Ancora sbiadita, come le maglie bianche del Real che diventano trasparenti mentre i Galacticos sudano, ancora a digiuno dopo 270 minuti di tournée. L'Inter, dopo aver contro Bayern Monaco e Milan, infila la terza sconfitta consecutiva in questa estate di poche gioie e tanti pensieri.

Mancini non è soddisfatto, a differenza da quanto trapela in conferenza: lo si vede mentre in panchina sbraccia. I nerazzurri, seppure leggermente più convincenti in fase offensiva rispetto alle altre amichevoli, hanno ancora paventato le lacune emerse anche nelle precedenti uscite: fraseggio lento, a differenza di quanto vorrebbe Mancini, poca personalità e poche idee vincenti. In attesa di Jovetic, Perisic, Felipe Melo (può davvero essere un valore aggiunto per un'Inter che, ricordiamo, dispone dei tre titolari dell'estate nerazzurra - Kondo, Kova e Brozo - più Medel, Gnokouri e Guarin come potenziali riserve?), un terzino sinistro, ma sopratutto in attesa che la stanchezza post-preparazione evapori, l'Inter è questa.

A differenza della partita persa contro il Milan oggi l'Inter ha - come previsto - schierato quelli che si presumono saranno i titolari, come contro il Bayern. Handanovic in porta, dietro Montoya, Murillo, Ranocchia e Juan Jesus (niente Dimarco, che col Bayern è sembrato ancora acerbo, e nemmeno D'Ambrosio). In mezzo sempre il trio Brozovic - Kovacic - Kondogbia con Hernanes dietro Icardi e Palacio. Anche Benitez si agghinda a festa: Keylor Nava in porta, Danilo (prima da titolare), Sergio Ramos e Pepe più il solito Marcelo. Quello che Rafa schiera sembra poi un 4-4-2/4-2-4 con gli uomini d'attacco schierati in maniera che Cristiano rimanga nell'adorato paradiso personale dell'ala sinistra, Bale riscopra gli antichi vezzi da mezzapunta, Jesé cominci a studiare da bomber (Benzema risparmiato) e Isco provi qualche colpo da esterno. A centrocampo Kroos con il buon Casemiro visto l'acciacco di Modrid.

La partita, dopo qualche scampolo iniziale, sembra promettere cose migliori rispetto alla noia mortale delle sfide contro Milan e Bayern. Bale brucia Ranocchia a difesa sguarnita, per cominciare: palla di poco al lato. Risponde Kovacic con una bella accelerazione. Ritorna in auge il Real Madrid con il secondo squillo di Bale ed il primo di CR7, che costringe Handanovic a sporcarsi i guantoni con quella che sarà la prima di una lunga (ahilui) ma buonissima serie di parate. I nerazzurri allora ci provano con un'ottima idea di triangolo al limite dell'area, messa in pratica da Palacio e Icardi. Maurito è lanciato in profondità ma Keylor Navas esce in tempo.

Finalmente ci si può godere un'amichevole estiva con squadre aperte e propositive. Cristiano Ronaldo ingaggia una personale sfida con Handanovic dalla quale uscirà vincitore lo sloveno: dopo il tiro di cui supra Samir vincerà anche il secondo round del match (colpo di reni su punizione del Pallone d'Oro) e sarà ben contento di vedere il portoghese disperarsi nel momento in cui il suo terzo tiro della serata finirà ancora una volta al lato. Ancora il portiere interista ad esaltarsi poco dopo: la parata stavolta è doppia e di puro riflesso prima su Isco e poi su Jesé sulla ribattuta. L'estremo difensore nerazzurro non potrà però nulla nel momento in cui Marcelo, servito da Bale, al limite dell'area deciderà di alzare lo scavetto atto a trovare Jesé in area. El Bichito stoppa in maniera deliziosa, rientra sull'altro piede eludendo l'intervento di Murillo e piazzerà con tiro preciso sul primo palo. Inter 0 - Real Madrid 1.

Il cooling-break romperà un attimino il ritmo della gara, eccezion fatta per una buona torre di Palacio per Icardi e per l'ennesimo tiro di Cristiano Ronaldo sul quale Handanovic si supera.

Nel secondo tempo il Real ne cambia quattro : i due centrali diventano Varane e Nacho Fernandez, escono anche Bale e Cr7 per i prodotti della cantera tornati in prima squadra quest'estate, Denis Cheryshev e Lucas Vazquez, che vanno entrambi larghi (Isco si accentra). Il russo sarà il primo a salire in cattedra nella seconda frazione: scatto sulla fascia mancina e tiro potente, forse troppo teso, che si perde in angolo prima Dribblin su Kovacic e Montoya costretto a mettere in angolo qualche minuto dopo (molto interessante il tipetto). Che sia il Real a spingere di più o l'Inter a schiacciarsi maggiormente, non importa: sono solo i Galacticos adesso a comandare il gioco. Allora Mancini cambia: dentro Gnoukouri (che va metodista) per Brozovic (mezzala scala Kovacic). Passa davvero poco prima che il Real trovi il raddoppio: a segno Varane, che si fa trovare al centro dell'area di rigore sebbene il calcio d'angolo battuto in precedenza fosse stato sprecato dagli spagnoli. Buono il cross di Lucas Vasquez, con la difesa nerazzurra presa in controtempo.

Altri cambi: per il Real, a confermare la natura ordinata e maniacalmente precisa di Benitez, dentro solo pari ruolo. Fuori i terzini (Danilo e Marcelo) per altri due tornanti (Carvajal ed Arbeloa) ed avvicendamento fra l'ex-Cruzeiro Lucas Silva e Toni Kroos. Hernanes ci prova per la seconda volta con una punizione e dopo il rifiuto di Keylor Navas sul finire del primo tempo si becca anche quello di un altro ex-Castilla tornato alla base, Kiko Casilla, appena entrato. Il Profeta lascia al 66° il posto a Guarin con Longo per Palacio (ancora fiducia all'ex Cagliari), Andreolli per Murillo (che se non fosse per il gol di Jesé avrebbe giocato un'altra buona partita) e Santon per Montoya come altri cambi. Rimangono in campo Kondogbia ed Icardi poco incisivi. Sopratutto il secondo fatica a trovare le coordinate sulle quali si è connessa la squadra. Kovacic guadagna un'altra sufficienza nel ruolo di regista basso.

Il ritmo si abbassa. Il Madrid manda in campo i giovani Lazo (per Jesé), James Rodriguez (per Isco) e Marcos Llorente (per Casemiro). Nell'Inter invece fanno il loro ingresso Nagatomo (provato ancora mezzala, entra per Kondogbia), Popa (per Ranocchia), Taider (per Kovacic) ed infine D'Ambrosio (per JJ). Il 90° si avvicina inesorabile e l'Inter ancora non ha ancora segnato una rete in Cina. Anzi, quasi subisce il quinto gol del tour se non fosse per Handanovic , che i confermi in serata di grazia. Prima del fischio finale c'è però spazio per una perla: James Rodriguez rimette i panni del supereroe svestiti nella Coppa America e si prodiga in una punizione da strizzarsi gli occhi sulla quale anche Sant'Handanovic deve arrendersi. Finisce così: Inter 0 - Real Madrid 3.

Il gol meraviglioso di James: