
Loretta Goggi aveva pienamente ragione: che fretta c'era? Ma in fondo lo sapevamo, per innamorarci ancora sarebbe bastato un attimo, solo una "Maledetta Primavera".
Un campionato folle
Il Campionato Primavera 1 2025/26 vive un equilibrio di amori e delusioni, proprio come la stagione della rinascita: ogni domenica c’è chi spera e chi soffre.
A metà percorso il quadro è sorprendente e incerto: dalla Fiorentina prima in classifica al Genoa quattordicesimo ballano solamente 12 punti, se aggiungiamo il Napoli quindicesimo in lista i punti diventano solamente 15. In parole povere, sono tutte lì.
Una vetta troppo affollata
In testa alla classifica ballano quattro squadre nell’arco di pochi punti: la Fiorentina guida con 46 punti, tallonata a uno dalla Roma (45) e a tre da Parma (43) e Cesena (42). A quota 40 punti staglia il Lecce, mentre fermi a 38 inseguono i campioni in carica dell'Inter, accompagnati da Juventus e Bologna alle stesse lunghezze.
Ogni giornata, tuttavia, è in grado di rimescolare completamente le carte in un'altalena di emozioni che stravolge ogni giorno tutto: addormentarsi da primi in classifica e svegliarsi quarti non è un'allucinazione, è semplicemente la Primavera, la Maledetta Primavera.
I Viola di mister Galloppa, primi in classifica, sono fautori di una stagione fin qui ottima, nonostante alcuni svarioni come i pareggi con Cremonese e Torino. Grazie anche alle reti di Riccardo Braschi, già a quota 14 reti e terzo in classifica capocannonieri (solo una lunghezza di distanza da Vermesan e Mikolajewski), la Fiorentina può definirsi l'unica ad essere in grado di gestire il proprio destino interamente da sola, senza bisogno di guardare i risultati degli altri.

A seguirli a ruota, con solo un punto in meno, vi è la Roma di Guidi: i giallorossi sono reduci dalla clamorosa vittoria per 6-2 in casa dell'Inter e dal pareggio contro il Cesena che ha permesso loro di mantenere saldo il secondo posto.

Ferme rispettivamente a quota 43 e 42 punti troviamo Parma e Cesena. La squadra di Corrent ha perso terreno dopo lo 0-4 interno contro il Bologna, mentre i ragazzi di Campedelli arrivano da due pareggi consecutivi in due scontri diretti: prima lo 0-0 contro il Lecce e poi, come detto prima, il 2-2 contro la Roma.
Leggermente staccato a quota 40 il Lecce che, nel mese di gennaio, è stato capace di collezionare 5 vittorie consecutive, tra cui la vittoria per 2-1 contro la Juventus. A ruota seguono proprio i bianconeri, accompagnati da Bologna e Inter, con i campioni in carica che nelle ultime giornate hanno perso due match in modo rocambolesco. Dapprima il 6-2 con la Roma e poi, nell'ultimo weekend, un folle 5-4 in casa del Frosinone diciottesimo.

E in basso che succede?
Ma la follia "primaverile" non si ferma solo alla zona alta della classifica, resta tale anche nelle zone più calde, quelle dove ogni punto pesa in ottica salvezza, dove ogni partita può valere una stagione intera.
Lo testimonia la Cremonese che, ultima a quota 19 punti, nelle ultime giornata ha battuto il Cagliari penultimo a quota 24 e il Frosinone terzultimo a quota 25. I sardi, che non vincono dal 3 gennaio, hanno pareggiato consecutivamente 4 partite prima di perdere contro la Cremonese e sono stati rimontati in classifica.
Il Frosinone terzultimo, invece, è la squadra più altalenante del campionato ma anche la più folle: i ragazzi di Cinelli, subentrato a Marini ad inizio gennaio, sono stati in grado di battere l'Inter e di perdere con la Cremonese nella stessa settimana e, in una lotta retrocessione apertissima, questa incostanza fa la differenza.
A quota 26, nell'ultimo posto dei playout, c'è il Torino: i granata sono reduci dalla vittoria nel derby della Mole ma anche da una serie di pareggi che, escluso il KO con il Frosinone, durano dal 17 di gennaio.
E se annettiamo il Sassuolo fermo a quota 29 punti, questa lotta retrocessione si può riassumere con un termine solo: BAGARRE.
Dal vivaio alla Serie A
"Che fretta c'era?" Semplice, nessuna. E i ragazzi che giocano in Primavera 1 lo sanno bene, ci vuole solo del tempo prima di farcela davvero.
Basti pensare a Vermesan: l'attaccante del Verona, capocannoniere in Primavera con 15 gol, dopo alcune convocazioni ha esordito in Serie A questo weekend nella partita contro il Sassuolo, subentrando a Bowie al minuto 82.

O, per citarne un'altro, anche ad Arena, il baby prodigio classe 2009 che, all'esordio assoluto con la Roma, è andato in gol nella sconfitta per 2-3 di Coppa Italia contro il Torino. Il numero 9 giallorosso ha poi fatto il suo esordio anche in Serie A nella partita vinta all'Olimpico contro il Cagliari, dove ha preso il posto di Malen al minuto 84.

Per innamorarsi ancora, anche quando fa male
Si può parlare di numeri, di statistiche e di risultati, ma alla fine la Primavera 1 è ben altro: è una stagione che ti porta a ridere e piangere con la stessa intensità, che ti regala la magia di un gol all’ultimo secondo e ti lascia il rimpianto di aver visto svanire una vittoria già in tasca. Una Primavera che è maledetta, sì, ma di quell’amore che ti segna l’anima e non ti lascia più andare.
E così, mentre guardi la tabella aggiornarsi e le speranze oscillare, capisci che la vera bellezza di questo campionato non sta nei punti raccolti, ma nella voglia di amare il gioco, senza condizioni. Perché in fondo, vale sempre la pena innamorarsi ancora una volta, che sia di un attaccante, di una curva, di un filo d'erba. Vale sempre la pena innamorarsi. Anche quando fa male. Anche quando ti lascia senza parole.
Anche se ciò che ami poi è la Primavera 1, quella "Maledetta Primavera".

