Le petit diable, Antoine Griezmann, gonfia la rete per ben due volte nella serata del Vélodrome e regala alla nazionale francese la possibilità di disputare la finale dell'Europeo contro il Portogallo. Francia cinica, spietata, che ha punito una Germania ristagnante nel proprio possesso e limitata dalle diverse assenze nelle varie zone di campo. Percorso quasi netto per gli organizzatori del torneo, impeccabili davvero quando ospitano manifestazioni per nazionali (Euro 1984, Coppa del Mondo 1998): unico pareggio, indolore per altro, nella terza ed ultima giornata del gruppo A contro la Svizzera.

Il cammino intrapreso da Les Blues verso la finale di Saint-Denis è stato nettamente altalenante. Didier Deschamps ha probabilmente trovato la giusta alchimia negli ultimi due incontri con un centrocampo dinamico, Paul Pogba a dettare i ritmi davanti alla difesa e Griezmann al centro del gioco. L'esclusione di Kanté e l'inserimento di Samuel Umtiti dietro, nei quarti e nella semifinale, sono la prova dell'evoluzione del pensiero Deschampsiano durante la competizione. Non impeccabile nelle scelte il ct francese, ma le correzioni apportate nel momento giusto hanno giovato enormemente alla squadra. Come è cambiata la Francia dal debutto con la Romania alla semifinale contro i tedeschi? Proviamo a rispondere partendo proprio dal principio e dalle sfide nel gruppo A.

Francia-Romania

Francia v Romania 2-1

I galletti scendono in campo con la formazione tipo, utilizzata constantemente nelle amichevoli pre-europeo: 4-3-3 classico, scelto Adil Rami centralmente nella linea a quattro al fianco di Koscielny e N'Golo Kanté vertice basso del triangolo di metà campo con Pogba e Matuidi intermedi. Tridente con Giroud punta centrale, Griezmann a destra e Payet a sinistra. Qualità indubbie, meccanismi non compatibili e problemi strutturali hanno però ostacolato la scalata francese, soprattutto contro squadre organizzate ed ordinate difensivamente.

(4-3-3) Lloris; Sagna, Rami, Koscielny, Evra; Pogba, Kanté, Matuidi; Griezmann, Giroud, Payet.

La Francia, sotto la gestione Deschamps, ha sempre fatto partire il gioco dalla propria difesa attraverso la cosiddetta "Salida Lavolpiana". Il centrocampista difensivo (Kanté, in questo caso) si abbassa tra i due centrali per iniziare l'azione, ma qui peccano Rami e Koscielny non regalando ampiezza alla manovra. Misure sballate che rendono decisamente meno complicato il pressing localizzato degli attaccanti rumeni. Un altro problema è la distanza dal centrocampo: Matuidi e Pogba in linea con Evra, rendono difficoltoso l'inizio dell'azione tanto che Sagna deve tornare indietro a prender palla.


Lo scarso movimento, o meglio l'errato movimento dei calciatori francesi rende difficoltosa una costruzione fluida dell'azione. In questo frammento, Payet si abbassa addirittura sulla linea di metà campo per ricevere il pallone ma la distanza abnorme dal double attaquant lì davanti, colmata sistematicamente da maglie gialle, consente soltanto sterili passaggi orizzontali.

Il baricentro e il blocco posizionato in zona medio-bassa dalla Romania ha complicato anche i compiti delle mezzali, costretti ad allargarsi sulle corsie esterne per sfuggire alle marcature e all'ostruzione centrale degli avversari ma giocare il pallone sulla linea di fondo è tutt'altro che facile (passes completed 432/541, 80%).

Francia-Albania

Francia v Albania 2-0

Nella seconda sfida contro l'Albania, Didier Deschamps cambia disposizione in campo virando su un 4-2-3-1 con le esclusioni eccellenti dei criticatissimi Paul Pogba e Antoine Griezmann per due funamboli come Kingsley Coman e Anthony Martial. Concetto scolastisco, quasi da bar, quello del tecnico di Bayonne: "più attaccanti nella mischia, più pericolosità, più chances per segnare". Fosse così si giocherebbe con un parco attaccanti notevolemente superiore, ma chi produrrebbe il gioco, chi farebbe filtro e le preziosissime intercettazioni, i tackles e quant'altro? Già, i centrocampisti.

Contro De Biasi e i suoi, il duo a metà campo è formato da Blaise Matuidi e N'Golo Kantè. Nessuno dei due con visione periferica e qualità tecnica per collegare gli spazi tra i reparti con semplici passaggi. Il primo, fantastico nell'inserimento, perfetto da mezzala sinistra in un centrocampo a tre; il secondo, anche adatto nel ruolo di interdizione in una cerniera a due ma non chiedetegli di impostare.

