Gol e spettacolo in mezzo a diversi obbrobri: a Loftus Road finisce 2-2 tra QPR e Manchester City il posticipo delle 18.30 dell'undicesima gionrnata di Premier League. Una gara che forse avrebbe meritato di più il QPR, ma il talento di un immenso Aguero, 12 gol in 11 partite in campionato, si è fatto sentire e ha tenuto in piedi la baracca per la squadra di Pellegrini, ora a -8 dal Chelsea capolista e che si deve guardare le spalle. Punto importante per i ragazzi di Redknapp, in crescita dopo aver già disputato un ottimo match sul campo proprio del Chelsea setttimana scorsa, trascinato da un grande Austin, 6 gol totali in Premier per lui.

PRIMO TEMPO - Inizio tutto di marca QPR, o meglio, di marca Charlie Austin, protagonista assoluto dei primi 20 minuti. Prima segna di testa in offside (di tre metri buoni) su cross di Vargas e Dean giustamente annulla, poi raccoglie un pallone regalatogli da Hart viziato però da un doppio tocco irregolare del portiere su una punizione dalla sua area e ribadisce in rete a gioco fermo (anche se secondo regolamento sarebbe stata punizione indiretta in area per i Rangers), infine trova il gol regolare al 21': imbeccato in area, Demichelis sbaglia clamorosamente il fuorigioco e lo lascia incrociare, battendo Hart sul palo lungo e portando in vantaggio i padroni di casa. Il City subisce il colpo e si scioglie, la squadra di Redknapp prova a raddoppiare sfruttando il momento negativo degli avversari, che si affidano al loro portiere per rimanere in partita, fino a quando Aguero al 32' pareggia i conti: El Kun mette giù un pallone difficilissimo su un lancio lungo, lo sposta a destra e poi va a sinistra, disorientando Caulker e battendo col mancino Green sul suo palo. Gol molto bello, ma viziato da un fuorigioco di partenza e forse un fallo di mano. Trovato il pareggio, cerca di mettere anche la tersta avanti la squadra di Pellegrini, con un destro di Yaya Toure che sfiora solo il palo. Dopo aver subito il colpo però si riporta in attacco il QPR, ancora con un super Charlie Austin: due volte trova un enorme Joe Hart a rispondergli, è soprattutto grazie a lui se il City torna negli spogliatoi in parità all'intervallo.

SECONDO TEMPO - Redknapp lascia negli spogliatoi Sandro per inserire al suo posto un ex come Joey Barton, per avere più regia in mezzo al campo e togliendo un giocatore ammonito. Il City parte molto bene e crea due palle gol interessanti con due cross bassi al centro che però non vengono convertite in gol: prima è Nasri a metter la palla in mezzo, spazzata dalla difesa, poi sull'accelerazione di Tourè, uno dei pochissimi spunti dell'ivoriano, ancora sottotono, Aguero non ci arriva. Pellegrini prova a dare più peso offensivo con Dzeko, ma è sfortunatissimo: l'impatto è pari a zero, perchè dopo soli tre minuti il bosniaco deve lasciare il campo a Lampard per problemi fisici. Entra anche Milner, ma l'occasione migliore della ripresa arriva grazie a un ex: Joey Barton di testa all'indietro lancia di fatto Aguero, bravo ad anticipare Green in uscita, ma sul suo tiro arriva il salvataggio di Dunne quasi sulla linea. Il QPR ci crede e gioca bene: al 76' arriva il nuovo vantaggio dei padroni di casa grazie all'autogol di Demichelis, che per anticipare Zamora mette la palla nella propria porta. La reazione è immediata e decisa: prima salva Caulker sulla linea un colpo di testa di Milner (subentrato a Nasri), poi da fuori Sagna sfiora il palo; dall'altra parte ci prova Vargas con una super rovesciata che esce di poco. All'83' ancora lo spunto del campione: Aguero vien lanciato da Tourè e in mezzo a tre riesce a mandarli a vuoto con una finta e poi conclude nella porta rimasta sguarnita, firmando il 2-2 e la doppietta personale. Contro-reazione ancor più decisa della squadra di Redknapp, che meriterebbe la vittoria, ma non riesce mai a rendersi pericolosa nel finale dalle parti di Hart. Ci prova così il City: Toure nel primo minuto di recupero prova la potenza dal limite dell'area, ma si immola un super Barton. Non succederà più nulla: punto importante per il QPR, City in caduta quasi libera.