Nella prima giornata della Champions League 2018-2019, una Roma rassegnata al ruolo di vittima sacrificale cede come da pronostico al Real Madrid, uscendo dal Bernabeu con 3 palloni sul groppone dopo essere riuscita, per quasi 90 minuti, a evitare la goleada grazie all'ottima serata di Olsen. Lo svedese, dopo un avvio di campionato con poche luci, si esalta contro l'avversario più prestigioso, salvando la sua porta in più occasioni.

Di Francesco, a sorpresa, lancia tra gli 11 l'esordiente tra i pro Zaniolo: l'esperimento fallisce, il ragazzino perde troppi palloni e non è mai utile in copertura. Un sontuoso De Rossi chiude più volte sulle disattenzioni di Fazio e dell'inguardabile Nzonzi, ma il capitano e il portiere possono poco sulla punizione di Isco che apre le marcature e sull'accelerazione di Bale (male Manolas) da cui scaturisce il raddoppio. Allo scadere, il capolavoro di Mariano che rende pesante, anche nel punteggio, la sconfitta della Roma. Se in difesa Di Francesco può arrabbiarsi per le tante disattenzioni, in attacco le cose non vanno meglio: un nervoso Dzeko riesce a calciare verso la porta solo all'87esimo; Under non capitalizza la sue sgroppate, El Shaarawy è inconcludente e l'impatto di Schick da dimenticare.

Primo tempo Gareth Bale apre le ostilità dopo 3 minuti. Il gallese scatta su un lancio millimetrico di Kroos (a cui Nzonzi lascia troppa libertà), si infila tra i distratti Kolarov e Fazio, controlla e va al tiro in un lampo. Olsen non vede nemmeno il pallone, ma non sente l'esultanza del Bernabeu e capisce che la palla non ha gonfiato la rete. Lo svedese è invece decisivo nella chiusura su Isco, che approfitta di un assist di Modric e della nuova dormita di Fazio per girare a rete da pochi metri. Il centrocampo a 3 della Roma non riesce a fare filtro, Fazio e Manolas sono chiamati agli straordinati per tamponare Benzema e le accelerazioni di Bale. Il Real ci prova anche da lontano, con le conclusioni di Kroos e Marcelo che sorvolano la traversa. I continui cambi di gioco dei blancos allargano la difesa della Roma, Carvajal trova spazio alle spalle di Kolarov, ma il colpo di testa dell'esterno è goffo e fuori misura. Nei primi 20 minuti la Roma è schiacciata nella propria metà campo, riuscendo a uscirne solo per innocue sortite di El Shaarawy e Under. Un ottimo De Rossi si mette in evidenza per una serie di precise chiusure. Dalla mezzora, la Roma comincia a conquistare metri di campo e a guadagnare punizioni nei pressi dell'area del Real. Olsen si scalda su un tiro cross di Marcelo e, sul conseguente angolo, su un colpo di testa di Ramos e, infine, su un rasoterra di Isco. Il portiere alza però bandiera bianca proprio al 45esimo, quando Isco pennella dal limite una punizione che supera la barriera e si indirizza verso il secondo palo

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Secondo tempo La Roma ci crede e sfiora subito il passaggio, con un tiro di Under, purtroppo centrale, che Navas devia in angolo facendo contenti i fotografi. Le ripartenze del Real fanno però sempre paura. Isco lancia Benzema, altruista nel servire Bale, il gallese non tiene fede alla propria classe e ciabatta la conclusione. Bale ci riprova poco dopo, questa volta servito da Marcelo, ma sulla sua strada trova la traversa. Di Francesco toglie Zaniolo, impalpabile, dopo 55 minuti, inserendo Pellegrini. Olsen riprende la serie di parate bloccando una conclusione in scivolata di Modric, ben servito da Isco. Sull'altro versante, Bavas anticipa De Rossi con una spericolata uscita. E' l'ultimo brivido per il Real che al 58esimo raddoppia: Modric lancia in campo aperto Bale, a cui è lasciato troppo spazio da Manolas, il gallese da posizione angolata fulmina Olsen con un tiro potente a incrociare.

La Roma prova a riaprirla con Kolarov, che impegna Navas con un'insidiosa sventola mancina. Ma è sempre il Real a tenere il pallino del gioco. Casemiro e Asensio ci provano da fuori area senza trovare lo specchio, Di Franscesco prova il tutto per tutto inserendo Schick per un deludentissimo Nzonzi. L'impatto dello slovacco è disastroso: palle perse a raffica e, quando Under lo libera al tiro, una conclusione scoordinata da dimenticare. De Rossi e Olsen si mostrano all'altezza del palcoscenico, il portiere nega il terzo gol a Kroos, poi salva sul tiro dalla distanza di Modric. Poi, Olsen compie la parata più difficile, di piede, su un gioco di prestigio di Asensio, guadagnandosi definitivamente la palma del migliore in campo. La Roma cerca la rete della bandiera, Navas la nega all'87esimo su Dzeko. Al 90esimo, invece, Mariano fa esultare il Bernabeu, saltando Manolas e indovinando una conclusione forte e precisa sulla quale Olsen non può nulla

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