Marko Pjaca è arrivato a Torino quest’estate tra mille voci sul suo conto, che lo volevano prossimo ad essere uno dei nuovi fenomeni del calcio del Vecchio Continente e non solo. Le sue prestazioni in Europa League con la maglia della Dinamo Zagabria sono state degne di nota, utili a farlo conoscere nel panorama europeo, ma è la partita disputata in estate contro la Spagna all'Europeo, nella quale è risultato uno dei migliori in campo, che lo ha consacrato a nuova promessa del calcio. Si vede a colpo d’occhio che ha un ritmo diverso rispetto agli altri, un melodico movimento di gambe e un raffinato tocco di palla, ai quali si aggiunge il doppio passo che pare essere uno degli elementi più pregiati del suo repertorio tecnico. C’è da evidenziare che Pjaca ha rifiutato le avances delle milanesi e ha preferito la Juventus, prediligendo le vittorie e la possibilità di giocare in Champions, ma soprattutto per il prestigio e la storia della squadra torinese che ormai è rinomata per la sua competenza nel far crescere campioni, vedi Dybala tra i più recenti.

Pjaca non ha iniziato la sua esperienza alla Juventus nel modo migliore possibile. Infatti un brutto infortunio al perone gli ha impedito di entrare in campo per parecchi mesi fino all’inizio dell’anno nuovo. Agli albori della stagione Allegri gli ha concesso una manciata di minuti in rare apparizioni, come sappiamo essere solito atteggiamento del livornese con i nuovi arrivati - anche qua rimandiamo al caso di Dybala - e, di sicuro, del giovane Pjaca non è passato inosservato il doppio passo ai danni di Radu, con secca conclusione parata dal portiere, nella partita di andata tra Lazio e Juventus. Marko ebbe poi l’infortunio, stessa sorte che toccò a Dybala, colui che nelle idee iniziali di Allegri è l'alter ego gerarchico, ma titolare, del croato. Il procuratore di Pjaca, Marko Naletelic, ha infatti detto: «[…] visto l'infortunio di Dybala, senza l'infortunio sarebbe stato lui il titolare della Juve.» Per ora Pjaca rimane dunque un oggetto misterioso nelle mani di mister Allegri, ma non si può dubitare che ci troviamo innanzi a un futuro campione: le potenzialità ci sono, inoltre si trova nel posto giusto al momento giusto.

Pjaca brucia Radu con un doppio passo | Foto via SportMediaset.it

Passiamo a domani, match decisivo di Coppa Italia contro il Milan per il passaggio in semifinale. Allegri ha annunciato oggi in conferenza stampa che Pjaca non partirà dall’inizio (aggiungiamoci un forse, ogni tanto le sorprese Allegri le fa), ma quanto potrebbe essere decisivo un giocatore come Pjaca domani col Milan? Può benissimo sostituire un Higuain a cui spetta un po’ di legittimo riposo, affiancando l’infaticabile Mandžukić con Dybala o Pjanic alle spalle, oppure giocare esterno sinistro con Dybala e Cuadrado a completare la linea della trequarti; il 4-2-3-1 sembrerebbe infatti molto offensivo, ma si è anche rivelato molto efficace nella sfida contro la Lazio. La soluzione potrebbe anche essere attuata a partita in corso, poichè Pjaca possiede quelle capacità che possono spaccare da subito la partita: con la sua velocità e il suo dribbling la Juve non avrebbe problemi a superare le linee avversarie e trovarsi in zona gol. Opterà Allegri per questa prospettiva? Al campo l’ardua sentenza.