Buona la prima. L’Inter inaugura la nuova stagione davanti al proprio pubblico con una vittoria netta contro il Monza: 4-1 a San Siro, in una partita che per almeno un’ora ha raccontato due squadre diverse. I campioni d’Italia partono forte, si portano subito avanti, rallentano e concedono il pareggio agli avversari, poi nella ripresa cambiano marcia e prendono il largo. Oltre 75 mila spettatori hanno accompagnato il debutto dei nerazzurri, in una serata che ha avuto anche un momento particolarmente significativo sugli spalti: in tribuna c’era Leonardo, uno dei ragazzi milanesi rimasti feriti nell’incidente di Crans-Montana. Una presenza che ha aggiunto emozione a una serata già molto attesa.
L’Inter ha mostrato subito la propria qualità. Al 6’ Hakan Calhanoglu ha sbloccato il risultato con una conclusione splendida dalla distanza, un destro potente e preciso che non ha lasciato scampo al portiere del Monza. Sembrava l’inizio di una serata in discesa, ma la squadra di Chivu ha progressivamente perso ritmo. Il Monza ha trovato coraggio, ha preso campo e ha iniziato a mettere in difficoltà i nerazzurri.
L’Inter ha faticato a mantenere le distanze tra i reparti e, alla mezz’ora, è arrivato il pareggio di Varela. Una rete che ha riportato equilibrio e che ha evidenziato qualche problema ancora inevitabile in una squadra alle prime battute della stagione. Prima dell’intervallo i nerazzurri hanno provato a riportarsi avanti. Esposito e Dimarco hanno cercato la conclusione, ma senza trovare la precisione necessaria. Il Monza ha resistito e le squadre sono andate negli spogliatoi sull’1-1.
La ripresa cambia volto alla partita
Dopo l’intervallo, però, l’Inter ha cambiato completamente atteggiamento. Più aggressiva, più ordinata e soprattutto più incisiva negli ultimi metri, la squadra di Chivu ha iniziato a schiacciare il Monza. Il 2-1 nasce da un errore di Pizzignacco, punito immediatamente da Zielinski. Un episodio che ha restituito ai nerazzurri il vantaggio e che ha dato ulteriore fiducia alla squadra. Da quel momento l’Inter ha preso definitivamente il controllo della partita.
Il protagonista assoluto è stato però Pio Esposito. L’attaccante ha regalato a San Siro una delle immagini più belle della serata con un gol di tacco di grande classe. Una giocata istintiva e spettacolare, arrivata in un momento importante della partita e capace di trasformare il 2-1 nel definitivo cambio di inerzia. Il 3-1 ha spento le speranze del Monza e ha permesso all’Inter di giocare con maggiore tranquillità. Nel finale è arrivato anche il poker di Bisseck, a completare una ripresa dominata dai campioni d’Italia.
Non è mancata nemmeno la sfortuna: Akanji ha colpito la traversa, mentre al 75’ è arrivato l’esordio ufficiale di Stones, entrato nel finale. Segnali di una rosa profonda e costruita per affrontare una stagione lunga e ambiziosa.
Marotta blinda Lautaro
Prima e dopo la partita, una delle questioni più discusse è stata però quella legata al futuro di Lautaro Martinez. Le voci provenienti dalla Spagna avevano parlato di un possibile interesse del Barcellona, ma Beppe Marotta ha voluto mettere immediatamente le cose in chiaro.
«Lautaro è il nostro capitano e rappresenta la storia attuale del club», ha spiegato il presidente nerazzurro. «Non ci sono le condizioni perché debba lasciare Milano. Non vogliamo rinunciare per nessun motivo a un giocatore tanto importante». Una posizione netta, riassunta poi in una frase ancora più chiara: di una partenza del capitano, secondo Marotta, «non se ne deve nemmeno parlare».
Il presidente ha parlato anche di mercato, confermando che l’Inter continuerà a essere attenta alle opportunità degli ultimi giorni. La società vuole mantenere alto il livello della rosa, puntando su giocatori capaci non soltanto di garantire qualità tecnica, ma anche esperienza e personalità. L’obiettivo è chiaro: dopo lo scudetto, l’asticella deve essere ulteriormente alzata. «Siamo i campioni in carica e gli avversari mostrano grandi motivazioni», ha sottolineato Marotta, ricordando come la squadra sia stata costruita negli ultimi anni con l’idea di garantire continuità.