Domenica sera, dopo la vittoria dell'Inter a Cesena e quando la tormenta dirigenziale sembrava essersi calmata in casa nerazzurra dopo la settimana delle dimissioni di Moratti, Ferrero - presidentissimo della Sampdoria - vuole mettere fine alle questione con una battuta, come gli piace fare. "Dissi a Moratti 'Caccia quel filippino finché sei in tempo!' ". Una battuta infelice a cui l'istrionico numero uno doriano voleva dare un fondo simpatico e con la quale invece non ha fatto altro che scatenare una polemica a sfondo razzista visto come ha additato Thohir. Il presidente nerazzurro, scansando la polemica, ha dribblato tutte le risposte in merito e si è goduto i tre punti ottenuti nella partita di Cesena. Match durante il quale era fra l'altro intervenuto dall'Indonesia, dove stava guardando la partita, dando vita ad un altro misunderstanding.

Al primo tempo l'Inter non aveva convinto e Thohir per la prima volta dava scadenza alla fiducia a Mazzarri: "Vediamo nelle prossime partite" che tradotto male sarebbe diventato, per la stampa italiana, "vediamo nelle prossime due partite". Chiarito il fraintendimento da parte del presidente con queste parole "E' ovvio che i risultati sono importanti ma non siamo qui a contare le partite a nessuno, alcune mie parole di ieri evidentemente sono state mal interpretate", l'Inter si è gettata a capofitto nella preparazione della gara infrasettimanale, da giocarsi proprio contro la Sampdoria di Ferrero.

Icardi festeggia il gol dell'1-4 con l'Inter trionfò a Marassi l'anno scorso

La Sampdoria che oltre a ricordare Ferrero ricorda anche come sulla sua panchina ci sia un Mihajlovic ben visto per il futuro interista, viaggia a gonfie vele in Serie A. E' l'unica squadra senza sconfitte esclusa la Juventus e staziona al terzo posto insieme all'altra sorpresa, l'Udinese. I punti conquistati finora sono 16: 4 vittorie e 4 pareggi. Percorso netto in casa finquando non è arrivata la Roma sabato scorso ed il punto fatto ha pesato di più dei due teoricamente persi. In trasferta tre pari ed una vittoria. Attacco non dei migliori ma difesa molto poco perforabile: appena 4 reti incassate (1 in casa). Solo la Juventus ha fatto meglio, con 3. Viene da due pareggi: prima di quello con la Roma quello di Cagliari dove di nuovo il punto guadagnato ha pesato di più dei due persi.

L'Inter sosta qualche gradino più in basso, l'ottavo per la precisione, a quota 12 punti. Una vittoria contro i blucerchiati varrebbe doppio: significherebbe avvicinare la zona Champions League portandosi a -2 dall'obiettivo stagionale e mettere definitivamente dietro una crisi che ha visto Mazzarri perdere il controllo della sua truppa contro Cagliari (1-4) e Fiorentina (3-0) per ritrovarlo parzialmente nel 2-2 di petto contro il Napoli. A mettere i bastoni fra le ruota ad un Mazzarri come al solito esagitato e fisicamente divorato dalla pressione, ci si è messa una serie di infortuni che ha reso obbligate le scelte di formazione. Così facendo i titolarissimi si stanno via via usurando e la condizione atletica non sembra smagliante. L'unico in forma sembra essere Hernanes, vivo e pimpante contro il Napoli anche prima del 2-2 decisivo. Il Profeta è rimasto ancora in crescendo contro il Cesena.

Mazzarri dovrebbe riproporre gli undici di Cesena contro la Sampdoria, eccezion fatta per Vidic che - dopo il turno di riposo - tornerà titolare scalzando Campagnaro con Ranocchia che tornerà ad allargarsi sul centro-destra. Il centrocampo sarà confermato, così come il tandem d'attacco Icardi-Palacio. Le alternative sono nulle quindi le scelte sono obbligate. Sono infatti out D'Ambrosio, Nagatomo e Jonathan sulle fasce, dove giocheranno Dodò ed uno fra Mbaye ed Obi. A centrocampo sono infortunati Guarin e M'Vila quindi l'unico che può aspirare a sovvertire le previsioni è Kuzmanovic (nel caso riposo per Medel o Kovacic, i due deputati inizialmente a coadiuvare Hernanes in mediana). Davanti mancherà ancora Osvaldo: Puscas e Bonazzoli i giovani che sperano nel debutto dalla panchina.

Più ampio il ventaglio di Mihajlovic che deve comunque avere a che fare con gli stop di Viviano, Krsticic e Silvestre. Il primo sarà rimpiazzato da Romero, che contro la Roma ha fatto vedere buone cose fra i pali. Centralmente, dietro, sarà confermata la coppia Gastaldello-Romagnoli mentre sulla fascia sinistra sarà ballottaggio fra il rientrante Cacciatore, Mesbah e Regini: qualora il primo dovesse uscire sconfitto da questa lotta per la corsia mancina, potrebbe comunque trovare spazio a destra in modo da far rifiatare De Silvestri. Il centrocampo a tre sarà il solito: Obiang-Palombo-Soriano, con quest'ultimo che oggi ha lavorato col gruppo dopo il lavoro a parte di ieri, a puro scopo precauzionale. Intanto si scalda comunque l'ex Duncan Davanti il tridente titolare (Gabbiadini-Okaka-Eder) sembra in vantaggio anche se non sono da escludere sorprese come Bergessio, Wszolek, Fedato o Gianluca Sansone.