Sono terminati i primi giorni di test del 2018 e si può quindi provare a tirare le somme su quanto visto fin qua. Posto che fare previsioni su come andrà la stagione basandosi su tre giorni di prove sulla pista di Sepang è alquanto azzardato, basta vedere lo scorso anno con Vinales uber alles e poi crollato sotto i problemi nascosti della M1, qui proveremo a guardare che tipo di lavoro hanno svolto le rispettive case e se la direzione presa appare quella corretta per vincere il campionato del mondo di MotoGP

HONDA -  Partiamo da chi ha vinto l'ultimo mondiale. La casa dell'Ala dorata ha chiuso con il tempo più veloce la prima giornata in Malesia, con Pedrosa sugli scudi. Il camomillo è poi calato quando la pista è andata via via asciugandosi nel secondo giorno per poi tornare alla ribalta ieri. Che il numero 26 si trovi bene con il prototipo Honda non è una novità, mentre è più sorprendente il fatto che Marquez non abbia brillato nella graduatoria dei tempi. Il campione del mondo si è nascosto durante questi tre giorni (settimo al termine di ogni sessione), non ha mai cercato di piazzare la zampata e anzi ha lavorato sottotraccia per capire quale sia il miglior motore per la sua RC213V. Il numero 93 sembra aver scelto proprio quello proposto in Malesia ed inoltre sembra aver trovato anche il setup di base della sua moto. Le sensazione restano quindi positive per una Honda che ha provato l'assalto al tempo con il secondo pilota, se vogliamo chiamarlo così, mentre con il principale ha lavorato più sullo sviluppo motoristico. 

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DUCATI - La Rossa di Borgo Panigale è certamente quella che esce più rafforzata dalla tre giorni malese. Lorenzo sembra aver trovato la quadratura del cerchio chiudendo in testa l'ultimo giorno di prove, con tanto di nuovo record del circuito in 1:58.830, unico capace a scendere sotto il muro dell'uno e cinquantanove. La nuova Desmosedici, che il maiorchino ha definito un capolavoro, gli permette di guidare alla sua maniera sfruttando tutta la velocità possibile a centro curva. Proprio le entrate in curva e la percorrenza erano i problemi che attanagliavano la creatura italiana nello scorso anno ed in questi giorni malesi sembrano esser stati risolti, stando anche alle parole di Dovizioso. La Ducati ha quindi intrapreso la strada corretta per migliorare quanto di buono fatto nella stagione conclusa a Ottobre.

YAMAHA - La casa di Iwata sembra essere una vera incognita. Lunedì le due M1 di Vinales e Rossi erano prima e seconda, ieri invece i due piloti non sono riusciti a fare meglio dell'ottavo e diciottesimo tempo. Ascoltando il Dottore nella serata di ieri si aveva la netta impressione di sentire le dichiarazioni di una qualsiasi gara della scorsa stagione. I cali repentini di prestazione con una pista comunque migliore - gli altri hanno abbassato i tempi sul giro - non sono spiegabili né per Rossi, né per lo spagnolo, ma il 46 sottolinea comunque la costanza sul passo gara. Più negativo, invece, Vinales che ha abortito la simulazione di gara proprio a causa del ritmo, troppo alto per ottenere dati utili allo sviluppo. La Yamaha resta dunque un'incognita come rendimento e finché questi repentini cali non saranno risolti è difficile considerare i due piloti come pretendenti al titolo. 

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LE OUTSIDER - Tra le outsider la migliore risulta essere la Suzuki che dopo aver sbagliato nel 2017, sembra aver trovato la giusta via di sviluppo per il motore. L'aspetto che aveva condizionato negativamente la stagione passata sembra essere risolto. Rins e Iannone sono riusciti a compiere tempi sul giro competitivi, anche se in alternanza l'uno all'altro, con lo spagnolo che ha concluso con il sesto tempo finale. Per il rider di Vasto, invece, qualche problema di troppo che unito ad alcune scivolate ne ha rallentato il lavoro. Risulta comunque positivo il suo approccio alla nuova moto della casa di Hamamatsu. 

Passando invece all'Aprilia, Aleix Espargaro si è detto contento del lavoro svolto. In questo caso, però, non bisogna prendere troppo in considerazione il tempo sul giro, poiché la casa di Noale porterà il nuovo motore solo per i test in Qatar, gli ultimi prima del via della stagione. Lo spagnolo si è detto soddisfatto dei progressi fatti nella maneggevolezza della moto, che ora gli permette di staccare forte ed entrare in curva in maniera aggressiva. Meno positivo Redding, ma l'inglese sta approcciando ora la moto di Noale dopo anni passati in sella alla Ducati, un cambio di guida non semplice. 

Più complicato giudicare il lavoro svolto da KTM. La casa austriaca ha potuto contare sul pilota titolare per un solo giorno, poiché Pol Espargaro è stato vittima di un'incidente che lo ha costretto a saltare i restanti due giorni di test. L'attività di sviluppo è quindi stata portata avanti da Mika Kallio, collaudatore ufficiale, e Bradley Smith, neo arrivato. I due hanno provato i diversi telai messi a disposizione, ma i loro tempi sul giro appaiono distanti dai primi, sintomo che la casa austriaca non riesce ancora ad avvicinarsi all'obiettivo.