Sotto la pioggia di Parigi, le stelle della Croazia si prendono i primi tre punti del difficilissimo girone D. Modric decide la gara grazie ad una magia delle sue, mentre dall'altra parte, steccano i talenti turchi. Per i croati si tratta della rivincita dopo l'eliminazione proprio per mano della Turchia, nell'europeo del 2008, quando proprio Modric, oggi protagonista, sbagliò un rigore nella decisiva serie finale. 

Il saluto finale. Fonte foto: it.uefa.com

TURCHIA, voto: 5

Volkan, voto: 6. - Compie dei buoni interventi nell'arco dei 90', diventando decisivo nel finale quando ferma più volte gli attacchi croati provenienti da Perisic & co. Molto presente nella manovra difensiva dei suoi, è leggermente impreciso nel rilancio che va sempre a cercare Cenk Tosun. Sul gol di Mordic parte con una frazione di ritardo facendosi beffare sul rimbalzo diabolico della sfera, comunque di difficile lettura per qualisasi portiere.

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Gökhan Gönül, voto: 5. - Nel primo tempo la Turchia spinge solo dalla sua parte. Il turco trova dei varchi invitanti per scambiare con i trequartisti e mettere palloni nel mezzo ma spesso non è preciso. Di contro è costretto a lascare praterie alle sue spalle: Manzdukic si sposta spesso dalla sua parte per trovare la palla e scambiare con un Perisic indiavolato che lo mette in difficioltà per tutti i 90 minuti. 

Mehmet Topal, voto: 6. - Ha il difficile compito di mantenere al suo posto un gigante come Mandzukic. Ci riesce nel primo tempo grazie ai movimenti del croato, lontano dall'area di rigore turca. Nella ripresa fa più fatica, soprattutto sui palloni aerei e nel contenere gli inserimenti dei centrocampisti. Resta comunque uno tra i migliori della terza linea.

Hakan Balta, voto: 6. - Si fa anticipare per gran parte del primo tempo dai movimenti a pendolo di Mandzukic e soci. Recupera bene nalla ripresa dove è sempre reattivo e ben concentrato, soprattutto sui palloni in verticale che Modric e Rakitic continuano a dispensare per i compagni d'attacco. Nel finale si crea anche una grande chance che Corluka cancella con un prodigioso intervento in scivolata. Sufficiente.

Caner Erkin, voto: 5,5. - Molti interisti lo attendevano al varco, invece l'acquisto nerazzurro ha disputato un match grigio. Completamente bloccato, nei primi 45' si fa aggredire dalle discese del vecchio Srna dominatore in collaborazione con Brozovic della corsia. Nella ripresa prova a salire proponendosi in attacco; l'unico squillo arriva all'80' con un calcio di punizione che non fa male a Subasic.

Oğuzhan, voto: 6. - E' l'anello debole del centrocampo di Terim, eppure si dimostra volenteroso nella riconquista del pallone, attento e disciplinato in fase di possesso. Manca nella qualità dei tocchi, ma Terim era già al corrente della sua scarsa attitudine a giocate di fino. 

Ozan Tufan, voto: 6,5. - Il migliore di tutta la Turchia! Presente in ogni zona del campo riesce ad abbinare qualità ad atletismo risultado anche l'uomo più pericoloso della sua Nazionale. Subasic compie l'intervento del pomeriggio proprio sul suo colpo di testa dal centro dell'area di rigore. 
Anche nella seconda parte, seppur a ritmi più bassi, prosegue la sua azione a tutto campo che alla fine però, non porterà la Turchia al pareggio. Comunque incoraggiante. 

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Selcuk Inan, voto: 5,5. - Il capitano del Galatasaray non incide come è solito fare. Raccordo ideale tra il reparto di centrocampo e l'attacco, Inan non riesce a lavorare il pallone con la solita delicatezza. Disturbato anche dai continui rientri di Mandzukic e dal pressing alto applicato soprattutto da Rakitic, il numero 8 esce fuori dalla partita senza più riuscire nell'intento di rientrarvi.

Hakan Çalhanoğlu, voto: 4,5. - Probabilmente il peggiore in campo. Tutti si attendevano una grande partita da lui, ed invece è mancato in modo clamoroso. Tagliato fuori dalle trame d'attacco della Turchia, il trequartista del Leverkusen non è mai riuscito nell'intento di creare superiorità numerica. Mai al tiro, il gioiello dell'attacco turco non si è reso pericoloso nemmeno su palloni inattivi come spesso capita vedere. Delusione. 

Arda Turan, voto: 5. - Scattato con voglia, coraggio e determinazione, il numero 7 del Barcellona ha mancato anch'esso l'appuntamento con la storia. Dopo qualche giocata delle sue, El Cabezon non ha inciso sul match, costretto spesso e volentieri al sacrificio in fase di ripiegamento. Anche Terim apprese le difficoltà del capitano turco ha deciso di richiamarlo in panchina quando mancava oltre mezz'ora dalle fine. 

Cenk Tosun, voto: 5. - Falloso. Il suo match può essere riassunto in un solo termine. Sempre a contatto con i difensori della Croazia, il sostituto di Yilmaz si rivela spigoloso ed ingombrante. Per informazioni chiedere al povero Corluka che ne è uscito distrutto dal punto di vista fisico. 

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Yilmaz, voto: 6. - Entra per dare verve all'attacco ma finisce per ripetere la prestazione del suo compagno di Nazionale. Ha il merito di muoversi di più, cercando di trovare qualche compagno con cui dialogare, ma per la Turchia è tutto inutile contro la difesa di ferro dei croati. 

