
Ci sono campionati con esiti quasi certi già dall'inizio perché alcune squadre sono nettamente superiori alle altre (vedi Bundesliga e Ligue 1). Ci sono campionati che hanno due-tre squadre che ciclicamente si alternano alla vittoria dello scudetto, come Premier League, Liga e Serie A.
E poi ci sono campionati che sono incomprensibili, dove chi è primo perde nel weekend in cui le avversarie giocano degli scontri diretti, dove l'ultima squadra può dar fastidio alla decima in classifica, dove una squadra in piena lotta retrocessione riesce a fare sempre punti quando gioca in casa, tranne per una partita, da inizio stagione.
No, non stiamo sognando, non è "l'isola che non c'è", è semplicemente il campionato migliore del mondo, è la Serie BKT.
Quattro squadre per due posti
4 squadre divise in 5 punti per i primi due posti che valgono la promozione diretta in Serie A: c'è un modo migliore per presentarvi questo campionato? Ve lo dico io, no.
Il primo posto occupato dal Venezia, a quota 53 punti, è parte dell'illusione collettiva chiamata "stabilità" che le squadre in testa cominciano a proporre. I lagunari, vincenti nel weekend in casa del Cesena, sono stati in grado di cadere in casa contro il Modena e concedere alle inseguitrici di accorciare nuovamente in classifica. Fin'ora la squadra di Stroppa ha collezionato 16 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte, con 22 gol subiti e ben 50 fatti, grazie anche al bomber Adorante a quota 12 (secondo in classifica marcatori).

Sul secondo gradino del podio al momento c'è il Frosinone a quota 52 punti, derivati da 15 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Il gruppo di Alvini ha subito 22 gol, esattamente come il Venezia, ma ne ha segnati 4 in meno. La continuità ciociara si è interrotta solo 3 volte: con il Monza all'andata, dove i gialloblu sono usciti sconfitti per 0-1 e con il Venezia, sia all'andata che al ritorno, con gli attuali capolisti che hanno vinto prima per 3-0 nella gara d'andata e poi per 1-2 nel turno di ritorno allo Stirpe.

Il Monza, terzo a quota 51, ha avuto una stagione leggermente più strana: 15 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte per gli uomini di Bianco, con 38 gol fatti e 20 subiti, ma soprattutto dei risultati sorprendenti. I biancorossi hanno perso difatti con Avellino, Padova ed Entella, oltre che col Venezia, e tutte le sconfitte sono arrivate lontano dalle mura domestiche, quasi come se i brianzoli facessero fatica ad incidere quando non giocano in casa. D'opposto, tuttavia, arrivano le sette vittorie messe in fila tra il 4 ottobre e il 23 novembre, che hanno portato il Monza nella parte alta della classifica a lottare per la promozione diretta.

A 3 punti dal Monza, a quota 48, c'è il Palermo di Pippo Inzaghi: i rosanero hanno messo a referto 13 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte in queste prime 25 di campionato, subendo solo 19 gol (miglior difesa insieme al Modena) e segnandone 42, trascinati dall'attuale capocannoniere Joel Pohjanpalo, già a quota 16 gol. I palermitani si sono prepotentemente inseriti nella corsa alla Serie A, sia per i playoff (+11 sull'ottavo posto) sia per la coppia di qualificazione diretta in testa alla classifica.

La zona retrocessione: coltello tra i denti
Ok, bella la parte alta della classifica, ma invece in basso che succede? Solito campionato con le tre più scarse già quasi certe di retrocedere?
No, per niente. E se non ci credete, continuate a leggere queste righe.
Il Pescara è ultimo, è vero, a quota 18 punti, ma ha appena battuto l'Avellino, 14° in classifica, fuori casa per 0-1, riaccendendo ancor di più la propria posizione.
Pescara, Bari e Spezia, le tre squadre che occupano i posti retrocessione, distano soltanto 4 punti tra loro: 18 per il Pescara, 21 per il Bari e 22 per lo Spezia. Ma il punto non è solo questo.
Il punto è che tra il Pescara ventesimo e la Carrarese decima ci sono solo 12 punti di differenza. Il punto è che tra l'Entella, primo posto della zona play-out, e il Sudtirol nono ci sono 8 punti di distacco. E nulla, in una situazione simile, può essere ben definita.

Semplicemente B-ellissima
E allora sì, chiamatela pure imprevedibilità, chiamatela follia, ma chiamatela B.
Perché in questo campionato non esistono certezze, non esistono squadre già promosse a febbraio, non esistono partite scritte prima di essere giocate. Esistono solo storie che si intrecciano, curve che sognano, città che sperano e giocatori che ogni weekend si giocano qualcosa in più di tre punti.
Dalla vetta al fondo, la classifica è un elastico che si tende e si ritrae senza mai spezzarsi. E forse è proprio questo il suo segreto: la Serie B non promette spettacolo, lo garantisce.
Finché ci sarà questo equilibrio, finché ogni partita potrà ribaltare tutto, allora lo potremo dire: è la Serie B, B come Bellissima.

