Il Perù è stata l'ultima delle 32 Nazionali a iscrivere il proprio nome tra quelle che andranno a caccia della Coppa del Mondo di Russia 2018. La Nazionale sudamericana, infatti, è dovuta passare attraverso lo spareggio contro la Nuova Zelanda per staccare il pass con destinazione Mosca. Un doppio confronto in cui i sudamericani, favoriti, hanno rispettato il pronostico e hanno avuto così la meglio sui neozelandesi. Troppo grande la differenza tecnica tra le due formazioni, perchè se è vero che il Perù non si vedeva ai Mondiali dal 1982, è altrettanto vero che la squadra ha al suo interno giocatori di buon livello.

Su tutti il capitano, Paulo Guerrero, che però rischia di dover tifare per i compagni di squadra dal divano di casa. Il motivo è legato a una squalifica che nel dicembre 2017 gli è stata inflitta per l'uso di un metabolita della cocaina, sostanza naturalmente proibita. L'agenzia mondiale antidoping inizialmente lo aveva squalificato per un anno, la FIFA ha ridotto la pena a 6 mesi, ma l'agenzia ha fatto ricorso al tribunale di Losanna, il TAS, che si dovrà pronunciare in via definitiva. Solo dopo questa decisione il Perù saprà con certezza se potrà schierare Guerrero in campo, per un caso che sicuramente lascerà dietro di sè polemiche e veleni, ma che sicuramente potrà incidere e non poco sulle ambizioni della Nazionale guidata in panchina dall'argentino Ricardo Gareca.

Il CT Gareca, al centro, e i suoi collaboratori, twitter.com

Il nome più importante e noto del Perù, a eccezione di Guerrero, è quello di Jefferson Farfan, 33 anni, un presente al Lokomotiv Mosca, dopo un passato in giro per l'Europa con esperienze anche in Olanda e allo Schalke 04 in Germania. L'attacco sembra essere il reparto con più potenziale di una squadra che per il resto ha pochi giocatori che giocano in Europa e molti che stanno costruendo la loro carriera nei vari campionati del Sudamerica. Il girone non è sicuramente dei più agevoli, ma il Perù può comunque giocarsi qualche possibilità per raggiungere il sogno degli ottavi di finale. La Francia è per forza di cose la grande favorita del gruppo, ma Danimarca e Australia non dovranno sottovalutare il Perù nella corsa al secondo posto che vale la qualificazione.

Nell'ultima amichevole giocata il Perù ha sconfitto per 3-1 l'Islanda e si è schierato in campo con un 4-2-3-1, mentre nel ritorno contro la Nuova Zelanda Gareca aveva scelto un 4-1-4-1. La difesa a quattro sembra quindi il punto di partenza di questa squadra che dal centrocampo in su può scegliere tra diverse soluzioni. Se Guerrero dovesse essere abilitato a poter partecipare al Mondiale da non escludere una soluzione come il 4-4-2 con il capitano e Farfan a fare coppia lì davanti. Per un sogno che 36 anni dopo l'ultima volta il Perù si vuole godere dal primo all'ultimo minuto.