Notte per cuori forti, notte d'emozioni. Il Napoli sbarca in Spagna, in attesa di calcare, tra qualche ora, il verde nobile del Bernabeu. L'onnipotenza - almeno apparente - dei campioni in carica, l'entusiasmo contagioso degli azzurri di Sarri. Ai punti, non c'è partita, per storia e quattrini. Il calcio è però materia delicata e in Spagna, da più punti, osservano con attenzione l'ingresso azzurro. Non è solo la striscia d'imbattibilità che il Napoli porta in dote. Spaventa, Sarri, per quel suo modo di intendere il gioco, per quel suo principio offensivo che sembra costruito ad arte per minare le fondamenta, non sempre solidissime, del sistema Real. Attesa e ripartenza, ordinata trincea e feroce ribaltamento del campo. Scherza, il tecnico partenopeo, in conferenza, smussare angoli di tensione, togliere pressione a un ambiente che ribolle in vista di un appuntamento storico, questo l'obiettivo. Luci della ribalta su Zidane e il Madrid, per Napoli è serata di festa, il ritorno al tavolo dei grandi, con merito. Divertirsi, divertendo. Con la massima attenzione, con la maniacale cura del dettaglio che contraddistingue l'operato sarriano. Passa da qui la possibile impresa in terra spagnola. 

Real Madrid

Evapora la suggestione Bale, il gallese si allena, ma non è il momento di riprendere posto nella scacchiera madrilena. Cresce la condizione, ottimismo in ottica ritorno, al momento è Lucas Vazquez il prescelto di Zidane. Si colloca a destra, nel tridente bianco che trova il suo punto più alto sul lato opposto, dove alberga Cristiano Ronaldo. Brividi nei giorni scorsi, riposo precauzionale, CR7 è della partita, non può essere altrimenti. 

Il Madrid si presenta all'appuntamento non al meglio fisicamente, ma con certezze importanti. Modric dirige le operazioni in mediana, Kroos è il prezioso collante, l'elemento di riferimento, il punto d'appoggio. In un comparto di eccelsa qualità, non manca la figura d'equilibrio. Zidane non rinuncia a Casemiro, polmoni e sacrificio per permettere parziale riposo ai tenori di Spagna. Il brasiliano protegge la linea a quattro di difesa, con Marcelo e Carvajal - più il primo del secondo - a divorare la corsia esterna. Ramos e Varane compongono la cerniera davanti a Navas. 

Napoli 

Sarri opta per lo schieramento più intelligente. Difficile gestire le operazioni al Bernabeu, spazio quindi a un undici rapido, in grado di sfruttare eventuali debolezze di casa. Tre giocatori d'attacco, veloci, tecnici, intercambiabili. Pavoletti va in panchina, 9 utile a partita in corso, Mertens parte centralmente, tra i colossi di Zidane. Al largo Callejon e Insigne, sacrificio e corsa. 

In mediana, rinuncia ad Allan e Jorginho, Diawara per dare maggior peso fisico al reparto. Prova di maturità per il giovane innesto estivo. Lui e Zielinski, con capitan Hamsik, scontro frontale con il Madrid. 

Modulo speculare, duelli individuali quindi a decidere la partita. Importante l'apporto dei due laterali bassi. Ghoulam e Hysaj hanno un compito difficile, contenere gli avanti del Real e proporsi in fase offensiva, per dare uno scarico ai compagni. Albiol e Koulibaly - diffidato - al centro della difesa, Reina difende naturalmente i pali.