Il giovedì di Europa League ha parlato per metà italiano, con cinque squadre impegnate in quattro delle otto sfide della serata. Le quattro gare delle nostre ve le abbiamo raccontate, ma adesso andiamo a vedere cosa è successo nelle altre sfide e quali squadre, qualora le nostre dovessero passare, dovremmo temere maggiormente. L'Everton, al pari di Napoli e Brugge, ribalta dopo uno svantaggio iniziale, ma come i belgi riesce soltanto a spuntarla di misura. L'Ajax dei giovani (22,7 anni di media) non va oltre lo 0-1 in casa degli esperti ucraini della Dnipro, al quale basta un gol per portarla a casa. Tutte sfide abbastanza equilibrate che avranno bisogno della gara di ritorno per emettere la sentenza di chi passerà ai quarti di finale. Decisa invece la sfida spagnola, dove il Siviglia ha messo una serissima ipoteca sulla qualificazione andando ad espugnare Il Madrigal per 3-1. Di certo si stanno delineando le prime gerarchie, con alcune squadre che si stanno elevando al di sopra di altre e che sembrano effettivamente viaggiare a velocità doppia (anche se non sono ancora qualificate per i quarti).

BRUGGE-BESIKTAS 2-1 (46' Tore (Be), 62' De Sutter (Br), 78' rig. Refaelov (Br)).

Brugge (4-1-3-2): Ryan; Duarte, Meunier, De Bock, Mechele; De Fauw (dal 61' Oulare); Simons, Vormer, Bolingoli (dal 46' Gedoz); Rafaelov, De Sutter (dal 87' Dierckx).

Besiktas (4-2-3-1): Gonen; Kurtulus, Uysal, Gulum, Opare; Tore, Kavlak; Sahan (dal 83' Pektemek), Ozyakup (dal 73' Frei), Arslan; Ba.

In Belgio succede tutto nella ripresa. Dopo un primo tempo dove i padroni di casa hanno cercato il vantaggio soprattutto sugli sviluppi di calci piazzati, i turchi vanno in vantaggio con Tore, con un bel sinistro dall'interno dell'area di rigore dopo un'azione solitaria. I padroni di casa si scrollano la pressione dalle spalle e reagiscono con veemenza. Dopo una serie di occasioni, impattano con il gol di De Sutter, rapace nel deviare una conclusione di un compagno dalla trequarti. Il gol di Rafaelov su rigore regala una vittoria preziosa a Preud'Homme in vista della gara di ritorno, anche se i turchi sono ancora vivi.

Partita che ha visto di fronte due squadre mediocri che nel lotto di quelle che potrebbero essere le papabili otto finaliste che si sfideranno ai quarti non dovrebbero impensierire le squadre ben più blasonate, ma pur sempre outsider di tutto rispetto.

DNIPRO-AJAX 1-0 (30' Zozulya).

Dnipro (4-2-3-1): Boyko; Egidio, Cheberyachko, Douglas, Fedetskyy; Rotan, Fedorchuk; Bezus (dal 58' Vilela), Zozulya, Konoplyanka (dal 82' Shakhov); Seleznyov (dal 76' Kalinic).

Ajax (4-1-2-3): Cillessen; Van Rhijn, Veltman, Boilesen, Viergever; Klaasen; Serero (dal 60' Sinkgraven), Bazoer; Milik (dal 78' Zivkovic), El Ghazi, Schoene (dal 61' Kishna).

Zozulya a botta sicura dal centro dell'area di rigore dopo una bellissima percussione sulla fascia sinistra di Konoplyanka ha messo il marchio sulla gara d'andata tra gli ucraini ed i tulipani olandesi. Tulipani piuttosto sbiaditi questa sera, che hanno sofferto e non poco la maggiore fisicità dei padroni di casa. Meglio nel complesso la squadra di Markevich, che è andata vicina al gol in più occasioni, anche se la palla gol più clamorosa della serata l'ha avuta l'Ajax sui piedi di Veltman, che da pochi centimetri ha sparato alto. (nella foto in basso).

