Da stasera, la Confederations Cup 2017 conosce la seconda finalista. La Germania raggiunge l'atto finale e troverà il Cile di Vidal e Sanchez. Leon Goretzka domina nel primo tempo segnando una doppietta, chiude i conti Timo Werner nella ripresa prima di Marco Fabian e Amin Younes

Errante la Germania di Low; arrembante in fase di possesso, asfissiante in fase di contenimento. Il Messico fraseggia, rischia e gioca sul filo di lana, cammina in punta di piedi sui carboni ardenti. Allentano la presa i tedeschi, si acquietano, prima dello tsunami violento ed inaspettato provocato dal destro di Leon Goretzka. Al 6' Henrichs monopolizza la catena di destra ed affonda; sterzata e tocco dietro per la corrente Goretzka che - di prima, dal limite - manda in buca d'angolo il pallone. Nemmeno il tempo di pensare, di riposizionarsi e sviscerare schemi che i tedeschi raddoppiano. Ancora Goretzka. Veleggia sulla trequarti Werner, pennella il filtrante per un movimento antologico del N°8 che controlla e guida il pallone nell'angolo lontano. Duetto degno della Scala, come fossero due colori primari che si uniscono formando il comprimario. Si trovano molto bene. Il Tricolor tenta di uscire dal guscio, prova ad imbastire azioni e situazioni per accorciare subito il gap.

Fonte: @FIFAcom / Twitter

Lavora spalle alla porta Chicharito favorendo l'inserimento costante dei Dos Santos, furetti in grado di sbucare dal nulla. Fascia sinistra presidiata invece da Aquino, scattante come una Ferrari ultimo modello, tascabile come una Smart. Crea problemi sulle fasce, punge anche centralmente schiacciando il terzetto tedesco. Perde colpi sulle ripartenze il Messico; al 19', Werner prende d'infilata la mal posizionata retroguardia e si ritrova faccia a faccia con Ochoa: destro basso che sbatte sul portierone di Guadalajara. Si rintana la Germania, aspetta e contiene, compatta prova ad evitare - senza fortuna - l'esondazione della Tri. Al 32', Giovani scippa palla ad un Draxler distratto, destro strozzato che docile termina out. Ancora i Dos Santos a creare panico: prima l'ex Villareal - da posizione defilata - tenta di sorprendere Leno, poi sul proseguo dell'azione Chicharito trova la testa di Jonathan: tuffo che viene inglobato da Ter Stegen. L'occasione migliore - però - capita al 36' su piede di Chicharito; la punta di diamante del Leverkusen accoglie un passaggio di Giovani, controlla con l'aiuto di Kimmich, ma davanti a Ter Stegen alza troppo il pallone e si divora la possibilità di dimezzare lo svantaggio. Gli ultimi 10' minuti scorrono veloci, il primo tempo tramonta. 

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Lozano rilevo Aquino, Ochoa rischia su Werner; poi ping pong , cascata di azioni ed un paio di occasioni importanti ad inizio seconda frazione. Chicharito orchestra il contropiede centrale, arriva al limite e temporeggia troppo prima di servire Jimenez, il quale vede il suo sinistro terminare docile tra le braccia di Ter Stegen. Risponde la Germania con Werner; al 52' Stindl lo pesca mettendolo davanti ad Ochoa, Moreno lo spinge leggermente riuscendo a disorientarlo al momento della conclusione. Si salva il Messico, ma capitola definitivamente poco dopo. Draxler va in verticale da Hector, disegna una retta perfetta, agisce con il righello; controllo e cioccolatino per Werner che insacca senza problemi. 

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Inizia la girandola di cambia - dentro Fabian e Marquez per Osorio, Low getta nella mischia Can - mentre il Tricolor macina chilomentri ed è voglioso. Un pallottoliere di occasioni il Tri: fendente tambureggiante di Layun respinto da un maiuscolo Ter Stegen, traversa di Lozano che si infila nelle maglie tedesce come se avesse l'uncinetto cucendo un inzuccata che si stampa sulla traversa, e colpo di testa di Marquez da angolo respinto dall'estremo difensore tedesco.  Ci si addentra negli ultimi minuti, e si consumano altre due marcature. Fabian - all'89' - trasforma in oro un passaggio ravvicinato da punizione ed incastona nel sette una perla di rara bellezza. C'è spazio anche per Younes nella festa tedesca. Lavora sul lato corto dell'area di rigore, sinistro incrociato che batte Ochoa per la 4° volta