Non sono bastati, a quanto pare, 20 anni di carriera sempre a livelli stratosferici per mettersi al riparo da critiche e dubbi anche quando capita di commettere un errore. Se ne è accorto molto bene anche uno come Gigi Buffon che prima della gara di Champions League contro il Lione è finito in un mini tritacarne a livello mediatico.

Nella vittoria contro i francesi, però, c'è molto di suo e in un'intervista concessa al Corriere della Sera, Buffon torna sulle critiche ricevute in questi giorni: "Sono molto autocritico? Moltissimo. Continuo a darmi scudisciate psicologiche e morali per tanti giorni: da me non accetto certi errori. Se le critiche mi disturbano? A costo di essere masochista, mi piacciono. Mi stimolano. Se non le accettassi, dovrei smettere di lavorare. Mi stizzisco quando toccano certi argomenti: ho 22 anni di carriera alle spalle, penso di aver dimostrato qualcosa. E l’ultima stagione buona non l’ho fatta tre anni fa: sono stato protagonista dell’Europeo, dentro e fuori dal campo. Per cui stiamo un po’ calmi. Come considero la prestazione con il Lione? Normale. Io gioco per dimostrare di essere diverso dagli altri: a 38 anni posso fare delle cose che gli altri non hanno mai fatto. Questa è la mia sfida."

Buffon para il rigore di Lacazette, repubblica.it

Altra sfida è la conquista dello Scudetto e Buffon riconosce la forza di questa Juventus: "La vera anti Juve è la Juve? Qui c’è il gioco di non prendersi responsabilità, di dire che il favorito è l’altro, per il budget, il fatturato, eccetera: lo trovo ridicolo. Sulla carta la Juve è la più forte ed è un dato di fatto. Lo conferma sul campo? Sul campo sta vincendo, che è una cosa diversa: secondo me la Juve deve migliorare, perché se abbiamo velleità europee non ci può bastare quello che stiamo facendo ed esprimendo in campo adesso." Il sogno vero, però, resta l'Europa: "Un voto per alzare la Champions? No, perché credo alla meritocrazia: se ce la meritiamo la vinceremo, altrimenti no." Ultimo pensiero per Donnarumma"Nonostante sia il triplo di me, Gigio è come se fosse un fratellino. È un ragazzo particolare, molto pacato: alla sua età io ero completamente diverso. È riflessivo, intelligente, ha delle qualità straordinarie. Ha tutto per fare la storia del ruolo. Bisogna solo aspettare 20 anni e tirare le somme."