Emre Mor, voto: 6. - Il ragazzino entra a venti minuti dalla fine con l'intento di dare un tocco di genialità. In parte ci riesce, ma è il solo predicatore di football tra la Nazioanale delle stelle crescenti. Da prendere in considerazione anche per una maglia da titolare. 

Fatih Terim, voto: 5,5. - Il Santone del calcio turco non riesce a tramutare in realtà le ambizioni della vigilia. La sua squadra è troppo lenta nella circolazione di palla e i talenti come Arda Turan e Calhanoglu vengono ingabbiati da un modulo forse poco adatto alle loro caratteristiche. Da rivedere.

CROAZIA, voto: 6,5. 

Subasic, voto: 6,5. - Il portierone del Monaco viene chiamato in causa poco, ma risponde sempre alla grande. Nel primo tempo disinnesca sulla linea di porta il colpo di testa forte e preciso di Ozan che poteva cambiare volto al match. Nella ripresa è poco impegnato, e anche nel finale non deve mai sporcarsi i guantoni. Relax controllato.

Srna, voto: 6,5. - Il Capitano non finisce mai di stupirci. A 33 anni suonati, il record man di presenza con la maglia a scacchi domina ancora in lungo e in lagro sulla propria fascia di competenza. Cavalcate su cavalcate nel primo tempo; occasioni nel secondo. Prima il suo calcio di punizione si infrange sulla traversa, poi qualche minuto più tardi, svirgola la conclusione con il mancino perdonando i turchi. 

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Ćorluka, voto: 7. - STOICO. Tosun lo picchia come un pugile, ma lui resta in piedi nonostante una vistosa fasciatura causata da un brutto taglio sulla testa. Non solo, è anche il migliore della difesa croata: sempre attento agli inserimenti, prezioso negli anticipi, decisivo a tempo scaduto quando con un millimetrico intervento in scivolata salva i suoi dal tiro di Balta che già gustava la gioia del pari.

Vida, voto: 6. - Fa valere il fisico imponente dominando su tutti i palloni aerei. Grande, grosso ma anche agile nei movimenti, Vida si rivela una piacevole sorpresa per il ct Cacic che temeva proprio la resistenza della difesa. Anche lui qualche sbavatura l'ha commessa, però non si è mai fatto trovare impreparato sulle offensive croate. 

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Strinić; voto: 6. - E' il più indeciso della linea difensiva. Lo si vede da come gestisce i palloni, da come contrasta e dalla propensione ad attaccare. Il terzino del Napoli resta lì, fermo in posizione di riparo ad attendere che i turchi invadano il proprio territorio.Per fortuna della Croazia ciò accade raramente garantendo anche a lui la piena sufficienza. 

Badelj, voto:  6. - Sufficienza anche per Badelj. Il centrocampista della Fiorentina viene lanciato a sorpresa da Cacic che lo schiera come equilibratore davanti alla difesa. Svolge al meglio il lavoro sporco, facendosi trovare spesso e volentieri nel posto giusto al momento giusto. In una squadra così votata all'attacco, uno come lui sembra necessario.

Modrić, voto: 7,5. - Il milgiore in campo! Ricama, inventa, segna e trascina. Fa tutto quello che un Campione come lui dovrebbe fare in situazioni del genere. Il gol è una perla nella tempesta del Parco dei Principi; una gemma che gli regala la rivincita su quel rigore fallito nei quarti di finale del 2008. Magic Luka!

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Rakitić, voto: 7. - Fondamentale. Non brilla come il collega con la 10 ma è altrettanto decisivo nell'economia del gioco croato. Cuce con cura quando c'è da costruire gioco, aggredisce con ferocia quando il compito è quello di rubar palla agli avversari. Decisivo nella sua manovra in pressing per togliere tempo ed idee al centrocampo turco. 

Brozović, voto: 6,5. - Una partita intera ad un passo dal gol. Epic Brozo non ha deluso le attese disputando un match pulito ed ordinato. Poco impegnato con la sfera tra i piedi, Brozo si è fatto apprezzare soprattutto per la moltitudine di inserimenti che lo hanno portato a sfiorare il gol in diverse circostanze. Il pallone però, oggi si è rifiutato all'idea di baciare la rete. 

Perišić, voto: 7,5. - Semplicemente devastante. Incide enormemente sull'economia della partita granzie ad una prestazione maiuscola sia dal punto di vista tecnco che atletico. Non voleva si giocasse alle 15.00 perché gli piace dormire al pomeriggio, ma oggi Perisic sembrava tutt'altro che assonnato. Devastante sull'out destro, il tornante dell'Inter ha messo a ferro e fuoco la difesa della Turchia facendo ammattire la terza linea di Terim.

Mandžukić, voto: 6,5. - Si è sacrificato molto per la squadra correndo come suo solito avanti ed indietro per andare a catturare qualche pallone prezioso. Spesso sull'out destro, Mandzukic ha ricoperto quasi un ruolo da numero 10 andando a spesso e volentieri a servire compagni meglio piazzati di lui in area di rigore. Il rifinitore che non t'aspetti.

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Kramaric, voto: s.v. - Cacic gli concede cinque minuti più recupero. Troppo poco per vederlo in azione.

Shildenfeld, voto: sv. - Entra negli ultimi minuti per mettere il lucchetto al risultato. Ci riesce. 

Pjaca, voto: sv. - Entra al 93' per spezzare il ritmo della Turchia. Non riesce nemmeno a toccare il pallone. 

Ante Cacic, voto: 6,5. - Scelte giuste per il commissario tecnico della Croazia, che al contrario del suo collega è riuscito a mettere a proprio agio i suoi ragazzi. Aiutato dal talento cristallino del suo centrocampo, anche le idee di gioco di Cacic sono state colte con precisione. La sua Nazionale si candida per un posto tra le grandi.