La abbiamo aspettata, ci ha fatto abbastanza penare e soprattutto preoccupare per un inizio di preparazione decisamente deficitario. Poche idee e anche abbastanza confuse nella metà campo offensiva, qualche problema di troppo nelle rotazioni difensive e, a dispetto di una serie di risultati positivi, anche qualche preoccupazione nella gestione di un gruppo nettamente cambiato rispetto alla doppia precedente esperienza - gli Europei del 2015 e il doloroso pre-olimpico di un anno fa a Torino - e ulteriormente indebolito dalla follia di Danilo Gallinari. In ogni caso, l'Italia ci ha finalmente dato segnali di ripresa e soprattutto di reazione, con una prestazione che ha sfiorato la perfezione nell'ultima serata di Cagliari per gli azzurri, capaci di asfaltare con davvero poca pietà una Turchia ancora in piena fase di rodaggio. Basti dire che sono stati addirittura 14 i giocatori mandati sul parquet dal commissario tecnico turco, a conferma del fatto che le risposte sono ancora da cercare e da trovare in maniera definitiva, a diciassette giorni dal taglio del nastro e dallo start di Eurobasket 2017. In ogni caso, le sensazioni positive che Ettore Messina ha potuto portare a casa dalla scorsa serata ci sono, e non sono nemmeno poche.

In primis l'intensità e la lucidità che tutti gli effettivi scesi in campo nel capoluogo sardo contro i turchi hanno dimostrato dalla palla a due fino all'ultimo possesso. Tanti punti nella prima parte di gara, con Gigi Datome e Marco Belinelli particolarmente efficaci al tiro, ma anche un controllo quasi totale di entrambi i tabelloni (il dominio alla voce 'rimbalzi' la dice lunga, senza distinzione tra difensivi e offensivi) e una aggressività nella metà campo difensiva che probabilmente era l'anello mancante in casa azzurra per poter effettuare un deciso passo in avanti rispetto alle ultime uscite, in particolare al doppio confronto con una vivace Finlandia avvenuto a metà settimana. Di fatto, aver lasciato un giocatore come Osman totalmente a secco e aver visto sbloccarsi Bobby Dixon - per i turchi Ali Muhammed - solo con un paio di triple in avvio di terzo periodo sono due dati suoi quali Messina può tranquillamente ripartire per il proseguio della preparazione, e soprattutto in vista del debutto a Eurobasket contro Israele, che sarà padrona di casa nel proprio girone.

La classe del capitano (foto Ciamillo & Castoria)
La classe del capitano (foto Ciamillo & Castoria)

E poi, nel caso voleste entrare più nel dettaglio dei singoli che sono scesi in campo ieri sera, anche in questo caso le note positive sono tante, e tutte degne di nota. In primis con i due giocatori che sono rimasti a fare trascinatori, sul piano tecnico e soprattutto carismatico a questa Nazionale, ovvero Datome e Belinelli: commovente il primo quarto del giocatore degli Atlanta Hawks, mentre il capitano nonchè idolo locale in quel di Cagliari ha distribuito la sua ottima prestazione lungo tutto l'arco della partita, manifestando chiari segni di leadership contro un avversario per lui abbastanza noto, visti i tanti incroci con giocatori di Fenerbahce, Galatasaray e Besiktas. Ma a proposito di futuri protagonisti del campionato turco, a spiccare forse più di tutti nella serata sarda è stato Nicolò Melli. "Numeri da Magic Johnson", dirà Flavio Tranquillo in telecronaca, e a dire il vero non ha tutti i torti: 7 punti, 9 rimbalzi e altrettanti assist (le assistenze erano già 6 durante il secondo quarto) per il futuro giocatore dei neo-campioni d'Europa, il quale ha dimostrato anche quella grinta e quella cattiveria che in difesa sarà fondamentale per un buon risultato di squadra agli Europei.

Ma ottimi segnali sono arrivati anche dai cosiddetti gregari, che in virtù di un ruolo di sacrificio più che di appariscienza hanno fatto davvero un'ottima figura al cospetto di un avversario - se possibile - più competitivo della buona Finlandia vista in terra sarda. E così, gente come Ariel Filloy conferma di essere un giocatore importante in casa azzurra, alternandosi con Hackett ma anche giocandoci insieme. Così come Davide Pascolo e Awi Abass dimostrano di sapersi calare nella parte di giocatori da pochi ma significativi minuti, così come un Paul Biligha leggermente in crisi in marcatura su Erden (l'unico a salvarsi in casa turca insieme a Guler) in post basso ma capace di sopperire con energia e con forza di volontà al miss-match in termini fisici. Qualche piccolo segnale positivo anche da Burns e soprattutto da Baldi Rossi, la cui duttilità potrebbe essere una chiave interessante che Messina sembra intenzionato a prendere in considerazione in sede di convocazioni finali.

Di certo, dopo il taglio di Vitali (anche ieri poco incisivo) il cerchio si va stringendo sempre di più e presto si andrà a chiudere con le scelte relative agli ultimi due giocatori che lasceranno il ritiro. Qualche piccolo indizio è arrivato anche ieri sera, con la scelta da parte di Messina di non contare su Amedeo Della Valle, sempre più vicino al taglio avendo saltato le ultime due gare. Dubbi anche relativi all'ultimo nome che verrà sacrificato dal commissario tecnico siciliano. Difficilmente l'assistente di Popovich a San Antonio rinuncerà a un collante del gruppo e a una risorsa in termini di fosforo come Andrea Cinciarini, pertanto sono soprattutto Christian Burns (fresco di firma a Cantù) e il già menzionato Biligha a contendersi l'ultimo posto sul pullman che porterà Italbasket a Tel Aviv.