Una partita spettacolare, equilibrata, emozionante e probabilmente nervosa, ma come potrebbe essere altrimenti considerata la posta in palio, ovvero quella semifinale a cui Slovenia e Lettonia desiderano spasmodicamente arrivare, che rappresenterebbe un risultato storico per entrambe le nazioni. Due delle migliori compagini fin’ora ammirate in questa rassegna continentale, capaci di regalare momenti memorabili di pallacanestro e tantissime emozioni a due paesi che vivono ogni singola palla a due come un'occasione per scrivere una storia sportiva, che vede nella palla a spicchi una delle sue espressioni più amate e seguite. Due squadre fisiche, capaci di dominare gli avversari atleticamente e tecnicamente parlando, due veri pesi massimi del basket europeo, tra le cui file figurano veri e autentici fenomeni di questo magnifico sport che non smette mai di regalare, a noi appassionati, emozioni a non finire, con questo Eurobasket 2017 che fin’ora non ha fatto eccezione.

fonte: fiba.com
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E sono proprio queste due squadre a rappresentare perfettamente tutta l’imprevedibilità di questo torneo, due gruppi si forti, si blasonati, ma che alla vigilia non figuravano assolutamente tra le favoritissime, ma che sul campo hanno inconfutabilmente mostrato il contrario, mietendo vittime una dietro l’altra, anche illustri sul loro, fino ad ora, straordinario cammino. Soprattutto la Lettonia, squadra da sempre in quel limbo tra eccellenza e mediocrità, che sta vivendo il suo periodo più fertile degli ultimi decenni quanto a talento in campo, tutto focalizzato verso il sogno medaglia. Un talento prorompente, come quello del suo giovane leader Kristaps Porzingis, un giocatore che potrebbe essere definito lungo solo considerando le sue dimensioni fisiche (221 cm per 110kg) ma che in realtà è molto di più, sapendo incarnare come praticamente nessuno in Europa, il prototipo di big man moderno, capace di fare letteralmente di tutto su un campo da basket, giocare spalle a canestro, penetrare, sparare da otto metri o proteggere il ferro in difesa. Un gruppo tenace e orgoglioso, come l’altra sua punta di diamante, Janis Timma, reduce da prestazioni da incorniciare tanto nel girone quanto agli ottavi d finale, che l’ha visto efficace in ogni aspetto del gioco difensivo ed offensivo. E poi ancora i fratelli Bertans, alti gioielli di questa generazione d’oro della pallacanestro lettone, due agonisti eccezionali e tiratori formidabili, Janis Strelnieks, la sorpresa Zanis Peiners, Janis Blums e gli altri componenti di un gruppo che, sotto la sapiente guida di Ainars Bagatzkis, ha offerto un gioco veloce e spettacolare, appagante per gli amanti degli Highlights, ma anche interessante dal punto di vista tecnico e tattico.

A sbarrare la strada di questo astro nascente vi è una corazzata, l’unica squadra che fino a questo momento non ha ancora fatto mezzo passo falso all’interno del torneo, collezionando sei vittorie una dietro l’altra, anche con un certo agio, demolendo la ben più quotata Francia nel gruppo A e scherzando letteralmente agli ottavi di finale contro un Ucraina impotente di fronte ad una macchina da pallacanestro che fino a questo momento ha rasentato la perfezione. Una Slovenia sorprendentemente solida e spesso capace di imporre il proprio ritmo sulla partita, dominando gli avversari a rimbalzo grazie all’estremo atletismo sia dei suoi lunghi, ma anche di un back court con una fisicità davvero prorompente. Una fisicità sommata ad una tecnica di altissimo livello che è incarnata, incredibile ma vero, da un ragazzino la cui carta d’identità recita 28 febbraio 1999, quel Luka Doncic che rappresenta, senza mezzi termini, il futuro della pallacanestro slovena, europea e probabilmente mondiale, capace già di imporsi come dominatore ad Eurobasket, in Eurolega al Real Madrid ed atteso al grande salto oltre oceano al prossimo NBA Draft, nel quale, secondo le previsioni, verrà chiamato con una delle primissime scelte. Doncic non è l’unico fenomeno di questa squadra, anzi, lo stesso diciottenne dopo questo Eurobasket, sarà chiamato a ricevere l’eredita, oltremodo importante, di Goran Dragic, leader indiscusso della nazionale Slovena da parecchi anni e arrivato alla sua ultima competizione in rappresentanza del suo paese, finora giocata in maniera a tratti indescrivibile. Dominio tecnico e mentale quello del playmaker dei Miami Heat, che non solo ha contribuito ampiamente a livello statistico ai successi dei suoi, ma è stato capace anche di trascinare emotivamente una squadra che senza di lui, difficilmente avrebbe avuto un percorso analogo. L’energia di Randolph e Vidmar, la capacità di farsi trovare sempre pronti di Prepelic e Blazic, unite alla capacità del gruppo di non scomporsi mai, nemmeno di fronte alle difficoltà più ardue, continuando a giocare la propria pallacanestro , rendono gli Sloveni una squadra che è andata da tempo oltre la sorpresa, dimostrandosi una realtà solida e senza dubbio papabile per un posto, tra i primissimi della rassegna continentale, grazie anche all’ottimo lavoro svolto da coach Igor Kokoshkov e il suo staff.

I pugili sono al centro del quadrato, tutto è pronto, la Sinam Erden Arena di Istanbul attende uno spettacolo memorabile (alle ore 20:30 italiane) e al momento non esistono squadre, all’interno di questo europeo, che possano offrirlo meglio di Lettonia e Slovenia. Siamo pronti per questa straordinaria partita dalla quale uscirà, senza ombra di dubbio una delle favorite per la vittoria finale, galvanizzata anche dal fatto di aver battuto un così formidabile avversario.