Tra una voce di mercato e l’altra, prosegue il ritiro di Moena. Allenamenti, conferenze stampa, visite più o meno illustri e qualche amichevole sono il pane quotidiano per la truppa di Paulo Sousa. Ma, cercando di mettere da parte la cosiddetta “aria fritta”, vediamo di analizzare quelli che sono gli aspetti più importanti del mondo viola. 

Partiamo dal mercato. La patetica querelle Salah-Inter, per qualche giorno, ha distolto l’attenzione dal fatto che il mercato della Fiorentina sia fermo, quasi immobile come il Mario Gomez dell’ultima stagione. A proposito dell’attaccante tedesco adesso appare molto difficile riuscire a monetizzare da una sua cessione dato che la sua ultima, disastrosa stagione non invoglia certo gli acquirenti ad investire su un prodotto che può far vendere qualche maglietta senza però assicurare un buon numero di reti. Unica destinazione possibile, difatti, appare la Turchia, campionato ricco di soldi (chiedere a Sneijder e Van Persie) ma qualitativamente inferiore alla Serie A. 

Turchia che, al momento, è anche l’unica alternativa al Liverpool per Mario Balotelli. L’attaccante qualche giorno fa era stato accostato ai viola in un impeto di fantacalcio di qualche “esperto” del settore ma gli anni passano per tutti e se le occasioni non vengono sfruttate il passare da essere Super a “Sei un uomo senza onore, Firenze un ti vole” (striscione appeso fuori dal Franchi) è breve.

In tutto questo, inutile, caos mediatico la realtà è che l’unico nuovo acquisto è Sepe, in arrivo dal Napoli in prestito secco. Che sia un acquisto che abbia un senso, non sta certo a me dirlo ma non mi sembra un innesto che possa spostare gli equilibri. In questo modo Tatarusanu avrà un po’ di concorrenza ma senza avere l’impressione che l’estremo difensore napoletano sia stato preso per partire titolare. Una domanda, però, mi sorge spontanea: promuovere un Primavera, in una stagione di ripartenza come questa, non sarebbe stata una buona idea? 

Anche perché, a proposito di Primavera, sarebbe “cosa buona e giusta” trovare un accordo con il nostro gioiello “fatto e cresciuto in casa” Federico Bernardeschi. Com’è ovvio che sia piace sia in Italia (Sassuolo e Juventus) che all’estero (Stoke City e Chrystal Palace) ma la valutazione di 10 milioni, per adesso, tiene lontani i possibili acquirenti le cui offerte sono ferme sui 6 milioni. Il procuratore del giocatore e la società, comunque, non sono poi così lontane da un accordo. Il punto riguarda la base salariale fissa. Una volta sistemato quest’ aspetto il rinnovo fino al 2019 dovrebbe essere ultimato.

In questo modo Paulo Sousa, nel reparto avanzato, potrebbe azzardare un tridente formato dallo stesso Bernardeschi, Rossi e Babacar. Niente male per una stagione di ripartenza.