Un pre-campionato all'altezza, la sensazione di aver tra le mani un diamante grezzo. Mazzarri, archiviata l'agevole qualificazione ai gironi di Europa League, volge l'attenzione all'insidioso esordio domenicale contro il Torino di Ventura. Una trasferta non certo agevole, contro una squadra abituata a giocare a calcio, pur priva delle stelle del recente passato. Massima attenzione quindi, perché la stagione alle porte si presenta ben diversa. La griglia di partenza non ha contorni definiti e in tanti puntano a inserirsi in falle altrui "I granata sono una buona squadra con un bravo allenatore: sarà un test probante. Sono curioso di vedere come reagiranno i ragazzi affrontando la prima partita da tre punti dopo il bel pre-campionato. A parte le prime tre dell'anno scorso, ci sono altre quattro squadre pronte ad essere delle sorprese. Ci sarà sicuramente più equilibrio e l’importante sarà riuscire ad avere la continuità di rendimento che compete a un grand club come l'Inter. Noi partiremo più avvantaggiati questa volta: chi era qui lo scorso anno ha trovato lo stesso allenatore. I giocatori ormai mi conoscono, mentre l'anno scorso dovevo capire tante cose. Siamo partiti con le idee sicuramente più chiare".

Thohir ha chiarito da tempo le tappe. Una crescita graduale, economica e tecnica. L'anno scorso l'Inter ha ritrovato l'Europa, ora il prossimo passo si chiama Champions League. Giungere tra le prime tre per accelerare il processo di maturazione che per forza di cose passa attraverso ingenti introiti "Obiettivo Champions? Se dicessi che puntiamo al terzo posto escluderei automaticamente il primo e il secondo. Il nostro obiettivo deve essere quello di dare il massimo, domenica dopo domenica. E alla fine tireremo le somme".

Il ritorno con lo Stjarnan ha portato alla ribalta Mateo Kovacic. L'utilizzo a singhiozzo dello scorso anno è mero ricordo. In mediana, o alle spalle di un'unica punta, il croato è il faro nerazzurro. La tripletta europea ha cancellato l'assenza in zona gol e la posizione più avanzata favorisce le intuizioni dell'ex Dinamo Zagabria "Mateo ha acquisito più sicurezza e autostima. Ha capito che deve andare a prendere palla nella zona più congeniale a lui, senza avere sempre l’uomo addosso. Una rondine non fa primavera ma questo ragazzo è sulla strada buona".