Tra i tanti aspetti interessanti che abbiamo trattato in questo anno che per la Formula 1 è stato parecchio combattuto, sia sotto il profilo tecnico che sportivo, c'è stato quello del ritorno (non ancora ufficiale a dire la verità) in pista di Robert Kubica, lo sfortunato pilota che prima del terribile incidente nel Rally di Andora nel 2011 era considerato una promessa della massima competizione automobilistica. Da quel momento, come ormai avrete avuto modo di sapere, è cominciato un lungo periodo di riabilitazione, che sembrava tagliarlo fuori da qualsiasi competizione motoristica.

Poi a poco a poco le prime competizioni, qualche rally, poi l'endurance, con la rassegnazione che però lo sforzo fisico richiesto dalle monoposto di Formula 1 non fosse compatibile con la condizione del braccio del polacco, che mai ritornerà come anni fa.

Ma il 2017 è stato l'anno in cui la speranza di un ritorno nella massima serie si è fatto sempre più concreta, prima per i test svolti con la Renault a Valencia a metà giugno, in cui Kubica percorse lo stesso numero di giri richiesto per ottenere la super licenza necessaria per correre in Formula 1. Poi altri test con le vetture del 2017 in Ungheria, poi le voci sempre più insistenti di essere uno dei candidati alla sostituzione del ritirato Felipe Massa, che hanno portato il pilota di Cracovia a provare la Williams FW40 nei test post Gran Premio di Abu Dhabi.

Robert Kubica nei test ad Abu Dhabi - Fonte: profilo twitter Williams Racing
Robert Kubica nei test ad Abu Dhabi - Fonte: profilo twitter Williams Racing

Una serie di prove che hanno portato consapevolezza sia nel pilota, che negli addetti ai lavori, in particolare nel team di Grove, il quale non ha mai nascosto della possibilità di rivedere Kubica nella massima competizione automobilistica nel 2018, anche se l'ufficialità ancora non è stata data visto che, non dimentichiamolo mai, la condizione medica e fisica estremamente particolare, potrebbe comportare una condizione contrattuale non standard.

Tutto questo, al netto delle ultimissime dichiarazioni dell'ex pilota Renault, il quale ha molto chiaramente voluto far intendere di come la sua guida sia altamente paragonabile a quella sviluppata prima del 2011: "Onestamente ho molte più limitazioni nella mia vita quotidiana. Non guido le monoposto come facevo in passato, ma le mie limitazioni sono molte meno di quelle che sembrano. Il 90% della mia guida è esattamente la stessa di quella che avevo prima dell'incidente. Sono in una forma ancora migliore di quanto non fossi in passato. Ora però devo lavorare più duro di una volta, perché l'età non aiuta. La più grossa differenza è la testa. E' incredibile che grande potenza possa avere il cervello e quanto in fretta possa adattarsi a condizioni differenti. Sfortunatamente ho avuto un'interruzione della carriera per la gravità dell'infortunio. Alla fine ho imparato a conviverci, come guidare una monoposto di F.1 nelle mie condizioni e devo dire di essere molto sorpreso dai risultati che ho ottenuto".

Sempre più intenzionato a rientrare in Formula 1. Intanto mancano 16 settimane alla gara inaugurale di Melbourne.