GALLES - GEORGIA 1-1

10' Bale, 56' Okriashvili

Galles (5-3-2) - Hennessey; Gunter, Chester, Williams, Davies, Taylor (70' Cotterill); Edwards, Ledley (73' Huws), King (61' Robson-Kanu); Vokes, Bale. All. Coleman

Georgia (4-2-3-1) - Loria; Kakabadze, Kverkvelia, Kashia, Navalovskiy; Daushvili, Hviliia; Okriashvili (90+1' Jighauri), Qazaishvili, Ananidze (90+3' Katcharava); Mchedlidze (75' Dvalishvili). All. Weiss

La bestia nera Georgia ferma ancora una volta il Galles: stavolta è un pareggio per 1-1, non una vittoria come nei tre precedenti, ma a sorridere maggiormente sono di certo gli ospiti.

I britannici si presentano con il centrocampo rimaneggiato: pesano le assenze sia di Allen che di Ramsey, dentro Edwards e King insieme a Ledley. Weiss conferma invece gli stessi undici che hanno ben figurato in Irlanda.

Le avvisaglie gallesi vengono presto captate dalla difesa georgiana, la quale capitola su corner, quando Bale impatta di testa la pennellata di Ledley, imprimendo potenza e portando in vantaggio i suoi. Il fuoriclasse madridista è incontenibile e, tanto per cambiare, rappresenta il pericolo pubblico numero uno. La partita però scorre, gli ospiti prendono fiducia mentre i padroni di casa calano leggermente con il proprio asso, prima di tornare prorompenti nel finale di primo tempo, nel quale comunque non succede nulla di notevole.

Galles che nel secondo tempo rientra in campo con un piglio diverso, controlla senza offendere, così al 56' una distrazione difensiva regala la possibilità ad Okriashvili di incornare tutto solo in diagonale sul secondo palo, realizzando l'1-1. Reagiscono finalmente i ragazzi di Coleman, tornando a premere con Bale, ma la Georgia riparte molto bene e Mchedlidze, che calcia fuori a tu-per-tu con Hennessey, si mangia il potenziale vantaggio. Altri brividi all'80', è Qazaishvili che con un destro dal limite colpisce in pieno la traversa, dopo che Hviliia aveva solo sfiorato il palo dai 20 metri. Il Galles ci prova con Bale da piazzato, alto, e una girata di Robson-Kanu, centrale. Nel finale qualche spunto confuso, ma poco altro.

L'1-1 finale accontenta solo e soltanto gli ospiti, bravi a reagire giocando un eccellente secondo tempo e raccogliendo un punto meritato. Recriminano per le assenze i padroni di casa, ma la prestazione non è stata all'altezza della loro fama.

Okriashvili e Ledley. | Fonte immagine: Twitter @EuroQualifiers

ISRAELE - LIECHTENSTEIN 2-1

3' e 16' Hemed, 49' Goppel

Israele (4-2-3-1) - Goresh; Dasa, Tzedek, Gershon, Ben Harush; Cohen, Golasa; Ben Haim (81' Dabbur), Zahavi, Buzaglo (63' Atzily); Hemed (75' Kehat). All. Levy

Liechtenstein (3-4-1-2) - Jehle; Rechsteiner, Kaufmann, Goppel; Marcel Buchel (88' Salanovic), Martin Buchel, Wieser, Burgmeier (81' Kuhne); Hasler; Christen, Gubser (75' Frick). All. Pauritsch

Israele si complica la vita, ma alla fine riesce a portare a casa un importante 2-1 a Gerusalemme contro il Liechtenstein, proponendosi come terza forza del girone G alle spalle di Italia e Spagna.

Manca lo squalificato Tibi per i padroni di casa, mentre Biton si accomoda in panchina. Piuttosto spregiudicati gli ospiti in quanto a disposizione, meno dal punto di vista dell'atteggiamento: il 3-4-1-2 somiglia molto a un 5-4-1.