(4-2-3-1) Lloris; Sagna, Rami, Koscielny, Evra; Kanté, Matuidi; Coman, Payet, Martial; Giroud.

1. Primo problema sorto con un 4-2-3-1 "improvvisato" è l'isolamento offensivo degli esterni d'attacco. In questa istantanea, Payet si abbassa per dialogare e fornire opzioni di passaggio, serve sulla sinistra Martial che si ritrova solo contro la difesa albanese. Il calciatore in forza al Manchester United verrà infine chiuso nella morsa e Ajeti gli sfilerà via il pallone.

2. Anche nel secondo caso, Coman è in possesso del pallone ma la ricezione spalle alla porta lo limita ed è costretto a rinculare, appoggiando la sfera a Sagna. Le distanze notevoli che si creano tra i giocatori d'attacco con la correlata copertura dei calciatori albanesi rendono praticamente impossibile qualsiasi dialogo.

Quarantacinque minuti di vuoto totale per la Francia e nella seconda frazione Deschamps inserisce Pogba per Martial. La squadra si evolve nel consueto 4-3-3, i due terzini, Sagna ed Evra, sono ora delegati a spingere e alzare stabilmente la loro posizione. Si crea maggiore pericolosità con l'inserimento alle spalle dei due, cercati ripetutamente con dei filtranti. L'ingresso di Antoine Griezmann è il preludio della rete del vantaggio che arriva al minuto 89, l'attitudine de le petit diable ad attaccare centralmente alle spalle del difensore lo porta ad impattare di testa un cross perfetto di Rami, salito per l'assedio finale.

Probabilmente la lezione è servita al ct, lasciare fuori calciatori come Pogba e Griezmann è assoluta follia e i fatti recenti lo hanno ampiamente dimostrato.

Svizzera-Francia

Svizzera v Francia 0-0

Nell'ultima sfida del gruppo A, la Francia, già qualificata, affronta la Svizzera. Deschamps per l'occasione effettua qualche cambio tra centrocampo e attacco: Gignac per Giroud, Coman per Payet, Cabaye e Sissoko al posto di Kanté e Matuidi. Difficile prendere in esame un match del genere, nel quale un punto mette d'accordo tutti.

(4-3-3) Lloris; Sagna, Rami, Koscielny, Evra; Sissoko, Cabaye, Pogba; Griezmann, Gignac, Coman.

L'inizio è piuttosto selvaggio e caotico, i galletti cominciano la sfida dello Stade Pierre-Mauroy con una strategia tesa alla pressione alta, aggressiva. Entrambi i difensori centrali elvetici sono marcati stretti dal pressing di Gignac e di due centrocampisti, Pogba e Sissoko, che formano di fatto un blocco centralmente. Gli altri interpreti della mediana, sono delegati nell'intercettazione di eventuali passaggi verso i terzini avanzati o nella zona centrale. In avanti Deschamps lascia, il più delle volte, l'ala sinistra libera di svariare e alla quale non sono richiesti compiti di marcatura e uscita sui difensori avversari. Coman ha temporeggiato a lungo vicino l'unica punta Gignac per sfruttare eventuali palloni catturati dal centrocampista vicino. I padroni di casa hanno ricorso ad azioni rapide innescate, quando a buon fine, da lanci lunghi o passaggi verticali: in questo senso, sono da registrare i molteplici tentativi nel tiro (immagine seguente).

Fonte: Squawka.com

Andre-Pierre Gignac ha spesso svariato sul fronte mancino dell'attacco con l'intento di dialogare nello stretto con uno dei compagni. Nonostante un Kingsley Coman davvero poco nel vivo del gioco, grande impatto sulla partita l'hanno avuto Pogba e Sissoko, eccezionali nell'occupare la porzione davanti la linea a quattro svizzera. I blues hanno provato a sfruttare anche gli esterni, sia d'attacco sia di difesa, e servire dalla fasce la mezzala che si inseriva in velocità, penetrando in tal modo la difesa avversaria. In poche occasioni i francesi sono riusciti ad attuare idee di calcio rasoterra, poichè la fatica nel muover palla e le marcature svizzere impedivano ogni sorta di manovra in middle-zone. Ecco perchè, nella maggior parte dei casi, les garçons di Deschamps si sono affidati alle qualità individuali per produrre occasioni.

Ecco come riesce a "creare" la Francia. Sfruttando la cosiddetta superiorità qualitativa, i calciatori transalpini fanno prevalere le loro doti tecniche nei confronti degli avversari. Nell'estratto, lavoro straordinario di Paul Pogba che combatte e resiste alle cariche di tre-quattro avversari, serve sulla corsa Griezmann che a sua volta cerca il dialogo stretto con Gignac: risultato, Grizou davanti alla porta.

