ATP Finals- Federer batte Berrettini e spera. Per Matteo applausi ed eliminazione

Berrettini alla prova decisiva: battere Federer per eliminare il campione svizzero e giocarsi tutto con Thiem. Ma Federer è un gatto dalle mille vite che non muore letteralmente mai. Roger non è perfetto, ma Matteo sbaglia troppo, soprattutto le poche occasioni che lascia lo svizzero per strada. Ultimo scontro tra i due era stato a Wimbledon e per Matteo l'emozione aveva giocato un brutto scherzo. Questa volta la partita ha detto decisamente altro: il primo set è stato davvero equilibrato. Un 7-6 per Federer che ha sofferto: lo svizzero non è ancora perfetto, pare bloccato su se stesso, il gioco di gambe esaltato a Wimbledon lo ha perso e la sconfitta contro Thiem si è fatta sentire. Il tie break sorride all'elvetico 7-2 con Matteo incapace di creare pericoli reali allo svizzero. Nel secondo set, iniziano gli errori: 6-3 per lo svizzero che è immanso a brekkare nel primo game e nel nono game, in momenti chiave della partita, ma non vi deve ingannare il punteggio finale: Berrettini, nell'ottavo game ha avuto la possibilità per tre volte di brekkare lo svizzero, il quale ha un servizio, se gli entra la prima, perfetto e fortunato a rifugiarsi nei suoi aces, marchio di fabbrica rosso crociata. Matteo merita solo applausi: rispetto alla partita di Wimbledon questa volta ha mostrato le sue armi: il servizio è tornato un suo alleato rispetto alla gara contro Nole, ma commette ancora qualche errore evitabile. Scambi comunque davvero belli ne abbiamo visti: Matteo merita di essere tra i primi otto, ha giocato alla pari contro Roger e ha mostrato di avere un ottimo repertorio e ottimi spunti di attacco. Il diritto e la potenza rimangono due sue armi importanti da sfruttare, ma il tennista italiano può essere una certezza nelle Finals future. Roger paga assenza a Bercy: rispetto al match giocato a bassi livelli contro Thiem, oggi ha mostrato delle buone novità. Il servizio e la prima le sta recuperando, manca di gambe e braccio ancora in rodaggio, ma ha dimostrato, nei momenti chiave, la sua testa: perchè se gli altri se hanno partita storta la perdono, lui no. Lui è diverso nella testa e nella mente, non va mai in sofferenza mentale e si mostra sempre sicuro del suo tennis. Ora Nole nel remake della finale di Wimbledon è una sfida da vincere per forza per sperare nelle semifinali, ma se trova il suo essere Roger non esistono gli altri e questo è un dato di fatto.

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