44 anni dopo, alla caccia di un sogno. L'Ungheria si è vista sottrarre dalle mani la qualificazione a Euro2016 all'ultimo secondo dalla Turchia, ma c'è un'altra chance, ghiottissima, nello spareggio contro la Norvegia. Due squadre diverse, una in costruzione, l'altra alla caccia di rilancio, con storie totalmente diverse e anche filosofie, che stasera si confronteranno alle 20.45 a Oslo. Ma in palio c'è solo un posto per gli Europei.

I PRECEDENTI - A livello storico, sono 18 gli incroci tra queste due squadre, di cui 12 in gare ufficiali e 6 amichevoli. Bilancio generale che pende a favore dell'Ungheria, 8 vittorie contro 5, e addirittura 38 gol fatti contro 19. Se consideriamo solo le gare ufficiali, i Magiari ne hanno vinte 5 contro 4 (3 pareggi), e invece nelle gare UEFA di qualificazione agli europei c'è perfetta parità: 2-2-2. L'ultima vittoria dell'Ungheria contro la Norvegia in gare ufficiali risale al 1981, quando a Budapest finì 4-1, chiudendo una serie di cinque vittorie consecutive negli scontri diretti. Da allora, tre pareggi e tre vittorie degli scandinavi. Gli ultimi due precedenti sono della fase di qualificazione ad Euro2008: 4-0 e 4-1, entrambi successi della Norvegia.

QUI NORVEGIA

"Questa è una Norvegia totalmente nuova e i lavori sono ancora in corso. Nel gruppo c'è molta fiducia e mi stupisce il modo in cui i ragazzi riescono a gestire successi e fallimenti". Tiene alta la tensione Per-Mathias Hogmo, che vuole riuscire in quello che sarebbe un mezzo miracolo, ovvero portare i suoi ad Euro2016, contro pronostici, previsioni e anche numeri e cabala: "Non sono turbato dal fatto che la Norvegia abbia perso tutte e sei le partite interne disputate a novembre negli ultimi 20 anni. In squadra ci sono molti giocatori ancora impegnati nelle competizioni UEFA con i propri club, e sono certo che porteranno quell'intensità nella gara contro l'Ungheria".

Messaggio chiaro. Il terzo posto (secondo per qualche ora) conquistato nel girone dell'Italia, dietro anche alla Croazia, non è un caso. Ora è il momento di dimostrarlo con i fatti, ovvero battendo un avversario duro che darà tutto. Hogmo ne ha chiamati 24, escludendo Samuelsen e soprattutto Joshua King.

PORTIERI: Jarstein (Hertha), Nyland (Ingolstadt), Hansen (Rosenborg).
DIFENSORI: Hovland (Norimberga), Strandberg (Krasnodar), Nordtveit (Gladbach), Elabdellaoui (Olympiacos), Aleesami (Goteborg), Linnes e Forren (Molde), Hogli (Copenaghen).
CENTROCAMPISTI: Tettey (Norwich), Johansen (Celtic), Henriksen (AZ Alkmaar), Odegaard (Real Madrid), Skjeldbred (Hertha), Selnaes (Rosenborg), Valon Berisha (Salisburgo).
ATTACCANTI: Soderlund e Helland (Rosenborg), Veton Berisha (Greuther Furth), Berget (Malmo), Pedersen (Stromsgodset), Elyounoussi (Molde).

La formazione che scenderà in campo non dovrebbe essere diversa da quella classica che il tecnico ha messo in campo nelle ultime uscite, ovvero un 4-4-1-1 con un unico riferimento offensivo e un centrocampo folto, ma con tanta qualità. Nyland tra i pali, davanti a lui la linea a quattro che presenta l'unico dubbio, quello legato ad Hogli, non al meglio (pronto Aleesami nel caso). A completare il reparto Elabdellaoui a destra e Forren-Hovland al centro. Mediana con Tettey a schermare e Johansen a dar qualità, Skjelbred e Berget si allargano, mentre Henriksen supporta l'unica punta Soderlund.

(4-4-1-1) Nyland; Elabdellaoui, Forren, Hovland, Hogli (Aleesami); Skjelbred, Johansen, Tettey, Berget; Henriksen; Soderlund.

QUI UNGHERIA

Alla caccia di un sogno, di un riscatto. Dopo un ottimo girone di qualificazione, i magiari vogliono puntare al top: "Un buon inizio è importante, anche se chiaramente il massimo sarebbe vincere", ha detto il commissario tecnico Storck in conferenza stampa. "La Norvegia è una squadra molto forte con tanti giocatori ancora impegnati in UEFA Champions League ed Europa League. Il fatto che ci siamo radunati prima, ci consentirà di continuare a lavorare sullo spirito di squadra, su tattiche particolari e sulla quotidianità, cosa che non siamo riusciti a fare in passato. Abbiamo una buona squadra in grado di giocare un ottimo calcio e adesso dobbiamo dargli una possibilità".

L'Ungheria è stata a pochissimi secondi dalla qualificazione matematica, ci ha pensato Selcuk Inan a sottrargliela, spedendo la Turchia direttamente in Francia come miglior terza, superandola proprio grazie a quel gol nella speciale classifica. I ragazzi di Storck dovranno rialzare la testa e provare a ottenere il miglior risultato possibile in trasferta, per poi giocarsi il ritorno in casa. Per questa partita sono 26 i convocati, tra i quali non figurano Bodi, Tozser e Kalmar

PORTIERI: Bogdan (Liverpool), Kiraly (Haladas), Megyeri (Getafe).
DIFENSORI: Bosnjak (Haladas), Fiola (Puskas), Guzmics (Wisla Cracovia), Juhasz (Videoton), Kadar (Lech Poznan), Lang (Videoton), Leandro (Ferencvaros), Vanczak (Sion).
CENTROCAMPISTI: Elek (Csangscun), Gera (Ferencvaros), Kleinhesler e Kovacs (Videoton), Nagy e Pinter (Ferencvaros).
ATTACCANTI: Bode (Ferencvaros), Dzsudzsak (Bursaspor), Lovrencsics (Lech Poznan), Nemeth (Sporting Kansas City), Nikolics (Legia Varsavia), Pekar (Puskas), Priskin (Slovan Bratislava), Stieber (Amburgo), Szalai (Hoffenheim).

Dovrebbe essere un classico 4-2-3-1, piuttosto difensivo, quello di Storck, nelle cui idee c'è una gara di difesa e centropiede, con pochi rischi. Tra i pali ancora Kiraly, davanti a lui Fiola, Guzmics, Kadar e Leandro, con Juhasz escluso. Centrocampo massiccio con Elek e Nagy, mentre davanti la fantasia di Dzsudzsak e Gera sarà determinante per innescare Nemeth (largo a sinistra) e Nikolics da punta. Esclusi potrebbero essere Stieber e Szalai, che però credono ancora in una maglia.

(4-2-3-1) Király; Fiola, Kádár, Guzmics, Leandro; Elek, Nagy; Dzudzsak, Gera, Németh (Stieber); Nikolics (Szalai).