"HA SEGNATO PER NOI, COL NUMERO 8, DON RODRIGOL, PALACIOOO!"

Si erano abituati, i tifosi nerazzurri, a sentir lo speaker di San Siro, annunciare con queste parole i gol di uno che con quella maglia ne ha fatti 41 in due stagioni vissute da protagonista assoluto. Oggi però qualcosa è cambiato.

Palacio arriva in Italia nell'estate del 2009, quando il presidente Preziosi lo chiama alla propria "corte".

Col Genoa, "El Trenza" disputa tre stagioni, totalizzando 40 reti, ma è nell'ultimo anno in rossoblù che "Don Rodrigol" si esalta. 21 centri e salto verso un top club, verso la sponda nerazzurra del naviglio, dove Moratti lo acquista per dieci milioni di euro, nel momento forse più difficile dell'Inter, che, dopo i fasti del "triplete", deve fare i conti con i guai economici e con dei risultati sportivi che scoraggerebbero il più ottimista dei tifosi.

Anche all'Inter Palacio non fatica certo a mettersi in luce, la prima stagione la chiude con 22 marcature, la seconda, quella 2013/2014 ,parla di altri 19 buoni motivi per eleggere l'argentino come giocatore irrinunciabile, come uno che fa squadra da solo, correndo, segnando e portando la croce, in un anno in cui l'inter chiude quinta grazie anche alle sue prestazioni. Il 2014 è l'anno dei mondiali, la qualificazione con la maglia "Albiceleste" arriva puntuale, ed è proprio dopo i mondiali che Palacio comincia a faticare.

Torna dal Brasile in condizioni non ottimali, del resto a 32 anni un mondiale pesa sul fisico, e la percentuale realizzativa del "Trenza" parla di uno zero alla voce gol fatti, e, se di mestiere fai l'attacante, un dato simile non passa certo inosservato. Non segna nemmeno dgli undici metri Palacio, quando con l'Atalanta va sul dischetto sbagliando un rigore che poteva regalargli il primo centro stagionale.

Col Cesena, l'8 nerazzurro,un rigore se lo procura, quando Leali esce a "valanga" travolgendolo, ma stavolta dal dischetto va un altro argentino, quel Maurito Icardi che ha dieci anni meno di lui e tanta voglia di dimostrare il proprio valore. Sempre nella sfida del Manuzzi, il "Rodrigone" interista, a segno riesce finalmente ad andarci, ma è tutto fermo. Fuorigioco e rete annullata, come a dire che quest'anno il "trenza" vede davanti a se una strada fatta di salite, ripide quanto basta per gettare nello sconforto quei tifosi interisti che ai suoi gol mai avrebbero pensato di rinunciare

Stasera, a San Siro, arriva la Sampdoria, avversario tra i più ostici che si possano incontrare in questo momento, che vede i blucerchiati uscire da uno 0-0 casalingo che ferma nientemeno che la RomaInutile, scontato, dire che stasera, al Meazza, i nerazzurri avranno bisogno del loro uomo migliore, quello che gli applausi li ha sempre conquistati a suon di gol.

Stasera c'è bisogno del "trenza", lo sa lui come i tifosi, che incrociano le dita sperando che "Don Rodrigo" possa tornare in fretta "Don Rodrigol".