La Juventus dopo ogni sconfitta in campionato è stata in grado di ricostruirsi. Dopo aver perso contro l'Inter, ha abbattuto il Cagliari, in seguito alla seconda trasferta di Milano andata male è arrivata la goleada alla Sampdoria, esattamente come dopo la giornataccia di Genova è giunto il 3-1 sull'Atalanta. Ma rialzarsi dopo la sconfitta di Firenze era molto più problematico delle altre occasioni, per una serie di motivi.

Probabilmente lo sapeva anche Max Allegri, che può avere tutti i difetti del mondo ma come psicologo prima che come allenatore non si discute. Era pienamente a conoscenza del fatto che servisse, nel match contro la Lazio, una prova di forza, che è iniziata nella conferenza stampa pre-gara, è continuata quando abbiamo assistito alla rivelazione delle formazioni ufficiali e si è concretizzata, a dire il vero, solamente in campo. Mettendoci poco, 20 minuti circa. Il tempo di far vedere al mondo che anche la Signora conosce il 4-2-3-1, che lo vuole attuare e anzi che lo può attuare. Perchè nelle proprie fila i bianconeri vantano un uomo prima che un calciatore, un guerriero prima che un attaccante, un equilibratore prima che un realizzatore. Il suo nome è Mario Mandzukic. E qui vi racconteremo la breve storia di come ha deciso di risolvere tutti i potenziali problemi del nuovo schieramento della sua squadra.

Il modulo del 4-2-3-1 è sicuramente quello che garantisce, per gli attaccanti, il rendimento più spettacolare; perlomeno nella Juventus, dove le caratteristiche di ogni giocatore sono adatte per questa proposta offensiva. Ma il calcio secondo Allegri è semplice: "Bisogna sapersi difendere quando loro hanno la palla, e bisogna saper gestire la palla quando ce l'abbiamo noi". Una massima che riassume tutti i problemi con cui il tecnico bianconero si scontrerebbe attuandolo come "puro", cioè con 4 giocatori atti essenzialmente alla fase offensiva e a poco altro. Se ci sono però dei problemi, ci sono sempre delle soluzioni che in tante occasioni, compreso in questo caso, necessitano di sacrificio per essere risolti.

Il ruggito del Croato.

Dici sacrificio, pensi Mario Mandzukic. Quando si ha un certo Higuain come alternativa nel ruolo di punta, la volontà si mette da parte per far spazio a qualità superiori sotto praticamente ogni aspetto. Eppure serviva inserirlo, perchè questa squadra nasce con la necessità di giocatori, in particolare esterni, dal baricentro sì mediamente alto, ma comunque a tutto campo. Così nasce l'idea di fare un passo indietro nella carriera del croato, che nella Dinamo Zagabria aveva cominciato da ala sinistra, anche se l'interpretazione del ruolo è fondamentale. La continuità nei recuperi dello slavo è impressionante e potrebbe agire da equilibratore nel 4-2-3-1 juventino esattamente come lo fu nel 4-3-3 del Bayern Monaco del 2013 targato Heynckes che poi si laureò campione d'Europa. Una "libertà attenta" perciò per Dybala, Pjanic e Higuain che potrebbero così liberare tutto il proprio talento. Piano: i rischi rimangono, e perciò prima di gettarsi così nella mischia in Champions League bisognerebbe un attimo collaudare una tattica così intricata.

Una possibile idea di 4-2-3-1 con l'inclusione di Mandzukic, anche se in questo contesto Cuadrado potrebbe sembrare imprescindibile per il tipo di lavoro che svolge a tutto campo.

E i motivi per risparmiare il numero 17 croato dal ruolo di centravanti ci sono eccome, oltre alla tattica di base (che conta fino a un certo punto). In primis, i numeri evidenziano un dato importante nel confronto fra le prime punte della Juventus: in Serie A, Higuain e Dybala effettuano un tiro ogni mezz'ora circa; Mandzukic tira ogni 54,6 minuti. Tradotto: i due argentini hanno un'influenza diversa in avanti, molto più propositiva ed, evidentemente, adatta ai tatticismi attuati dalla Signora sinora. Il Pipita peraltro viene da una stagione, a Napoli, in cui ha concluso una volta ogni 20 minuti.

GIOCATORE IN SERIE A UN TIRO OGNI...
Gonzalo Higuain 31,2 minuti
Paulo Dybala 30,9 minuti
Mario Mandzukic 54,6 minuti

Le statistiche relative ai tiri degli attaccanti bianconeri in stagione.