Nella gara di ritorno all'Amsterdam Arena, i padroni di casa avranno bisogno di due goal per poter andare avanti nella competizione e per farlo de Boer dovrà toccare i punti giusti per provare la rimonta. In ogni caso, entrambe le squadre non sembrano avere i mezzi a disposizione per arrivare fino in fondo.

EVERTON-DINAMO KIEV 2-1 (14' Gusev (D), 39' Naismith (E), 82' rig. Lukaku (E))

Everton (4-2-3-1): Howard; Jagielka, Coleman, Garbutt, Alcaraz; Barkley (dal 74' Osman), Naismith; McCarthy, Barry, Mirallas (dal 64' Kone); Lukaku

Dinamo Kiev (4-2-3-1): Shovkovski; Silva, Dragovic, Vida, Antunes; Veloso (dal 85' Chumak), Yarmolenko; Sydorchuk, Gusev (dal 75' Kravets), Buyalski (dal 67' Garmash); Mbokani.

Altra rimonta d'Europa League. Dopo quella del Napoli e del Brugge è il turno dell'Everton. Malcapitata del caso la Dinamo Kiev di Rebrov. Gusev porta avanti gli ospiti dopo un quarto d'ora: Yarmolenko pennella il cross da calcio d'angolo e Gusev sul primo palo anticipa tutti. Naismith pareggia nel primo tempo dopo un'azione da trattore di Lukaku che spazza via avversari a ripetizione, mentre nella ripresa la squadra di Martinez arriva alla vittoria grazie alla freddezza dagli undici metri del belga stesso, al sesto goal in Europa League. Qualificazione ancora aperta, a Kiev non sarà facile per gli inglesi.

Ciò nonostante, qualora dovesse passare, l'Everton è una di quelle squadre costruite per arrivare fino in fondo: equilibrio, forza fisica, corsa e doti tecniche sono le caratteristiche della squadra di Martinez, che propone un bel calcio e lo esprime attraverso degli interpreti magnifici come Naismith, Barry, e McCarthy. Lukaku è la punta di diamante di un'ottima, eccellente squadra.

VILLARREAL-SIVIGLIA 1-3 (1' Vitolo (S), 26' Mbia (S), 48' Vietto (V), 50' Gameiro (S)).

Villarreal (4-4-2): Asenjo; Gaspar, Musacchio (dal 84' Dorado), Costa, Bailly; Dos Santos, Trigueros, Cheryshev, Gomez (dal 46' Campbell); Vietto, Uche (dal 68' Moreno).

Siviglia (4-2-3-1): Gonzalez; Tremoulinas, Figueiras, Carrico, Pareka; Krzychowiak, Iborra (dal 75' Banega); Vitolo (dal 78' Reyes), Vidal, M'bia; Gameiro (dal 64' Bacca).

C'è poco da fare. Quando a Siviglia si parla di Europa League, vedono rosso e si trasformano in tori scatenati. La squadra di Emery è inarrestabile e sbanca il Madrigal senza lasciare diritto di replica al sottomarino giallo. A nulla è servito il goal del solito Vietto, gran bel giocatore, per raggiungere un pari che avrebbe potuto perlomeno tenere aperto il discorso qualificazione. Invece, dopo il gol a freddo di Vitolo e quello del raddoppio a metà frazione di Mbia, Gameiro ha chiuso la contesa, rendendo la gara di ritorno una pura formalità.

Dopo un anno, quindi, la storia sembra ripetersi e nel lotto delle possibili vincitrici della Coppa, anche quest'anno va considerato, di diritto, il Siviglia. Squadra completa, compatta in difesa e con grandissime individualità in attacco. Da temere in casa, come in trasferta, dove con velocità e ripartenze, unite alla tecnica sopraffina dei singoli, possono mettere in difficoltà chiunque. Chapeau.