Serie A e la ripartenza, ma ha ancora senso parlare?
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In queste settimane la vita della popolazione è cambiata, si è fermata per alcuni, per altri è aumentata come sono aumentati i rischi nel proprio lavoro. 

L'Organizzazione mondiale della sanità (e non sono mi viene da dire ) è molto preoccupata per l'accelerazione del Coronavirus e la situazione in tutto il mondo in tutto sta diventando sempre più complicata visto che i numeri degli infetti, e purtroppo anche quella dei morti, aumenta progressivamente. 

IL GIOCO PIU' IMPORTANTE E' LA SALUTE

In tutto questo siamo senza sport. I Giochi Olimpici di Tokyo, gli Europei e la Coppa America sono stati rinviati al prossimo anno per dare spazio così ai campionati nazionali. Sui giornali, in televisione stanno continuando a parlarne sulle probabili riprese ma fino quando non ci sarà alcun rischio per la salute dei calciatori, degli staff tecnici, dei dipendenti dei club e dei tifosi non si ripartirà. 

L'emergenza sanitaria non è un gioco e allora perchè continuare a parlare di una possibile ripartenza? Gli infettati aumentano come i morti e gli epicentri della malattia. In Italia però Lega e la dirigenza delle varie squadre fanno riunioni su riunioni per fissare una data. Ma se non si sa quando tutto questo finirà perchè parlare di una ripartenza? 

La riposta si chiama soldi. Come ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina finire il campionato è fondamentale per limitare il danno economico che ci sarà sul già indebitato calcio italiano. Un'ipotesi di calendario prevede dodici giornate a ritmo serrato con partenza fissata il 3 giugno per concludersi il 12 luglio. Quindi turni infrasettimanali e weekend. Bisogna tenere conto che molti giocatori hanno fatto ritorno in patria e quando rientreranno in Italia dovranno fare 14 giorni di isolamento. Ecco perchè parlarne risulta molto complicato e ricordiamo che ora come ora il  gioco più importante per tutti quanti sia la salute, la ripresa del calcio e dello sport in generale dipenderà da questo.

In questi giorni dovremmo apprezzare i piccoli gesti, dettagli che abbiamo sempre trascurato, pensare e ringraziare chi sta lavorando in ospedale e non durante questa emergenza sanitaria perchè molte cose cambieranno quando riusciremo a superare questo brutto periodo.

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