È il 9 giugno 2010 quando la Juventus ufficializza l'acquisto dall'Udinese in prestito oneroso per circa 2,6 milioni di € di Simone Pepe. Il diritto di riscatto è fissato a 7 milioni e mezzo e, con quell'acquisto, la Juve trova uno degli elementi fondamentali per la rinascita ed il ritorno alle vittorie. Un lungo infortunio l'ha tenuto lontano dal campo praticamente per più di una stagione. "Ho pensato di smettere" aveva dichiarato poco tempo fa. Vederlo ritornare nel rettangolo verde stasera è stato emozionante per tutto l'ambiente.

“L’importante è esserci. C’è voluto un po' di tempo ma ora sembra andare tutto per il meglio. Chiaramente devo ritrovare la condizione fisica per giocare ad alto livello ed essere al pari dei miei compagni, ma sto lavorando con tutto lo staff molto sodo proprio per questo. È stato un incubo - prosegue l'esterno - ma fortunatamente sto per porre la parola fine. Il problema si è rivelato era più grave di quanto si pensasse e, come se non bastasse, c'è stata anche una ricaduta (dopo quattro ricadute al flessore sinistro, Simone a febbraio si era affidato ad un'operazione che poi appunto, per via di una serie di calcificazioni che impediscono al muscolo di ritrovare l'elasticità, gli ha fatto prolungare i tempi di recupero ndr). Ho svolto cure, che faccio tutt’ora e mi stanno dando beneficio”

Anche il numero 7 parla del bellissimo clima respirato sugli spalti: “Posso solo dire che è stato bellissimo. Lo abbiamo visto dalla panchina: hanno una grande tifoseria e,  insieme alla nostra, il risultato è stato stupendo. Colgo l’occasione per il grande sostegno e la festa che mi hanno fatto quando sono entrato. Mi sono stati vicino tramite social networks e mi hanno fatto sentire sempre il loro appoggio”.

 

Si parla poi della vittoria odierna, elogiando la squadra che ha reso semplice una partita che poteva nascondere parecchie insidie: “Siamo stati bravi e c'è da dire che forse siamo cresciuti di testa. Dopo i primi due anni adesso abbiamo un’altra concezione anche della preparazione dei match. C'è tanto lavoro dietro ogni partita ed i risultati lo dimostrano”.

La "chiacchierata" si chiude con un accenno alla ferita Champions, ancora aperta, dove trova spazio un "mea culpa": “C’è tantissima rabbia per come è arrivata la sconfitta. Il campo l'han visto tutti: nessuno piange o si lamenta però era ingiocabile. Siamo dispiaciuti. Abbiamo fatto fatica, pareggiando immeritatamente a Copenaghen con i miracoli del loro portiere. Se non vinci poi recrimini e a Istanbul il campo è stato quel che è stato, ma la colpa è la nostra. Dovevamo far meglio all’inizio”.