La resistenza ospite dura in realtà solamente 3': Hemed viene pescato tutto solo a centro area su un corner di Zahavi e incorna agevolmente l'1-0. Il raddoppio è solo questione di tempo, sempre firmato dall'attaccante del Brighton, sempre di testa, ma stavolta su azione, sfruttando il cross di Ben Haim. Lo stesso esterno poco dopo si mette in proprio e impatta sul palo, ma è solo uno degli innumerevoli pericoli che corre Jehle in un primo tempo decisamente impegnativo, causa un piazzamento difensivo assai rivedibile.

Ripresa che non porta apparentemente novità, tanto che ancora Hemed di testa va vicino al gol, cogliendo però il legno alla sua destra. Arriva al 49', abbastanza a sorpresa, la risposta del Liechtenstein: è Goppel a staccarsi dalla difesa, seguendo il contropiede e chiudendo con un bel mancino dal limite che termina in rete. La partita perde decisamente di interesse, succede molto poco e le occasioni iniziano a scemare. Generosi gli ospiti nell'attaccare con coraggio e grinta, ma con poca organizzazione.

Finisce 2-1 per Israele: tre punti importanti e necessari, ma rimane più di qualche rimpianto per aver sciupato il secondo tempo. Prestazione più convincente per la squadra di Pauritsch, in crescita dopo una prima frazione passata a subire.

Tomer Hemed realizza il raddoppio | Fonte immagine: Twitter @EuroQualifiers

UCRAINA - KOSOVO 3-0

30' Kravets, 81' Yarmolenko, 86' Rotan

Ucraina (4-1-4-1) - Pyatov; Butko, Ordets, Kucher, Sobol; Stepanenko; Yarmolenko, Kovalenko, Zinchenko (63' Rotan), Konoplyanka (79' Karavaev); Kravets (84' Zozulya). All. Shevchenko

Kosovo (4-2-3-1) - Ujkani; Perdedaj (77' V. Sulejmani), Rahmani, Pnishi, Paqarada; Kryeziu, Meha (54' B. Berisha); Rashica (66' Zeneli), Shala, V. Berisha; Muriqi. All. Bunjaki

L'Ucraindi Shevchenko ingrana e centra i tre punti nel match contro il Kosovo: il dominio tecnico ha la meglio sul coraggio dei balcanici, come testimonia il 3-0 finale.

L'ex attaccante del Milan opta nuovamente per la fantasia e il talento al potere, con i quattro trequartisti alle spalle di Kravets, sfruttando l'elevato tasso tecnico a propria disposizione, contrariamente agli ospiti, in campo con un 4-2-3-1 con il solo Muriqi in avanti.

Il clima a Cracovia, campo neutro scelto per ragioni politiche, è piuttosto surreale. Sono comunque i ragazzi dell'usignolo di Kiev i più pericolosi, creando anche un paio di buone occasioni mal capitalizzate negli ultimi metri. Il Kosovo prende coraggio col passare dei minuti, ma è sfortunato e alla mezz'ora subisce lo svantaggio causa un tiro di Kravets da fuori area, deviato da Rahmani, la cui traiettoria a campanile diventa incontrollabile e beffa Ujkani.

Gli ospiti (solo fiscalmente) non smettono di credere al pareggio, tanto che all'ora di gioco ci vanno vicini in un paio di circostanze, peraltro dopo un paio di rigori piuttosto netti negati all'Ucraina. Regna comunque un buon equilibrio in campo, nonostante la differenza dal punto di vista tecnico: è sempre Kravets il giocatore più pericoloso, buono un suo destro da fuori che sfiora l'incrocio dei pali. Legni che invece fermano il Kosovo a un quarto d'ora dal termine, mentre Rotan si vede annullare per fuorigioco. La partita la chiude così Yarmolenko, lesto nel controllo e tiro in piena area all'81'. Rincara la dose poco dopo ancora Rotan, stavolta il suo tiro da fuori è regolare: nessuno ostacola la visuale Ujkani.

Sheva conquista così la sua prima vittoria in queste qualificazioni, dopo due pareggi. I primi risultati iniziano a vedersi. Seconda sconfitta consecutiva invece per i ragazzi di Bunjaki dopo il pareggio con la Finlandia.