
Il primo tempo
I padroni di casa scendono in campo con il solito 3-4-2-1 che però, mai come questa volta, ha l'aria di essere un 4-2-3-1. La scelta dell'allenatore di Certaldo di schierare Cabral sulla sinistra lascia intendere che sarà una linea a 4, con Cambiaso che occuperà il ruolo di esterno destro alto, nei tre dietro David. Questo sembrava essere chiaro a tutti, tranne a Maurizio Sarri che, dopo pochi secondi dal fischio d'inizio, esclama alla sua panchina: "Ma sono a quattro".
I biancocelesti, dal canto loro, devono far fronte ad un'emergenza infortuni/squalificati. Sulla sinistra si dà ancora fiducia a Nuno Tavares, davanti, invece, Pedro, Maldini e Isaksen. Sul secondo ci torneremo più avanti.
Fatto sta che i bianconeri comandano il gioco. La trama sembra essere quella del dominio bianconero e ripartenze biancocelesti. La chiave della Juventus sembra essere quella dei cambi di gioco rapidi, diversa dal secondo che vedremo più avanti. Svariate occasioni, Provedel si supera su Bremer, 0 tiri verso la porta di Di Gregorio. Il gol bianconero sembra essere alle porte. Ma il calcio è strano e beffardo. L'arbitro, il quale è protagonista di una scelta dubbia su un presunto rigore di Gila su Cabal, assegna due minuti di recupero. Proprio qui l'intramontabile Pedro, al primo tiro in porta del primo tempo, segna l'1-0 dopo una leggera deviazione di Bremer. Sicuramente i dubbi sul possibile fallo da rigore restano. Gila interviene nettamente in ritardo su Cabal, stesso protagonista dello step on foot sul numero 7 bianconero dell'andata. Nessun dubbio sul fuori gioco attivo di Thuram sulla conclusione di Koopmainers che aveva dato, al meno sul momento, l'1-0 alla Juve.

Il secondo tempo
Neanche il tempo di un mandarino che si inizia subito a razzo. La Juve è in difficoltà su un'uscita, ma riesce a salvarsi con il solito Yildiz. Due minuti più tardi, Cambiaso perde di vista Isaksen, lancio precisissimo per l'esterno biancoceleste che, a tu per tu con Di Gregorio, non sbaglia e infila il pallone del 2-0. Da qui in poi la partita prende una piega prevedibile: la Juve cerca di recuperare lasciando svariati spazi, la Lazio cerca di approfittare dei contropiedi. La chiave tattica della Juve, invece, come detto prima cambia: Yildiz e compagni puntano ai cross e soprattutto agli inserimenti. Avevamo citato Maldini e lo riprendiamo ora. Il figlio d'arte gioca una grande partita nel secondo tempo, soprattutto mettendo in seria difficoltà un difensore esperto come Bremer. Più volte la Lazio si avvicina al terzo gol non trovandolo, mentre invece il solito McKennie fa l'ennesima magia della sua stagione e accorcia le distanze. L'azione che potrebbe chiudere la partita passa dai piedi di Noslin in un 3vs1 gestito benissimo, ma l'attaccante spedisce il pallone oltre la traversa. E così, allo scoccare del 95° minuto, Pierre Kalulu su assist di Boga, il primo da quando è arrivato a Torino, firma il pareggio della Juve. Il tema della partita resta sicuramente la poca concretezza della Juve che, attacca e produce, ma conclude poco. Sicuramente è anche difficile capire come sia possibile che subisca gol sempre al primo tiro in porta. La Lazio può uscire contenta dalla Stadium, anche se con qualche rammarico perché la situazione di doppio vantaggio poteva essere gestita meglio. Sicuramente, però, Sarri sta facendo un miracolo.

I prossimi impegni
La Juve è attesa da una serie di partite non da poco, e questo pareggio allo scadere può dare una botta in più alla squadra. Una sconfitta sarebbe stata decisamente complicata da assimilare in tempo per Inter-Galatasaray-Como-Galatasaray-Roma.
La Lazio invece attende la sfida di mercoledì con il Bologna in Coppa Italia, dove vedendo lo stato di forma della squadra di Italiano si potrebbe strappare un risultato importante, mentre invece in campionato la supersfida con l'Atalanta di Palladino potrà decretare se, al netto della stagione super difficile, la Lazio può pensare all'Europa.

