Dalle emozioni di Lille, dello scorso anno, a Torino il passo sembra brevissimo, eppure nell'anno - non solare - della Nazionale Italiana di Pallacanestro c'è di tutto. L'Italia del nuovo corso - quello di Ettore Messina - volta pagina, a caccia di una qualificazione olimpica persa allo stadio Pierre Mauroy un anno fa a causa di una beffarda sconfitta rimediata contro la Lituania. Oggi sembra un'altra Italia, che così come quella di Conte appena eliminata da Euro 2016, ha voglia di far innamorare nuovamente la Nazione intera come dodici mesi fa, oltre ad avere la ferma convinzione che il pass olimpico è alla nostra portata.       

Il muro da superare non è bassissimo - al netto di un esordio che quantomeno sulla carta non dovrebbe crearci problemi - con Grecia e Croazia che resteranno in attesa di uno scivolone degli azzurri nelle fasi finali. L'Italia è la squadra da battere, ma prima di pensare alle semifinali e, all'eventuale finale, occorre fare un passo indietro e pensare solo ed esclusivamente alla gara di questa sera. L'esordio è sempre una sfida dalle emozioni contrastanti: sebbene la concentrazione sia inevitabilmente alta, iniziare davanti al pubblico di casa, nella prima gara di una manifestazione così importante è sempre difficile. 

Nonostante la pretattica della vigilia, Messina ha tenuto a sottolineare - oltre all'importanza della gara - anche quelle virtù che la sua squadra dovrà avere per cullare a lungo il sogno di Rio: equilibrio in campo, pressione spasmodica in difesa, circolazione di palla in attacco e nessuna ansia da prestazione. Qualità che l'Italia di Messina ha dimostrato ampiamente di avere in questo mese di avvicinamento all'evento: prima nel ritiro, dove si è costruito il gruppo, poi nelle amichevoli che hanno contraddistinto positivamente l'avvicinamento alla gara di oggi contro la Tunisia. Buone cose si sono viste sia a Trento che a Bologna - nonostante la sconfitta contro il Canada - ed infine a Biella giovedì. La Nazionale è pronta, Torino altrettanto ad esultare con gli azzurri del basket.   

Il go to guy - L'Italia del basket chiama, Danilo Gallinari risponde presente. Il talento e la personalità del gallo devono trascinare gli azzurri verso il Brasile. Lo sa il figlio di Vittorio, consapevole delle aspettative che ci sono sulla squadra intera e soprattutto su di lui, chiamato nei possessi decisivi a risolvere la situazione. L'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi negli ultimi mesi di Regular Season NBA ha permesso all'ala classe 1988 di prepararsi al meglio per l'estate, per questo torneo, oltre che per l'Olimpiade. La delusione per la precoce eliminazione dagli europei e la conseguente frustrazione devono rappresentare per lui e per il resto della squadra un punto di partenza dal quale partire, resettando tutto e provando a raggiungere quell'obiettivo tanto agognato. Gallinari ci crede e vuole trascinare con sè l'Italia tutta.  

Belinelli in dubbio - Difficile da stabilire le condizioni di Marco, con Ettore Messina che ieri ha così commentato la situazione in conferenza stampa: "Domani avrà una visita di controllo: si è allenato con la squadra e ha tanta voglia di giocare, ma l’ok lo darà lo specialista". Sempre più probabile il turnover - visto l'avversario si ostico ma non così competitivo - con Alessandro Gentile che dovrebbe partire in quintetto in luogo della guardia di San Giovanni in Persiceto, che potrà recuperare al meglio - magari giocando soltanto pochi minuti - in vista della sfida ben più impegnativa di domani contro la Croazia. 

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Il quintetto azzurro - Messina confermerà - qualora non ci fosse la sorpresa Belinelli - i cinque che a Biella hanno iniziato la gara contro Portorico. Come in tutte le amichevoli fin qui disputate sarà Daniel Hackett, ex Milano ora all'Olympiacos, ad agire in cabina di regia, con Gentile e Datome negli spot di guardia ed ala piccola. Danilo Gallinari è la cosiddetta "point forward", mentre Bargnani è il centro soltanto nominale con licenza di allargarsi lungo il perimetro ed aprire l'area alle scorribande dei compagni. L'assenza di Salah Mejri dalla parte opposta permetterà all'Italia di sfruttare maggiormente il pitturato, nella speranza che rispetto alla finale di Bologna il tiro dalla distanza non faccia più cilecca.  

I roster

I precedenti - Soltanto una la partita giocata tra le due squadre fino a quest'oggi. Si tratta dei Giochi del Mediterraneo del 1967, quando a Tunisi, l'Italia superò la Tunisia per 91-49. A Torino tradizione positiva per la Nazionale azzurra, che in quindici apparizioni ha portato a casa ben tredici vittorie: due le sconfitte, contro Jugoslavia e URSS all'Europeo casalingo del 1979.