Altro punto decisamente a favore di questa soluzione tattica che ha scatenato il dibattito è quello della fisicità. Pensate in dimensione europea ma anche nazionale - come i bianconeri fanno ogni giorno: è obiettivamente complicato trovare eventuali terzini pronti a reggere lo scontro fisico con Mandzukic sia in ottica Serie A, ma anche in Champions League. Lo abbiamo visto vincere duelli con difensori centrali molto ben strutturati: coi terzini, 9 volte su 10 si tratterebbe di un vero e proprio dominio, perlomeno sotto l'aspetto atletico. Contro la Lazio ha vinto cinque contrasti aerei (su cinque), raddoppiando il dato rispetto alle abitudini stagionali (2,83).

Strettamente legata a questa capacità di tenere il confronto fisico con difensori di alto livello è l'aiuto sul secondo palo che lo slavo darebbe così di continuo. Analizzando la seconda rete realizzata nella vittoria sulla Lazio - dove abbiamo assistito alla prima prova di questa nuova soluzione a livello di schemi - abbiamo un esempio perfetto di questa situazione, in cui Mandzukic era pronto ad intervenire in caso la palla col contagiri messa dentro da Cuadrado non fosse così perfetta per Higuain: il movimento c'è, solo che il Pipita non sbaglia. Anzi, raramente sbaglia, ma nell'eventualità...

Cuadrado pennella, Higuain taglia sul primo palo e colpisce. Fosse stato contrastato con più cattiveria dal difensore, sul secondo palo Mandzukic avrebbe potuto toccare sotto misura.

Mantenendo attivo il discorso riguardante la facilità di gioco dell'ariete dell'Est già visibile quando agisce nella zona centrale del campo, possiamo tranquillamente notare con un semplice confronto quanto con questa soluzione la circolazione della palla tramite i suoi piedi migliori e si semplifichi. Anche qui ci supportano i numeri: mettiamo a confronto i dati riguardanti i passaggi del croato in una delle sue migliori prestazioni stagionali, quella nel match vinto per 3-1 contro l'Atalanta, con quelli dello stesso calciatore quando ha agito da ala sinistra, ovvero nell'ultima giornata di campionato. Il risultato? 61% di precisione da centravanti (grafico a sinistra), 77% da esterno (grafico a destra). Un upgrade notevole anche numericamente: 44 passaggi contro la Lazio, 22,78 di media stagionale.

Il supporto grafico lascia intuire non solo la miglior precisione nei passaggi e il numero degli stessi, ma anche le zone d'azione in cui il Croato è chiamato a toccar palla.

Quinto punto pro-4-2-3-1 è sicuramente quello della coesione fra Mandzukic e colui che è decisamente l'uomo di maggiore qualità offensiva nel reparto offensivo bianconero, ovvero Paulo Dybala. Le doti della Joya e quelle del croato già nella scorsa stagione, in coesione, si rivelarono decisive e costarono il posto a Morata, non esattamente uno qualunque. E anche qui basta ritornare a questa famigerata gara disputatasi domenica per trovare un esempio: cross di Lichtsteiner, sponda dell'europeo, gol stupendo del sudamericano. Più facile di così...

Mandzukic legge lo spazio e - con gentile concessione di Wallace - regala a Dybala un pallone perfetto.

L'ultimo dato decisamente a favore riguarda, ovviamente, l'equilibrio. Ma che non s'intenda il semplicemente scappare all'indietro in alcune situazioni, conta anche questo, ma conta soprattutto come lo si fa. Ed ecco che, muovendosi su un unico fronte del rettangolo di battaglia, l'heatmap di Mandzukic nella gara contro la Lazio (a destra) assume un senso d'ordine che non c'era nemmeno nella migliore (o quasi) delle sue prestazioni precedenti (parliamo sempre del match contro l'Atalanta di qualche settimana fa, schema di riferimento a sinistra). Ed è chiaro che la stessa cosa fatta in maniera migliore renda di più per tutta la squadra.

Lavoro difensivo, oltre che encomiabile, ordinato: davanti l'uomo in area continua a non mancare.

Almeno sei buone ragioni per spiegare quest'idea, che sembrava folle e invece adesso si avvicina sempre più ad una realtà incombente per la Juventus, che (fa sempre bene ricordarlo) affronterà il Porto negli ottavi di finale di Champions League fra meno di un mese e deve arrivare già pronta alla gara d'andata per evitare guai. Tenendo conto del fatto che la linea che separa la gara della svolta dalla gara dell'illusione è molto sottile - e perciò bisognerà avere delle conferme di tutto questo nel tempo - nella stagione bianconera che nel frattempo continuerà domani con la gara contro il Milan in Coppa Italia. Sarà ancora 4-2-3-1?

(realizzato con Giorgio Dusi)

Grafici: Squawka
Supporto dati statistici: Sky Sport e Squawka