Francia-Irlanda

Francia v Irlanda 2-1

Negli ottavi contro l'Irlanda si torna alle origini. Deschamps inserisce Kanté dal 1' nel centrocampo a tre con Pogba e Matuidi. Rami confermato in difesa, Payet rientra nel tridente con Griezmann e Giroud.

(4-3-3) Lloris; Sagna, Rami, Koscielny, Evra; Pogba, Kanté, Matuidi; Griezmann, Giroud, Payet.

La formazione allenata da Coleman ha incentrato gran parte del sistema difensivo sulla posizione orientata dei calciatori francesi. Come marcatura a uomo, ciò tende a creare grandi spazi a centrocampo. All'inizio la Francia ha cercato di sfruttare questa zona con Dimitri Payet ma così facendo il funambolo del West Ham era risucchiato in basso e nullificava la sua pericolosità; lo stesso Pogba era chiuso in una posizione relativamente bassa. Con il passare del tempo, il movimento e l'occupazione rapida di diversi ruoli hanno garantito alla nazionale francese di manipolare la retroguardia dell'Irlanda. Importanti in tal senso Payet e Griezmann, spesso "entrati" dentro il campo tra centrocampo e attacco ma la povertà di idee e la mancanza di lucidità nell'ultimo passaggio (il decision making, per intenderci) hanno ostacolato la finalizzazione.

La Francia ha cominciato a guadagnare metri e controllo sul match nei minuti finali del primo tempo. Pogba ha spesso ricevuto la sfera orientato verso la porta, ha utilizzato la propria forza fisica e l'abilità nello stretto per vincere gli 1 contro 1. Nella ripresa, la svolta. Svolta vera e propria che segna probabilmente un passo decisivo verso la finale di Saint-Denis. Deschamps effettua un cambio: fuori N'Golo Kanté, dentro Kinglsey Coman. Si passa ad un 4-2-3-1, Matuidi e Pogba in mediana, Coman a destra con compiti di copertura, Payet a sinistra ma soprattutto Antoine Griezmann in posizione centrale, alle spalle di Giroud.

L'azione del primo goal che porterà alla rimonta francese. Griezmann occupa il varco tra i due reparti irlandesi, creando quella sorta di collegamento, collante tra il centrocampo e l'attacco. Coman serve il numero 7, apertura per la sovrapposizione esterna di Sagna, cross perfetto per la testa de le petit diable che sfrutta brillantemente l'ombra del taglio di Giroud.

I tentativi di Griezmann: sempre pericoloso dal momento in cui è stato schierato centralmente da Deschamps. Lo spostamento dell'attaccante dell'Atletico Madrid si è rivelato efficace, coprendo lo spazio vuoto tra i reparti avversari.

Francia-Islanda

Francia v Islanda 5-2

Nei quarti di finale c'è la sorprendente Islanda, killer dell'Inghilterra e designata, con la solita stucchevole retorica, erede della favola Leicester. Niente di tutto ciò. I giocatori islandesi sono annientati dalla pressione francese, nazionale che ha finalmente trovato la quadra e lo dimostra in questo match già nelle scelte di formazione.

Deschamps deve rinunciare agli squalificati Adil Rami e N'Golo Kanté, al loro posto ci sono rispettivamente Samuel Umtiti e Moussa Sissoko. Il 4-2-3-1 "mascherato" dei transalpini è ordinato, bilanciato ed efficace in avanti con la gamba e le folate dell'innesto del centrocampista in forza al Newcastle sulla destra del campo. Anche l'inserimento di Umtiti, fresco di trasferimento in blaugrana, agevola il giro palla in difesa con appoggi semplici e rapidi (passaggi completati 77/77, 100%).

(4-2-3-1) Lloris; Sagna, Koscielny, Umtiti, Evra; Pogba, Matuidi; Sissoko, Griezmann, Payet; Giroud.

Sfruttando tutte le incertezze e le preoccupazioni della difesa islandese, la Francia ha subito dimostrato e applicato grande fluidità nelle posizioni, libertà nello svariare intorno all'area di rigore durante tutta la partita per Payet e Griezmann. Tutto ciò deriva dall'errata interpretazione organizzativa degli avversari che provano a mantenere alta la linea di difesa senza intervenire nella pressione. O meglio, la pressione viene anche messa in atto, ma non omogeneamente e in blocco. In questo modo, si creano spazi tra le linee e dietro il giocatore uscito nel pressing: les blues sono puntuali nel comprendere i problemi e si stabiliscono in quelle zone, giostrando il pallone a proprio piacimento e con enormi chances create.

Il primo goal palesa le difficoltà dell'Islanda, lunga tra i reparti, inutilmente alta con la difesa, senza abbozzare un pressing corale. La Francia coglie al volo l'opportunità per portarsi in vantaggio e Matuidi serve con estrema facilità Giroud, scattato dietro le spalle del difensore, che resiste alle cariche e segna.

