Una situazione che fino a questa mattina sembrava comunque stabile sta invece incredibilmente peggiorando: dopo le dimissioni di ieri pomeriggio da ogni carica Fiat e Ferrari a seguito delle complicazioni di un'operazione alla spalla (stando a quanto ha riferito il comunicato ufficiale) sembra invece che Sergio Marchionne sia addirittura entrato in coma, e che la causa possa essere un tumore ai polmoni.

La notizia è probabilmente trapelata da qualche voce all'interno dell'ambiente, fino ad arrivare alle orecchie di Dagospia, prima tra tutte a pubblicare la notizia, che è stata poi ripresa anche da Libero e da Lettera43. Effettivamente le parole di John Elkann a seguito del suo subentro alla presidenza Ferrari non avevano lasciato presagire niente di nuovo, più vicino ad un elogio funebre che ad un messaggio di solidarietà, mentre il comunicato stampa Chrysler si era mantenuto abbastanza generale: la motivazione ufficiale riguardava un peggioramento non ben precisato dello stato di salute di Marchionne in seguito all’operazione, ma l’idea che un intervento alla spalla potesse provocare delle conseguenze di una serietà tale da costringere l’ex presidente Ferrari ad uscire dai giochi ha mostrato fin da subito delle falle evidenti.

Non ci è voluto molto infatti perché venissero fuori le prime indiscrezioni sulla possibile natura ben più seria dei problemi di salute di Marchionne, che in questo momento potrebbe quindi trovarsi in un coma profondo, sempre stando a Dagospia. L'ex presidente Ferrari è stato inoltre sostituito da Louis Camilleri nel ruolo di amministratore delegato a Maranello, mentre Mike Manley è subentrato come a.d. in FCA e Suzanne Heywood lo ha invece sostituito in Cnh Industrial. Nelle prossime ore, quindi in nottata e in mattinata, arriveranno sicuramente altri aggiornamenti che renderanno ancora più chiara la situazione. Per adesso è necessario basarsi sulle poche informazioni disponibili, nell'attesa di un qualcosa di ufficiale che possa sgombrare il campo delle ipotesi, anche di quelle peggiori, si spera.