un turnover anche più semplice ora che gli avversari non saranno Napoli, Milan o Juventus. Le sensazioni restano positive ed una giocata di un campione ritrovato non può minare la corsa di una squadra con dei valori così netti, da mostrare già nella prossima partita in campo internazionale.

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