La quarta rete francese dimostra tutta la serata negativa dell'Islanda, tagliata come il burro da un passaggio filtrante di Pogba. Non c'è intercettazione e copertura dei centrocampisti di Lagerback, la sfera arriva a Giroud che con un semplice velo manda fuori giri il difensore uscito dalla linea a quattro altissima, Griezmann gli sfugge alle spalle e corre verso la porta segnando.

Insomma sfida estremamente facile in proiezione offensiva per i francesi, anche se sono stati mostrati ottimi spunti con l'inserimento di Sissoko e le posizioni libere in avanti. Qualche incertezza in difesa e sulle palle tese in mezzo, ma anche qui, difficile rimanere concentrati in vantaggio di quattro reti e con altrettante in procinto di entrarci. Ottimo allenamento in vista della semifinale.

Germania-Francia

Germania v Francia 0-2

La semifinale del Vélodrome è contro la Germania di Joachim Low, campione del mondo in carica. Nella super sfida, il commissario tecnico francese Didier Deschamps non cambia una virgola all'assetto che ha liquidato l'Islanda. 4-2-3-1 sempre con Sissoko "false winger" e Griezmann dietro l'unico centravanti Giroud. Panchinati per scelta tecnica, dunque, sia Rami sia Kanté.

(4-2-3-1) Lloris; Sagna, Koscielny, Umtiti, Evra; Pogba, Matuidi; Sissoko, Griezmann, Payet; Giroud.

La Francia deve finalmente fronteggiare un avversario di grande prestigio, reduce dalla storica vittoria sull'Italia, ma che accusa qualche disagio in diverse zone di campo, complici le assenze importanti di Hummels, Khedira e Gomez. Howedes prende un posto tra i centrali, Kimmich a destra ed Emre Can è inserito in mediana con Kroos e Schweinsteiger. I tedeschi si posizionano in fase di non possesso con un 4-1-4-1 con Schweini equilibratore e Draxler-Ozil sulle fasce; in fase di possesso, invece, la squadra assume la fisionomia di un 4-2-3-1 con Emre Can che si alza sulla linea dei trequartisti (premiata duttilità e proprensione all'inserimento) e Kroos leggermente più basso. In lungo e in largo la Germania ha amministrato la sfera (68% circa), ma i guizzi sono stati ben pochi. La Francia ha sofferto nei minuti iniziali dell'incontro, rintanata dietro, e ha iniziato a creare problemi agli avversari sul finale di tempo sul settore mancino del campo.

I blues, in fase di non possesso, si schierano con un 4-4-1-1. Payet e Sissoko si allineano con i due centrocampisti raddoppiando sulle combinazioni esterne tedesche mentre Griezmann ruota intorno a Giroud.

Nota importante: la marcatura asfissiante di Joshua Kimmich su Dimitri Payet. In questo frammento, l'ex Marsiglia si abbassa fino alla linea di metà campo a causa del pressing del giovane del Bayern, che tenta di limitarlo non consentendogli di girarsi. Così facendo, ovvero uscendo sempre dalla propria zona di competenza, si crea un varco per il laterale (Evra) che può sfruttare le doti non propriamente difensive di Ozil ed volare verso l'area.

Ecco altri due esempi di come Evra attacca lo spazio lasciato da Kimmich, in marcatura su Griezmann prima e Payet poi.

Griezmann's on fire

6 reti, 2 assist, 1.8 key passes, passaggi completati 82.3%. 435' giocati. Antoine Griezmann ha svoltato la Francia. Deschamps l'ha collocato nel ruolo più congeniale alle sue caratteristiche, ruotando attorno alla prima punta e giocando proprio l'ombra di Giroud per non essere limitato ma esprimere la propria totalità. Contro la Germania, in particolare, partita mostruosa del calciatore dell'Atleti. Oltre le due reti messe a segno, il numero 7 ha spaziato ovunque dando sempre opzioni ai compagni.

Heatmap, passaggi completati e passaggi ricevuti (più di tutti, 35) dimostrano la centralità nel gioco francese del talento di Mâcon. Sotto una delle tipiche azioni con Griezmann che riceve centralmente, cerca lo scambio con il centravanti che lavora da boa e prova il tiro verso la porta.

Insomma, les blues hanno cambiato pelle. Al momento giusto. L'ultimo scoglio per coronare il sogno è rappresentato dalla sorpresa Portogallo. A Saint-Denis è tutto pronto per il gran finale, ancora una una sfida faccia a faccia tra Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann. Dopo la finale di Champions League a Milano, i due si incontreranno anche nell'ultimo atto dell'Europeo: in quella circostanza ebbe la meglio CR7, questa volta chissà, con un petit diable così in forma crederci è doveroso.