A guarirmi chi fu? Ho paura a dirti che sei tu...
A guarirmi chi fu? Ho paura a dirti che sei tu...

Io vorrei (giocare), non vorrei (perdere), ma se vuoi... (continua pure a far giocare Dzeko). 

Ipotizziamo questo conciliabolo tra mr Spalletti e capitan Totti, all'intervallo di Atalanta-Roma, sulla falsa riga del grande pezzo di Lucio Battisti, da cui è tratto anche il titolo dell'articolo.

Ecco, ipotizziamo questa diatriba, questa discussione che porterà poi al tardivo inserimento di Totti in un match che la Roma spreca; in un match dove i giallorossi creano, ma con disordine mentale notevole, esclusi 27' di notevole pressione, i primi. Due reti, poi black out. Esce l'Atalanta, che ha nel sangue le rimonte, che ha nel sangue "l'odio" per la Roma: Reja, D'Alessandro (30'), Borriello (34'-50'), eccoli i nomi di chi ha vissuto la città, in un modo o in un altro. Eccola la lista nera, nerazzurra. 

Il blackout Roma è solo in parte conseguenza della voglia bergamasca, però, perché il crollo mentale di almeno 9/11 della squadra è grave e insensato. Dopo i gol (23',27'), crollano Digne (sostituito), Rudiger, Manolas, ma soprattutto- passateci il termine, amici lettori- i penosi De Rossi, Zukanovic e Dzeko, con Salah abulico a dar man forte in negativo alle sortite offensive giallorosse. Ci prova Perotti, ci prova qualcuno, a far qualcosa e proporre palla dentro. Nulla: Dzeko è immobile, indefesso nei 16 mt. Non salta, non si abbassa, nulla. E allora è il caso di dargliela sui piedi, di farlo segnare da 3 metri a porta sguarnita: nulla, ancora. Alto. 

"Senza ali /tu lo sai /non si vola", direbbe ancora Battisti: Spalletti si accorge di capitan Totti, 45' di puro talento col Bologna, solo al minuto 80'. Il capitano non fa una piega, entra, spinge, corre, asfalta. Segna. Soprattutto, segna. Mette dentro un gol che potrebbe pesare, potrebbe ancora dare un senso al campionato più strano degli ultimi anni giallorossi. Un'annata di delusioni, imprecisioni, imprecazioni, ansie difensive. Certezze, poche. Una, col numero 10 sulle spalle. 

LE PAGELLE
Szczesny 5 ormai il gol subito (stavolta sono 3) è una storia già scritta. Può poco, a dirla tutta.

Manolas 4,5 esclusi 25' di buona copertura, è un disastro. Peggiore gara dell'anno, anche peggio di Samp-Roma.

Rudiger 5 che pomeriggio. Spostato lateralmente è un fallimento, al centro non copre. 

Digne 6 ci stava provando, e bene. Gran gol. Il suo cambio stravolge la velocità in ripartenza della Roma. Palmieri 4 incommentabile.

Zukanovic 3 orripilante, dopo Castan anche lui con buona probabilità saluta la maglia giallorossa con lo svarione del mese. El Shaarawy 6 incolpevole, ma comunque poco attivo.

Florenzi 6 con classe apre il tiro a Totti, salvando almeno la faccia. Ma anche lui sbaglia troppo.

De Rossi 4 gara decisamente negativa. Lanci nel vuoto, scivoloni difensivi, pessime proposte in mezzo all'area. Non c'è. TOTTI 7 in 10' c'è tempo per il 301esimo sigillo giallorosso, con classe. Che campione.

Nainngolan 6,5 il migliore dei suoi. Prestazione di livello a centrocampo.

Perotti 6 qualcosa crea, ma con poco ordine.

Dzeko 1,5 ma forse dovremmo "analizzare analiticamente la prestazione" come dice Sabatini, e scoprire che "merita rispetto, ha fatto una gran partita". Il problema di Dzeko, infatti, siamo noi opinionisti, si sa.

Salah 4,5 apatico, sconnesso dal gioco.

Spalletti 4 tutto errato, dalla scelta degli 11, col ritorno al modulo degli orrori, sino alle dichiarazioni in post gara. E Totti inserito all'80' è la ciliegina sulla torta.

Dimenticare, ripartire: c'è il Toro, poi subito il Napoli.

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