Italia Femminile- E' il momento di crederci e sognare

Italia Femminile- E' il momento di crederci e sognare

Le ragazze hanno dimostrato come il calcio può abbattere pregiudizi e luoghi comuni in un Paese che deve ritrovare l'orgoglio della Nazionale

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Francesco Bruni

La vittoria di ieri contro la Cina delle nostre ragazze deve essere festeggiata. Forse ai più sembra una prova dovuta, la Cina era l'avversaria materasso, la terza di un girone dove c'erano le fortissime Spagna e Germania, mai pensiero fu più sbagliato. Le cinesi delle terze erano la peggiore squadra da beccare: veloci, piccole, atletiche, campionesse d'Asia in carica.

Ma le nostre ragazze sono state immense: Giuliani la portiera (e uso termine al femminile per sottolineare la questione) ha fatto delle parate favolose, sicura con le mani e perfetta nel leggere le varie conclusioni. Guagni e Bartoli sono le spinte sulle fasce di cui avrebbero bisogno molte squadre: sicure e precise in difesa, letali se spingono e creano pericoli. La capitana Gama è l'orgoglio italiano e l'agonismo di una squadra che vuole dimostrare di poter essere una delle rivelazioni del Mondiale femminile. La Linari merita un monumento: la giocatrice dell'Atletico Madrid è stata perfetta, ha annullato la Li (unico reale pericolo delle cinesi) e ha chiuso ogni minimo pertugio della nostra retroguardia.

Bonansea è apparsa un po' stanca, sottotono, ma ha fatto il suo lavoro come sempre mettendo cuore e passione. Bergamaschi e Cernoia, con la seconda instancabile della CT Bertolini, sono due belle garanzie di copertura e spinta. In attacco, la Girelli continua a fare bene, nonostante ieri sembrava patire un po troppo, la Giacinti dimostra che se credi in qualcosa, quello in cui credi come fare gol nel Mondiale si avvera e poi un applauso alla nostra regista la Giugliano, versione Pirlo se mi permettete il paragone. Bertolini ha creato una Nazionale alla quale ha donato la cosa più importante che poteva dare ed è il cuore. Quel muscolo che deve battere per vivere, batte più forte e all'unisono tra le giocatrici e i tifosi, ora più che mai per un movimento che sta facendo appassionare il pubblico sugli spalti e in televisione. La squadra è compatta e non ci sono gelosie: la Galli che entra dalla panchina e, come contro la Giamaica, segna con una grande conclusione da fuori.

L'Italia è anche quella di Martina Rosucci: giocatrice fondamentale nelle qualificazioni e nella Juventus, tornata in campo dopo il brutto infortunio al ginocchio, ma come tutte le altre ragazze della panchina mai polemica e sempre ad incoraggiare le compagne in campo. Il calcio femminile deve insegnare molto anche a certi giocatori maschi che fanno le prime donne se non giocano (vedere Dybala alla Juventus) o che mandano all'aria uno spogliatoio per una fascia da capitano tolta (vedere Icardi all'Inter). Ora si potrebbe passare per uno che esalta il calcio femminile all'occorrenza, ma non sono il tipo da polemiche sterili.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti: queste ragazze meritano di essere tifate e sostenute, sabato a Valenciennes arriva un quarto contro le campionesse europee dell'Olanda, le quali hanno eliminato le vici campionesse mondiali del Giappone, e bisogna che il nostro calcio e i tifosi siano compatti con le azzurre. Non è questo l'articolo per parlare del professionismo e dell'ugualianza tra giocatrici e giocatori e ne vogliamo parlarne ( il compito spetta alla Federazione e al Governo, come ha ammesso lo stesso presidente Gravina al termine della gara di Montpellier), ma una cosa è palese: queste ragazze, queste donne hanno mostrato che il calcio può essere diverso dal mondo dei soldi e dei procuratori e degli squali del mercato. Le azzurre hanno dimostrato che il calcio è divertirsi, giocando anche bene, mettendo un bel cuore e suoerando le barriere di genere. Lo sport può e deve essere maschile e femminile: la Nazionale di Basket femminile ha dimostrato che i sogni possono esistere, nel tennis le femmine hanno dominato per anni suoi maschi (Pennetta, Vinci, Errani) e noi tifosi le abbiamo sempre sostenute.

Ora facciamo altrettanto e tifiamo per queste ragazze che hanno bisogno di noi e del nostro tifo. Noi di Vavel, come ci abbiamo creduto dalla prima contro l'Australia, continueremo a seguirle e a tifarle e sabato vi invitiamo insieme a noi a Valenciennes per tifarle contro le arancioni e saremo felici se passeremo in semifinale o anche se non sarà così, perché siamo tra le prime otto del mondo e non è male per un movimento considerato dilettantistico. Bravissime ragazze e fateci ancora sognare insieme.

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